Il desiderio di costruire una famiglia tra i piani di futuro dei nostri giovani diventerà sempre più distante se nei progetti di investimento, tra le priorità come risposta alla denatalità, ai tanti sacrifici che molte famiglie affrontano per arrivare alla fine del mese,questo governo non convertirà il proprio agire.

Ma dopo la sostituzione del Ministro della Famiglia Fontana con la neo nominata Alessandra Locatelli,tutto fa presupporre che ben poco spazio si darà a quelli che Fontana aveva considerato temi prioritari durante la campagna elettorale leghista, ma ripresi con poca determinazione durante la sua azione di ministro, allontanati totalmente ora dalla Locatelli allorquando,insediatasi come ministro,ha subito dichiarato la sua assenza al Congresso di Verona, come dire : altro volto,altra storia,altri dicta.

Ancora una volta allora chi ha compreso l’urgente necessità di mettere mano alla costruzione di un progetto nazionale per la famiglia ponga l’anima in pace,le priorità continueranno ad essere scelte sulla base di altri criteri certamente non orientati al bene futuro del nostro Paese.

Il presidente del Forum delle Famiglie De Palo in questi giorni ha rilanciato il suo appello dichiarando una delle possibili soluzioni quella dell’assegno unico per i figli,proposta peraltro ripresa dal ministro Fontana.

Ora, però, la partita ricomincia,con la palla in gioco alla “new entry”, considerando che ancora una volta tra le scuse che Lega e 5 Stelle potranno avanzare,contro le necessità urlate dalle associazioni familiari, riguarderanno le loro priorità cioè reddito di cittadinanza,quota 100, forse flat tax, nonostante queste manovre abbiano già palesato diverse criticità, come per esempio la richiesta di pensionamento di molti professionisti quali docenti, ospedalieri che destabilizzeranno a loro volta spazi lavorativi importanti se non si adopereranno immediate sostituzioni creando altri problemi per la nostra economia.

Ma cosa aspettarsi da chi ha costruito un programma di governo politico non sul piano di un investimento di idee (pensiero agito),azioni di ricostruzione poggiate su basi della carta costituzionale che sono già state scritte ma mai realizzate?

Occorre allora riprendere il cammino se vogliamo che la famiglia, questo valore ineludibile che costituisce la stessa vitalità di un popolo torni ad essere considerata una priorità assoluta dalla quale ripartire.

La famiglia è la sintesi,il modello di riferimento al quale uno Stato guarda per orientare le sue azioni di governo. La famiglia è natalità, educazione,lavoro,sanità,cultura,ambiente,è guardare al futuro.

Negli ultimi quarant’anni però siamo stati distratti da altro, la cultura ha aperto spazi di conquista laddove costrizioni di mentalità ottuse ci vedevano arretrati rispetto alla “modernità “ degli altri Paesi. La visione globalista del mondo e l’adeguamento ad un’ Europa modificata nello stile dei padri fondatori, ha poi dato la spinta finale verso la deriva economica,esistenziale e spirituale del nostro Paese.

Fuori da un pessimismo inconcludente ora occorre ripartire e farlo con determinazione,ricostruendo come dopo la furia di un tornado che dove è passato ha lasciato macerie.

Gli italiani dopo l’ultima guerra già hanno vissuto un tempo simile e grazie alla volontà unita ad una fede operativa, alcune persone pian piano hanno risvegliato il popolo ancora impaurito dalla devastazione bellica. Ora viviamo una diversa guerra, senza armi apparenti ma comunque ci sono feriti e morti nel corpo e nello spirito.

E forse ancora una volta, grazie a persone che insieme hanno più lenti per guardare e più cuore per sentire, potremo uscire da questo labirinto costruito su sabbie mobili.

Eleonora Mosti

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