La Fiducia di Senato e Camera al governo Draghi è l’incipit di un nuovo percorso per il Paese.

Sappiamo che non sarà semplice tenere insieme, anche se in nome della Unità Nazionale, le varie anime che rappresentano i cittadini in Parlamento.

Oggi ci sono delle priorità da affrontare nell’interesse della Nazione: primo il Piano Vaccinale. Prima vacciniamo la maggior parte della popolazione prima ne usciremo e ridurremo la diffusione delle varianti. La Priorità Nazionale ed Europea è la risoluzione degli ostacoli all’approvvigionamento e alla distribuzione dei vaccini. Secondo, i Progetti per il Recovery Plan per non perdere i Fondi che l’Europa mette a disposizione, progetti strutturali da lasciare alle future generazioni con la finalità del  benessere e dell’evoluzione di una Civiltà Moderna colta e responsabile.

Questi due punti valgono il compimento della Legislatura e l’uscita dalla Pandemia. La politica dovrà essere lungimirante e potrà farlo solo mettendo da parte gli interessi di parte. Non c’è spazio in un progetto come questo per i temi divisivi, etici, morali che troppo spesso sono stati trattati nelle aule parlamentari come monologhi, come bandiere o bacini di voti senza una visione complessiva e spesso senza capacità di ascolto tra le parti.

La parità dei diritti dei cittadini non si ottiene costruendo nuovi “ghetti” per categorie, ma educando i singoli cittadini dalla culla alla uguaglianza e, a partire da questo assunto che deve essere scolpito dentro ognuno di noi e che è la base di partenza. Ognuno deve essere messo nelle condizioni di costruire il proprio futuro e, nel percorso di vita, le distinzioni saranno sui talenti, sul merito, sul comportamento e su questo si potrà fare una valutazione.

La violenza deve essere combattuta ovunque e contro chiunque si manifesti, senza distinzioni, rintracciando le mancanze di una società che ha portato a queste derive e ponendo rimedio con interventi mirati per educare e a far evolvere culturalmente i cittadini intercettando le devianze del sistema.

Le scelte irreversibili sulla vita devono essere ponderate e l’autodeterminazione, soprattutto in condizioni di fragilità, può significare espressione di libertà solo quando uno Stato è riuscito a farsi carico dei bisogni che la persona e la famiglia richiede altrimenti diventa solo una “fuga” da una società non inclusiva che ha perso il rispetto per la vita, per la singola persona e per il nucleo familiare che di quella società sono parte.

La vittoria di un “ghetto” e della “fuga” sono sempre “vittorie di Pirro” perché evidenziano la mancanza di una prospettiva che metta al centro l’essere umano e che riconosca l’uguaglianza e il rispetto del prossimo come principi cardine di una società civile.

on Fabiola Bologna