Il Corriere fiorentino pubblica un intervista al cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena Colle di Val d’Elsa Montalcino e vescovo di Montepulciano Chiusi Pienza, che interviene sulla situazione di Gaza e sulla 

Dio si è fermato a Gaza?

«Dio è in ogni luogo, come insegna il catechismo. Ma capisco il senso della frase di Tomaso Montanari che conosco bene. Ha ragione: Dio predilige le vittime, gli ultimi. E il comportamento del governo di Israele è scellerato. Per colpire Hamas uccide tutti i bambini. Come Erode nella caccia a Gesù», risponde il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena Colle di Val d’Elsa Montalcino e vescovo di Montepulciano Chiusi Pienza. Nato a Roma nel 1964, il cardinale Lojudice è stato eletto presidente della Cet, Conferenza episcopale toscana, un anno fa, a settembre, al posto del cardinale Giuseppe Betori. Un anno difficile, segnato dalla morte di papa Francesco, dall’acuirsi delle guerre e della tragedia di Gaza. Tutti temi della nostra conversazione. Cominciando dal Medio Oriente.

E dall’urgenza della pace. Da ieri sul palazzo arcivescovile di Siena è stato esposto uno striscione con la frase «Noi crediamo nella pace!». Il cardinale, si ricorda in una nota della curia senese, ha proposto «una missione possibile: quella di trasformare le vostre scuole, le vostre aule, ogni luogo comunitario, in presidi di pace in luoghi dove oltre alla giusta formazione umanistica e scientifica si possa diventare campioni del mondo di speranza».

Eminenza, e della Flotila cosa pensa?

« La loro è una provocazione simbolica ma dall’impronta evangelica: dare da bere e da mangiare agli affamati. Come diceva papa Francesco se fai qualche volta sbagli, ma se non fai sbagli sempre».

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