Il segretario di stato spagnolo per i trasport–i e il capo della compagnia ferroviaria statale si sono dimessi dopo che dozzine di nuovi treni, ordinati per operare nelle regioni delle Asturie e in Cantabria si sono rivelati troppo grandi per passare attraverso alcuni tunnel.

L’errore ha riguardato un contratto da 258 milioni di euro parte di un progetto di ammodernamento del materiale rotabile utilizzato soprattutto per i servizi ferroviari da mettere a disposizione dei pendolari e delle linee su cui viaggiano treni di media percorrenza.

Immediate le proteste dei viaggiatori e dei presidenti delle due regioni coinvolte. La prima conseguenza era stata quella del licenziamento di due dirigenti delle società che gestiscono le linee ferroviarie coinvolte. Ma questo non è bastato e ne hanno fatto le spese direttamente la Ministro, Isabel Pardo de Vera, e il capo supremo delle ferrovie Isaías Táboas.

Nel nostro Paese non sono mancati casi del genere. Basti ricordare cosa accadde a Roma, sia all’aeroporto di Fiumicino dove il treno del viaggio inaugurale s’incastrò letteralmente nella banchina della stazione troppo stretta e a lungo non si è chiuso l’anello ferroviario per questioni varie. Abbiamo strade, anche superstrade, che finiscono nel nulla o si sono fatti tunnel il cui sbocco è sul vuoto di una collina. Solo che non paga mai nessuno. Chissà perché?

 

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