Si assiste di continuo ad un’appropriazione indebita delle altrui culture, in particolar modo del pensiero di Don Luigi Sturzo, fondatore del PPI e autore dell’appello “ Liberi e forti”. Ci sono formazioni politiche che lo citano come se il suo pensiero appartenesse loro. No, non è così. Tutto il pensiero di Sturzo, il popolarismo, la sua sociologia, la sua politica, la sua visione del diritto, la sua teologia, appartengono in modo inconfutabile ai cattolici democratici, alla storia del PPI e alla Democrazia Cristiana.

Le altre forze politiche non hanno molto da condividere sul piano teorico e non possono provare ad appropriarsi della nostra cultura perché la loro restano distanti dal cattolicesimo politico, in generale, e dal più specifico popolarismo Sturziano.

In realtà, molte delle forze politiche in questione hanno una cultura che proviene da quella marxista. Non hanno alcuna attinenza al pensiero di Luigi Sturzo e dimostrano di non conoscerlo neppure molto bene.

Alla presenza del segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel corso del congresso regionale del partito in Sicilia, si è fatto un esplicito riferimento al cattolicesimo democratico, a Luigi Sturzo, ad Aldo Moro e a Papa Francesco, confermando che la sinistra non ha più propri argomenti validi da mettere in campo.

Anche il giudizio espresso sulla recente “nazionalizzazione” delle autostrade, voluta dal governo Pd – M5s,  rappresenta un elemento di contraddizione rispetto al riferimento generale alla visione di don Sturzo fatto sulla base di citazioni strumentali e male argomentate.

Domenico Cutrona