Le considerazioni di Alessandro Diotallevi ( CLICCA QUI )relative al monito del presidente Mattarella sull’esigenza di un processo riformatore e di una rigenerazione etica e culturale della magistratura sono estremamente opportune e utili ai fini dell’individuazione degli importanti passaggi che quel processo riformatore dovrebbe attraversare.

Mi preme però sottolineare che oltre ad assicurare l’indipendenza della magistratura è anche necessario garantirne anche l’imparzialità. Questa seconda fondamentale caratteristica,  che l’esercizio della funzione giudiziaria dovrebbe avere, è sì menzionata nelle considerazioni di Diotallevi, ma quasi incidentalmente come terzietà e in associazione con l’indipendenza, di cui apparirebbe quasi come un’ulteriore dimensione intrinseca.

All’indipendenza Diotallevi dedica ampie considerazioni indubbiamente fondate in quanto essa è certamente necessaria, ma appunto per garantire al giudice la possibilità di essere pienamente imparziale senza condizionamenti. Negli ultimi tempi però non sembra che questa indipendenza sia stata sempre utilizzata a questo fine.  Anzi le cronache degli ultimi mesi hanno evidenziato più una crisi ( per così dire) dell’imparzialità di alcuni magistrati anche autorevoli che della loro indipendenza. Anzi forse proprio un cattivo intendimento di tale indipendenza ha favorito quella crisi.

La rigenerazione etica e culturale sollecitata dal presidente Mattarella si riferiva proprio all’esigenza di un recupero della consapevolezza della fondamentale imprescindibilità dell’imparzialità in ogni funzione giudiziaria.

AntonGiulio de’Robertis