Nell’era dell’informazione globale, dell’uso indiscriminato dei social media e soprattutto dell’I. A., intelligenza artificiale, si dibatte ancora, di tanto in tanto, dell’aria fritta … della cosiddetta egemonia culturale della sinistra, messa in discussione dalla destra al potere a cominciare , operativamente, dal Ministero della Cultura guidato dal dannunziano ministro, Alessandro Giuli (da dimenticare la pagina della nomina della direttrice Beatrice Venezi alla Fenice …), e dalla neo nominata nomenclatura, piazzata per fedeltà politica ai vari livelli della RAI, mentre attendiamo da anni l’elezione del presidente in sede di commissione bicamerale di Vigilanza.

Allora, mi consenta in stile berlusconiano, madame Meloni, ma non s’è mai parlato a sproposito, in ottant’anni di vita repubblicana, di destra o sinistra dell’inquilino del Quirinale. Certamente, il “papabile” per l’ex sede pontificia non sarà mai un intellettuale o un artista o un accademico, non essendo mai stati impegnati nella politica attiva. E dovrà essere un cittadino/a che abbia superato l’età di 50 anni – giusto, giusto tra due anni, presidente …

Tuttavia, va detto per precisione storica che non è mai stato eletto dal Parlamento in seduta comune un leader di partito, né tanto meno un capo popolo che, demagogicamente o no, rappresenta soltanto una parte, sia pur maggioritaria o rilevante, della popolazione italiana. E comunque, va detto pure che mancano due anni e mezzo, prematuro per prenotarsi o no?

Secondo la consolidata prassi delle istituzioni repubblicane è sempre consigliabile e propedeutico un passaggio parlamentare, cioè come presidente della Camera dei deputati o del Senato della Repubblica, ovvero presso un’alta istituzione dell’U. E. Magari, di ciò avrebbero dovuto tenerla informata e, semmai, documentata i suoi, numerosi consiglieri, in primis Alfredo Mantovano, sottosegretario a Palazzo, che fa rimpiangere Gianni Letta, mens dei, plenipotenziario e cattolico-sovranista.

Infine, a proposito dell’egemonia che possa identificarsi con autorevolezza ed onorabilità, riconosciute largamente o unanimemente, va detto altresì che quella culturale dovrebbe ispirarsi, in primo luogo, al rispetto della tradizione giuridica ed alle buone prassi dell’ordinamento statale, imperniato sulla Costituzione.  E quindi sarebbe opportuno e di bello stile non parlare di Destra o Sinistra in merito alla “scalata quirinalizia” che già si sta preparando; bensì, di esponenti , qualificati e stimati pubblicamente, del mondo conservatore o piuttosto di quello progressista – come succede nei Paesi anglosassoni ed in Francia da sempre – su cui affrontare un confronto aperto e costruttivo paradigmaticamente al fine di affidargli un compito gravoso, di alta responsabilità e della rappresentanza nazionale italiana.

Quanto sopra e qualche altro elemento cognitivo in tema di cultura politica, a mio modesto avviso, potrebbero aiutare l’attuale classe dirigente del bel Paese a staccarsi dalla politica come mezzo per conquistare il potere e tentare di avvicinarsi alla figura dello statista, custodita dalle pagine della storia contemporanea, riferibili a De Gasperi, Moro, Spadolini  e Pertini.

Ultim’ora: sul Foglio, quotidiano non distante dall’area di pensiero “meloniana” un articolo è così titolato: “E perché no un Mattarella III?”, Variante fantastica sul Quirinale, con guida pratica per ottenerla. A firma della redazione …

Michele Marino

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