Nel quarto anniversario del conflitto in Ucraina, la Pace e la guerra sono un tema assolutamente prioritario. Nella Casa della Pace di Impruneta a pochi passi da Firenze, si è svolto il Corso di tre giorni sull’Educazione alla Pace, l’ascolto e la risoluzione nonviolenta dei conflitti. Organizzato dal Gruppo Educazione alla Pace e alla Nonviolenza, del Movimento di Cooperazione Educativa, la tre giorni è stata vissuta intensamente da un nutrito gruppo di docenti e specialisti dell’educazione. A condurre i laboratori Elena Buccoliero – (Movimento Nonviolento, Ferrara) e Davide Carnemolla -(Associazione SOS Diritti, Venezia), in collaborazione con i referenti e organizzatori Roberto Lovattini e Lanfranco Genito.

Ascolto, empatia, dialogo

Il Corso si è sviluppato tra aspetti teorici e pratici, tendenti non tanto a informare quanto a formare. Un approccio volto a costruire l’essere docente attraverso un vero e proprio viaggio dentro di sé, per interrogarsi su pregiudizi e stereotipi, di cui siamo spesso portatori, che ostacolano l’incontro e il dialogo con l’altro. Per questo i formatori hanno favorito giochi di ruolo, a coppia e di gruppo, al fine di esplorare con modalità creative tutti i possibili aspetti delle relazioni interpersonali e del conflitto.

Sono state declinate parole quali: accoglienza, ascolto, empatia, dialogo e il loro intreccio con i diritti e il rispetto, per approdare al riconoscimento dell’altro quale pilastro per costruire rapporti di pace. Un modo nuovo quindi di essere educatore, che educa con l’esempio di pratiche e comportamenti nonviolenti.

Vivere e crescere in Pace

Per gli organizzatori del Corso “ la scuola può e deve lavorare sulla formazione di un abito mentale aperto e disponibile alla cura del genere umano, dell’ambiente e della natura. Non a caso la Costituzione è alla base del sistema d’istruzione italiano”. Se pensiamo che l’obiettivo dell’educazione sia insegnare a vivere ( E.Morin), allora diventa imprescindibile per la scuola dare la possibilità a bambini e bambine, ragazze e ragazzi di riflettere, discutere insieme per esprimersi su ciò che più li tocca da vicino e nel profondo. Le guerre uccidono e mutilano innumerevoli civili, di cui molti bambini, ma ancora più grave, tolgono loro la speranza e la fiducia nel futuro. Dare la parola ai bambini su quanto accade è doveroso , per questo il Gruppo Pace ha lanciato l’iniziativa:la flotilla dei bambini del mondo: lettere ai politici per la pace.

Il progetto, rivolto alle e scuole di ogni ordine e grado, ha riscosso numerose adesioni e continua per tutto il corrente anno scolastico. Durante lo stage di Impruneta, sono state lette e commentate tante lettere spedite dalle classi italiane e straniere. “Abbracciamoci,così non ci sono mani per imbracciare i fucili”  è il commovente suggerimento di un  bambino.

I tanti spunti di riflessione sono stati arricchiti dalla mostra dei disegni di  bambine e dei bambini palestinesi, presentata da Cristina Carraturo e  provenienti dalla Mostra Heart of Gaza.

Alla domanda “cosa ti porti a casa?” Daniela Politi del Gruppo territoriale di Napoli del Movimento di Cooperazione Educativa ha risposto “Lo stage è stato un’occasione di arricchimento culturale, ma è stata soprattutto una occasione per mettermi in gioco. Sono certa del riscontro positivo di questa formazione, attraverso il gioco abbiamo scoperto quanto ancora dobbiamo lavorare per abbattere quegli stereotipi e pregiudizi di cui ancora siamo portatori”.

Rosaria Cetro

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