Sono così tanti i gesti solidarietà che non si riescono a contare. Segno di una comunità che riscopre i valori dell’amicizia e del farsi prossima proprio in un momento difficile per la vita del Paese. Da tutto ciò emerge con forza il ruolo insostituibile del Terzo Settore, composto da tantissime associazioni cattoliche, della sua capacità di fare da collegamento tra cittadini ed istituzioni governative. Un ruolo di sussidiarietà fondamentale per la tenuta del corpo sociale. Ne stiamo ricevendo una ennesima prova concreta in questi giorni.

In questa fase storica occorre agire su più leve per ripensare un sistema Paese che sappia ripartire dopo la crisi sanitaria con rinnovato entusiasmo. Un aspetto fondamentale è quello di ragionare senza cadere in sterili polemiche guardando solo ai singoli aspetti dei problemi che si hanno di fronte, bensì è necessario avere allo stesso tempo uno sguardo globale con un’attenzione al locale, una capacità progettuale strategica che vede l’insieme delle cose e non le singole parti di esse. Tutto ciò premesso si possono individuare sinteticamente dei punti chiave sui quali poter ragionare ed approfondire:

  1. Formazione. Investire a lungo termine sulle conoscenze e competenze dei giovani e degli adulti in età lavorativa. Mettere insieme le risorse educative imparando a fare rete valorizzando le varie esperienze presenti nel Paese. Creare reti “circolari” durature e legate alla moda di un momento tra imprese-università-centri di formazione professionale.
  2. Nuovo “patto educativo”. Preparare i giovani ad impegnarsi ad agire nel mondo attraverso un approccio più attivo e dinamico. Per questo occorrono, in primo luogo, processi formativi più improntati alla trasformazione, in cui vengano rafforzati immaginazione, curiosità intellettuale, costanza di impegno, collaborazione, resilienza ed auto-disciplina (Sfide educative e formative: preparare le giovani generazioni per il futuro, Mons. A. Vincenzo Zani).
  3. Lavoro. Attuare un piano concreto di vera riforma dei Centri per l’impiego. Formando alle esigenze del nuovo mercato del lavoro tutti gli addetti dei Centri troppo abituati a fare politiche passive piuttosto che operare nel settore delle politiche attive d’incontro domanda-offerta di lavoro.
    • Diminuire le aliquote contributive a carico dell’azienda (di circa il 15%), liberando così risorse per gli investimenti, ma garantendo anche controlli più efficaci per evitare i ‘furbetti’. (Proposta di mia moglie Adelaide Tosto che è consulente del lavoro).
    • Reintrodurre le detrazioni con aliquote ‘progressive’ rispetto al reddito. Ovvero determinando una divisione in più fasce di reddito così da ottenere imposte più sostenibili e democratiche soprattutto per i redditi più bassi. (Proposta di mia moglie Adelaide Tosto che è consulente del lavoro).
    • Comunicare il lavoro. Pensare ad una nuova azione mediatica per comunicare il lavoro che cambia.
    • Cultura e arte. Pensare ad un piano strategico per sviluppare il settore al fine di farlo diventare un reale ambito che crea opportunità occupazionali.
    • Professioni dell’ambiente. Puntare sulle professioni che salvaguardano l’ambiente (Geologi, Naturalisti, Biologi, Ingegneri dell’ambiente, Ingegneri gestionali, operai e tecnici specializzati in materia).
    • White jobs. Rilanciare e potenziare tutte le figure professionali del Terzo Settore.

Costantino Coros