Il peggiore impatto medico da covid-19 deve ancora venire, avverte l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’impatto finora sta già innescando la più grave perturbazione economica e sociale dei tempi moderni. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha già previsto un calo globale del Prodotto interno lordo (Pil) di almeno il 3 per cento. A sua volta questo ha un impatto diretto sulla sicurezza a tutti i livelli, da quello interno a quello globale.

Il sostegno al cessate-il-fuoco globale da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu e il supporto ricevuto dalla grande maggioranza degli Stati è un’importante misura di stabilizzazione che secondo la nostra opinione potrebbe essere completata con il congelamento o la moratoria della produzione e del commercio di armi: come ha osservato il Papa, questo non è il momento di fabbricare armi.

Tuttavia, l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri) osserva un continuo aumento della spesa militare. La spesa militare globale nel 2019 è stata di 1,9 trilioni di dollari Usa (che supera di gran lunga le spese militari globali annuali durante la guerra fredda ed è circa 300 volte il budget dell’Oms), e alcuni osservatori e funzionari sollecitano un aumento della spesa militare in risposta alla pandemia da covid-19. Tale spesa va dai nuovi programmi di armi nucleari tra tutti coloro che già ne sono in possesso, passando per i principali equipaggiamenti delle forze armate convenzionali e le armi di piccolo calibro con esportazioni nelle regioni in conflitto.

La cosiddetta cyberwar e la criminalità hanno fatto del Covid-19 un nuovo teatro di operazioni. Anche le organizzazioni criminali sono impegnate in attività che non favoriscono la pace e la prosperità in un’area di acuta vulnerabilità dei sistemi informatici integrati. Le tensioni sono in aumento con il covid-19, in alcuni casi diventato un motivo di disputa, alimentando quello che la task force per la sicurezza della Commissione vaticana per il covid-19 ha descritto come «trappola del conflitto», «dilemma della sicurezza», ecc.

Devono essere fatte delle scelte. Le forniture mediche, la sicurezza alimentare e la ripresa economica incentrata sulla giustizia sociale e sull’economia verde richiedono risorse che possono essere sottratte al settore militare nel contesto di un rinnovato controllo degli armamenti. I risultati ottenuti nel controllo degli armamenti e le strutture dei trattati hanno permesso di ottenere un dividendo di pace nell’ultima generazione, può esserci dunque una rinascita in quest’area?

La sicurezza alimentare è al primo posto ed è fondamentale per la sicurezza internazionale. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), qui a Roma, è stata creata negli anni Quaranta per evitare che la fame alimenti un nuovo conflitto mondiale; oggi essa mette in evidenza aumenti, derivanti dal covid-19, nella fame e nell’interruzione delle forniture alimentari mondiali. Il Programma alimentare mondiale (Pam) stima già un raddoppio delle persone che soffriranno la fame. Lo sviluppo umano integrale richiede un urgente ri-dispiegamento delle risorse globali per liberare le persone dal bisogno.

Guardando oltre i bisogni immediati della fame, abbiamo la necessità di un’analisi approfondita che forse l’antica prospettiva di questa città può fornire. Una triste innovazione dell’attuale crisi è che essa combina la pandemia da covid-19 con l’avventurismo nazionalista e la disuguaglianza economica visti l’ultima volta prima del 1914 e del 1939, con l’emergente crollo economico visto l’ultima volta negli anni Trenta, in combinazione con le armi nucleari e la rapida comparsa del fenomeno del cambiamento climatico.

Attraverso l’enciclica Populorum progressio del 26 marzo 1967, che afferma il concetto di sviluppo umano integrale, il magistero della Chiesa anticipa quello che diventerà un importante cambiamento di paradigma dopo la seconda guerra mondiale, cioè il passaggio dall’attenzione per la sicurezza nazionale alla sicurezza umana e globale, dalla semplice prevenzione dei conflitti alla costruzione della pace. Insieme ai membri della nostra task force per la sicurezza ricordiamo che le istituzioni internazionali del secondo dopoguerra sono state create per portare e sostenere lo sviluppo e la pace. Alla luce dell’emergenza, della complessità e delle sfide interconnesse emerse dalla pandemia, potremmo concludere che le risorse umane e finanziarie e la tecnologia dovrebbero essere usate per creare e stimolare strategie, alleanze e sistemi per proteggere le vite e il pianeta, non per uccidere le persone e gli ecosistemi. Per noi, dunque, il multilateralismo e l’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (sdgs) sono fondamentali in questo processo.

Alessio Pecorario

Pubblicato su L’Osservatore Romano ( CLICCA QUI )