Anche dai risultati elettorali nella Repubblica d’Irlanda viene la conferma che il sistema elettorale basato sul bipolarismo non regge più in molti paesi europei. Lo Sinn Féin, nato un secolo fa, sulla base di una scelta socialista e diventato famoso ai più per la sua derivazione del Nord Irlanda, e noto per essere stato il braccio politico dei repubblicani anti britannici dell’Ira, è uscito dalle urne con il più alto numero dei voti.

Adesso proverà a formare un governo in Irlanda dopo aver raggiunto un risultato storico che sembra sconvolgere il sistema politico iralndese nonostante non abbia presentato proprie liste in tutte le circoscrizioni elettorali.

Il leader del partito, Mary Lou McDonald, commentando i risultati ha detto che in Irlanda c’è stata una “rivoluzione” e che avrebbe cercato di formare una coalizione di governo con altri partiti aggiungendo: “Non c’è più un sistema bipolare”.

Lo Sinn Féin, ottenendo quasi un quarto dei voti, ha sopravanzato il Fine Gael e il Fianna Fáil, due formazioni di centro che, a turno, hanno governato l’Irlanda per un secolo, dopo aver cavalcato un’ondata di rabbia per le condizioni del Paese che ha aumentato il numero dei senzatetto, provocato l’aumento degli affitti e delle liste d’attesa negli ospedali.

Il successo dello Sinn Féin è stato clamoroso nei nei centri cittadini più importanti della Repubblica, a partire da quello di Dublino.

Non è certo che sia possibile adesso al partito vincitore formare un governo perché i due partiti storici del Fianna Fáil e del Fine Gael dovrebbero comunque raggiungere complessivamente un numero maggiore di eletti tra i 160 componenti la camera bassa del parlamento irlandese.

Nelle elezioni europee dello scorso anno l’emanazione nord irlandese dello Sinn Féin è riuscito a diventare il partito più votato anche nell’Ulster precedendo i partiti storicamente presenti anche nella parte dell’isola inserita nel Regno Unito.