Leggo su Politica Insieme ( CLICCA QUI ): “si deve interloquire con il reticolo dei gruppi e delle spontanee aggregazioni presenti in tutti i comuni dove tante liste civiche esprimono e interpretano la reazione e ila difesa rispetto una realtà politica non più in grado di rappresentare i cittadini e di richiamare a un impegno” e penso che chi le ha scritte sembra conoscerci da una vita. Sembra che sia stato con noi quando, a inizio 2019, un gruppo di persone volenterose, di cui faccio parte, ha deciso di costituirsi come lista civica e presentare un progetto ambizioso alle elezioni amministrative di Castenaso, una cittadina alle porte di Bologna.

Sono certo che l’Italia sia piena di situazioni analoghe: ora occorre farle emergere dal silenzio e metterle in rete. Nel 2021 si terranno le elezioni amministrative in molte città, in cui si deciderà il sindaco, l’istituzione più vicina ai cittadini: questa sarà un’ottima occasione per strutturare il nostro progetto, con proposte autonome, serie e svincolate dalla logica stanca delle coalizioni costruite a tavolino con il pallottoliere. Servirà un indirizzo univoco per tutta Italia, che comunichi struttura e coerenza. Sarà l’occasione per dimostrare che la logica del consenso a breve termine si può superare lasciando spazio a una visione più alta, ad esempio partendo con la campagna di ascolto da parte dei nostri candidati sindaci delle città metropolitane proprio dai cittadini dei comuni periferici, che non votano ma subiscono le scelte dei cittadini del capoluogo: è una scelta tanto semplice quanto impensabile per l’attuale politica del consenso, è la scelta di mettere davanti gli ultimi, cioè coloro di cui non si ha bisogno perché non esercitano il voto.

Una proposta indipendente è la condizione iniziale necessaria per costruire una politica che non utilizza le persone, ma che viene utilizzata dalle persone. “Essere il sale della terra”, che è la missione a cui tutti siamo chiamati, Necessita una propria casa, perché la diluizione in tanta acqua farebbe perdere il sapore. Beninteso, anche nell’attuale panorama politico esistono esempi virtuosi: penso al Family Act, che è una piccola grande rivoluzione per aiutare le famiglie, per contrastare la denatalità, e soprattutto per sostenere le donne che troppo spesso sono costrette a sacrificare il lavoro per sorreggere il peso della famiglia. Penso ai concreti aiuti economici ai settori più in difficoltà, ad esempio il “bonus filiera italiana” riservato i ristoratori per l’acquisto di prodotti nazionali, il bonus per la ristrutturazione edilizia sismica ed energetica per far ripartire il settore edile nella direzione della riduzione del consumo di suolo.

Ma questi rimangono casi isolati, per lo più legati a qualche singolo amministratore virtuoso, in un contesto generale
dominato da un appiattimento populista fatto di scoop superficiali, di dirette Facebook, di foto ben studiate, di ricerca del consenso di breve termine. Senza andare indietro mesi, pensiamo, a titolo di esempio, alle ultime novità:
l’acquisizione di Autostrade per l’Italia da parte di Cassa Depositi e Prestiti viene presentata con trionfalistici scoop
superficiali, lasciando poi molti dubbi a chi cerca di capire il costo di una tale operazione.

La gestione della scuola al tempo del Covid appare orientata unicamente allo scarico delle responsabilità. Gli incentivi sull’acquisto delle auto sembrano destinati a far parlare di sé più che a adattarsi alle reali esigenze familiari.
Una scelta vitale come l’aborto farmacologico viene trattata con la sobrietà di un tweet.

Lo scandalo dei parlamentari che utilizzano il bonus partite IVA si trasforma in una gara tra i partiti a dimostrare che i suddetti parlamentari non militano tra le proprie file, nella consueta vuota campagna elettorale permanente, anziché assumersi le proprie responsabilità sul motivo per cui la nuova legge ha permesso una tale vergogna.

Passando dal nazionale al locale cambiano i temi ma non lo stile. Per incentivare la conversione a una mobilità sostenibile occorre un piano di interventi strutturali che crei una rete alternativa di collegamenti sicuri e utili alla luce di comportamenti e stili di vita. Gli incentivi per chi dichiara/dimostra di andare al lavoro in bicicletta o vanno in questa direzione o sono soldi a pioggia che evaporano lasciando il nulla. Le ciclabili realizzate al volo con segnaletica orizzontale (riga bianca a lato della strada) o saranno poi trasformate con interventi strutturali lungimiranti o saranno destinate solo a far parlare di sé.

Abbiamo davvero bisogno di una politica rinnovata, sobria, lungimirante e libera da superati condizionamenti ideologici di partito. Abbiamo bisogno di una politica pudica e concreta che cerchi un senso, anziché il facile consenso nel teatrino partitico.

Carlo Giovannini

Immagine utilizzata: Pixabay