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Ce l’hanno proprio con il Welfare aziendale. Ancora no al raddoppio dei fringe benefit

Dopo il mancato inserimento di misure relative al raddoppio dei “fringe benefit” nella Legge di Bilancio, attese da molte aziende e dai lavoratori, soprattutto da quelli del Terzo settore, neppure nel Decreto Milleproroghe sono stati inseriti emendamenti al riguardo. Eppure, molti parlamentari li avevano presentati. Un’altra occasione perduta che sta a rivelare una certa insensibilità per le condizioni create in un difficile momento in cui dal welfare aziendale potrebbe venire un po’ di respiro.
Gli emendamenti presentati tendevano ad estendere ad almeno tutto il dicembre di quest’anno la misura che avrebbe dato alle imprese italiane la possibilità ottenere alcuni benefici fiscali su beni e servizi destinati ai dipendenti per un valore massimo di 516,46 euro, cifra che invece resterà ferma ai 258,23 euro attualmente previsti. E questo nonostante

Questa misura, peraltro già sperimentata “a tempo” nel 2020 e nel 2021 (CLICCA QUI), avrebbe quindi concesso un maggior utilizzo dei cosiddetti fringe benefit, una vasta gamma di soluzioni che godono di specifici benefici fiscali secondo quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 51 del TUIR che regola il welfare aziendale. Tra le formule più comuni ci sono: card acquisto da spendere presso catene commerciali o negozi (anche della grande distribuzione online), buoni benzina, beni e servizi connessi allo sviluppo della mobilità sostenibile, ma anche visite specialistiche, spese per la cura e l’assistenza, corsi di formazione, polizze assicurative. Molto spesso i fringe benefit sono erogati sotto forma di voucher che, tramite strumenti digitali o cartacei, sono spendibili presso attività commerciali e fornitori di servizi convenzionati.

Perché è un’altra occasione persa

Come detto in altre occasioni, questo intervento avrebbe potuto incentivare la diffusione del welfare aziendale, sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e, di conseguenza, generare nuovi consumi. Come abbiamo cercato di spiegare in questo articolo (CLICCA QUI), ci sembra un’altra occasione persa per sostenere le imprese che vogliono investire nel welfare e i loro dipendenti, soprattutto in un momento così difficile dal punto di vista economico.

Valentino Santoni

Pubblicato su Percorsi di Secondo Welfare (CLICCA QUI)

 

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