Papa Francesco a Budapest ha incontrato il Capo dello Stato ungherese, János Áder, e quello del governo Viktor Orban, uno dei più estremi esponenti dei cosiddetti sovranisti europei, cui sono molto vicini vari esponenti della destra europea, inclusi ovviamente Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Tutti caratterizzati da un atteggiamento antieuropeo e dalla contrarietà a partecipare a una comune politica verso i migranti. Papa Francesco, giunto nella capitale magiara per partecipare alla fase di conclusione del Congresso eucaristico internazionale, ha concesso ai due esponenti ungheresi un breve colloquio, come del resto avviene nel corso delle visite del Pontefice in tutti i paesi in cui si reca.

Ovviamente, Viktor Orban non si è lasciato scappare l’occasione e, come riportano tutti i giornali del mondo, soprattutto quelli ungheresi ( CLICCA QUI ), ha diffuso la foto che lo immortala nel momento in cui stringe la mano a Francesco. In più, ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Arra kértem Ferenc pápát, hogy ne hagyja elveszni a keresztény Magyarországot”, che è da tradurre: “ho invitato il Papa a non perdere l’Ungheria cristiana”. Anche se è stato tradotto dai più: “Ho chiesto Papa Francesco di non lasciare che l’Ungheria cristiana perisca”.

In ogni modo si voglia tradurre la frase, ci si trova di fronte ad un vero e proprio irrituale modo di rivolgersi al Papa. Cosa vuole dire Orban? Che se Francesco non smette di parlare dell’abbattimento di muri verso i migranti e dell’antisemitismo potrebbe perdersi per strada i fedeli?  Oppure, che il Pontefice ha bisogno di sentirsi dire da Orban come deve svolgere il proprio magistero? Il Papa si preoccupa meno di lui della difesa del Cristianesimo? Ora, dobbiamo considerare che Viktor Orban non è cattolico, ma protestante, e che, quindi,  si sente autorizzato a parlare al Papa come meglio crede? In ogni caso, non può certo pensare che il Pontefice, da sempre sintonizzato su una lunghezza d’onda diversa da quella sua e dei vari Salvini, Meloni e Le Pen in giro per l’Europa, si preoccupi più di tanto di loro nel momento in cui mette sull’altro piatto della bilancia il Vangelo e l’Insegnamento sociale della Chiesa.

Del resto, la grande folla che  anche in questa occasione ha accolto Papa Francesco è l’ennesimo segno di quanto il suo messaggio sia ascoltato e recepito. I politici dovrebbero fare bene a non seguire solo i sondaggi. Ma in fondo, certe cose le sanno, e questo spiega perché anche tutti i sovranisti hanno bisogno ogni giorno di dirsi cristiani e di correre a mostrare la foto che, inevitabilmente, li immortalano con il Papa nel corso degli incontri ufficiali che, certo, si devono pur tenere.

Ai nostri occhi, a noi che ci ispiriamo alla Dottrina sociale della Chiesa, che crediamo nella necessità di tenere ben chiara la distinzione tra la sfera politica da quella religiosa, e che non vogliamo affatto coinvolgere la Chiesa in ciò che concerne la dialettica politica spicciola e interessata, comportamenti come quelli dei cosiddetti sovranisti nei confronti degli uomini e dei simboli religiosi ci puzza solo di strumentalizzazione e sarà opportuno che di questo si rendano conto, prima o poi, anche chi li segue.