Si è aperta a Montreal la Cop 15 sulla biodiversità. Il viatico è giunto con la dichiarazione dei responsabili dell’Onu che hanno parlato di una vera e propria guerra in atto contro la natura. Così, l’attesa per l’incontro mondiale, che si chiuderà lunedì 19 dicembre, è quella di un documento condiviso che serva a regolare la tutela della biodiversità.

Secondo l’IPBES (Intergovernmetnal Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services), gli attuali tassi di estinzioni di specie e popolazioni sono da 100 a 1000 volte superiori a quelli a cui il pianeta è stato abituato negli ultimi 10 milioni di anni. Le cause sono note da decenni: caccia, pesca, commercio illegale di piante e animali, inserimento di specie invasive, inquinamento, deforestazione e pratiche agricole che portano a distruzione degli habitat, cui devono essere aggiunte altre conseguenze dell’azione umana come quelle che sono sintetizzate dalle denunce dei cambiamenti climatici.

In un rapporto del 2019, l’IPBES (CLICCA QUI) valutò che il numero delle specie è calata nel corso degli ultimi cent’anni del 20% così com’è da registrare una riduzione di almeno il 40% delle specie terrestri, dell’84% di quelle d’acqua dolce e del 35% per le specie marine. Un milione circa di specie animali e vegetali sono considerate già a rischio d’estinzione.

Così, come ha dichiarato Inger Andersen, Direttore esecutivo del programma ambientale delle Nazioni Unite, è necessario “fare la pace” con la natura e dal Cop 15 di Montreal ci si attende il primo passo concreto in questa direzione con la definizione di  concrete proposte per proteggere il 30% della terra e del mare sostenute da interventi finanziari.

A causa del rinvio della conferenza, che in un primo momento avrebbe dovuto tenersi in Cina, paese ancora impegnato nella politica cosiddetta dello “zero-covid”, saranno comunque i cinesi a presiedere i lavori e si tratterà, così, della prima occasione in cui Pechino si troverà a gestire una conferenza mondiale organizzata dalle Nazioni Unite in materia ambientale.

CV