INSIEME ha sviluppato un percorso politico quasi decennale ed intende verificarne, in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo anno, la coerenza sia in rapporto ai suoi presupposti fondativi, sia in ordine a potenzialità, limiti e condizioni della sua partecipazione al “discorso pubblico” aperto nel nostro Paese, per di più in una stagione di ripetuti conflitti armati che hanno gravemente compromesso il diritto internazionale.
*L’ispirazione cristiana e l’autonomia dei cattolici, pur in un quadro di pluralismo delle opzioni politiche dei credenti.
*Il costante, fermo, congiunto riferimento alla Costituzione ed alla Dottrina Sociale della Chiesa, nel segno della dignità inalienabile della persona.
*La convinta adesione al progetto di unità politica di un’Europa federale e sovrana, nata da un’istanza di pace, che ne rappresenta, altresì, il compito che le compete, dentro ed oltre i suoi confini.
*La ricostruzione di un equilibrio delle relazioni internazionali, che sia orientato ad un disegno bilanciato di rapporti multilaterali e la difesa degli organismi internazionali.
*Il superamento – anche attraverso la rivendicazione di una legge elettorale schiettamente proporzionale – della struttura bipolare e maggioritaria di un sistema politico esausto, fondato sulla rissosa e reciproca delegittimazione delle parti.
*La difesa della centralità del Parlamento e della democrazia rappresentativa, contro ogni suggestione di declinazione tecnocratica del potere o di personalizzazione, nel solco delle cosiddette “democrazie illiberali”
o autocratiche.
*La priorità da riconoscere ad una organica politica dei “diritti sociali”: lavoro e casa; educazione e salute; tutela delle persone fragili, vivibilità del contesto urbano e salubrità dell’ ambiente.
Funzionali alla vita delle famiglie.
*La maturazione etica necessaria a governare, secondo un consapevole ordine di valori umani, il costante incremento della conoscenza scientifica e le sue ricadute, in modo particolare quelle di carattere biotecnologico.
*L’effettiva presa in carico e la cura dei fenomeni migratori, nella ineludibile logica della progressiva formazione di società multietniche.
*La tutela degli eco-sistemi che rinvia, tra gli altri, a processi globali che, fin d’ora, evocano forme di governo su scala planetaria.
*la crescita esponenziale della comunicazione, il passaggio dai linguaggi analogici a quelli digitali e le mutazioni che ne derivano anche in ordine alla struttura dei processi cognitivi.
Sono i versanti più rilevanti sui quali abbiamo cercato di riflettere in questi anni ed ognuno di essi meriterebbe una specifica trattazione.
Anche i cattolici – soprattutto i cattolici, in quanto figli di una Chiesa “esperta in umanità”, come la invocò Paolo VI –
sono tenuti ad esplorare i tornanti di un cammino che sembra condurci, pur tra tante oscurità, verso l’ alba di un impensabile balzo di civiltà.
A nostro avviso, l’ ispirazione cristiana è, in primo luogo, un compito. L’onere di esplorare parole nuove ed argomentazioni più stringenti che sappiano dar conto, anche a chi non ha ricevuto il dono della fede, del valore umano e civile intrinseco a principi, categorie e criteri di giudizio, che a noi sono stati gratuitamente, senza alcun nostro merito, elargiti.
A sua volta, l’autonomia, anche sul piano dell’ azione politica, non è né solitudine né arroccamento identitario ed autoreferenziale, ma piuttosto la condizione previa di un’aperta attitudine al dialogo.
In questa fase storica, a noi compete, prima che un ruolo di potere, un compito di verità.
Siamo convinti che una forza organizzata di ispirazione cristiana possa essere fonte di sicuro indirizzo per riportare l’Italia alla dimensione “popolare”, tipica dei momenti più felici della sua storia e riguadagnare la coesione sociale e civile smarrita, secondo un cammino di libertà matura, di giustizia e di nuovo sviluppo.
Con questo documento intendiamo dar conto – come ci sembra giusto – degli sviluppi della nostra riflessione e della nostra iniziativa politica, agli amici che hanno condiviso, lungo l’intero decorrere di questi anni, tratti del nostro cammino, per quanto le nostre strade si siano poi divise.
Siamo consapevoli di essere una realtà minuscola, per mille motivi del tutto impari all’ impresa che si annuncia davanti a noi.
Pertanto, a maggior ragione, vorremmo poter discutere di una possibile visione comune con associazioni, movimenti, centri culturali, forze sociali, categorie professionali, espressioni politiche della vasta area cattolica e comprendere quale concorso l’ Italia possa aspettarsi da noi in quanto a discernimento del tempo che ci è dato vivere e costruzione di una prospettiva di “bene comune”.