La riflessione di pochi giorni orsono sul fenomeno del leaderismo (CLICCA QUI) il quale, purtroppo, anima anche quanti si dicono intenzionati ad andare oltre l’attuale sistema politico fondato sul bipolarismo, che del leaderismo è stato l’incubatore, l’abbiamo dovuta fare nel pieno della constatazione del fallimento del  cosiddetto Terzo Polo. Nel farla sono venute alla mente due domande ricorrenti che i fondatori di Politica Insieme e, poi, di Insieme, si sentono spesso rivolgere: chi è il vostro leader? con chi andate?

Domande legittime, visto lo stato delle cose. Non sempre maliziose, ma frutto della cultura diffusasi nel Paese nell’ultimo trentennio. Quello di una politica verticistica che progressivamente ha tagliato fuori la società civile e, con essa, numerose forze che un tempo si sarebbero chiamate “intermedie”. Sia per il loro porsi in posizione distinta rispetto ai poli estremi contrapposti, sia per il ruolo di rappresentanza di voci, stati d’animo, attese e sentimenti che i partiti di oggi non riescono proprio a raccogliere e a rappresentare.

Si tratta di due domande provocate da un senso di estremo realismo. Del tutto comprensibili a fronte di un quadro istituzionale e politico ingessato e dominato da un gruppo ristretto di personaggi. Nel peggiore dei casi, tradiscono l’espressione di quel brutto fenomeno non solamente italiano, ma che nel nostro Paese vanta una lunga e antica tradizione. Cioè quello della mentalità gregaria. Un atteggiamento, un certo modo di concepire la partecipazione alla politica che può scherzosamente essere sintetizzato con il famoso detto attribuito ad un certo Francesco Guicciardini, che di politica se ne intendeva, “o Franza o Spagna, purché se magna”. Era quello il “bipolarismo” dei suoi tempi e l’interesse per il proprio “particulare” a tanto portava.

Attitudini sedimentate, dunque, sensibilità stratificate che sarebbe sciocco sottovalutare, anche perché esistono. Pure contagiano menti brillanti. E persone generose, ma certo non fino al punto di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Tante ce ne sono anche nel mondo cattolico. Certamente interessate alla partecipazione politica sulla base della solidarietà e dell’inclusione. Il tutto sovrastato, però, dalla durezza della situazione che i cattolici, così come i rappresentanti di altre culture politiche spazzate via con la fine della cosiddetta Prima Repubblica, socialisti, repubblicani, liberali, hanno toccato con mano, fino a comprendere quanto fosse nel giusto l’Alighieri quando diceva ”Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e com’è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”.

Frequentemente giungono sondaggi che ci dicono dell’allargarsi dell’attesa per la nascita di un partito “cattolico”. Espressione anch’essa frutto di una qualche perdita della cultura politica del passato. Perché in Italia non c’è mai stato un tale partito, bensì espressioni pubbliche di un’ispirazione fortemente legata al popolarismo cristiano.

In ogni caso, quei sondaggi, in realtà, ci dicono che la gente è alla ricerca di un’altra politica. Di un metodo e di una sostanza di cui tutti avvertiamo la scomparsa.

E’ per riempire questo vuoto che c’è chi da tempo si pone in alternativa alla destra e alla sinistra sulla base di una laica adesione all’ispirazione popolare e cristiano democratica che ha ben chiaro quanto  il leaderismo non gli sia proprio congeniale e che la risposta alla domanda su chi sono quelli con cui ti accompagni non trovi una risposta nei numeri di seggi promessi, bensì esclusivamente in uno spirito di coalizione fondato su di una pase programmatica. Sulla base su questa premessa, nel rispetto della cornice solidale, antifascista, democratica, fissata dalla Costituzione, e nel rispetto del valore e della dignità della Persona, non c’è alcuna difficoltà a “stare” con alcuno.

Su queste pagine sono oramai cinque anni che precisiamo tutto ciò e diamo voce a quello che, al riguardo, elabora INSIEME. Nel grande archivio che abbiamo costruito a partire dall’aprile 2019, e dal Manifesto Zamagni, nostra prima pietra (CLICCA QUI), c’è la risposta a questi due quesiti e ad altri che ci vengono posti. E ci sono pure gli sviluppi delle nostre parole chiave: trasformazione, autonomia, partito nuovo e facce nuove.

 

 

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