INSIEME ha diffuso il seguente comunicato a seguito delle recenti dichiarazioni del Presidente francese Emmanuel Macron che nel corso del semestre di presidenza europea vorrebbe introdurre l’aborto tra i diritti fondamentali dell’Unione.
Riteniamo grave ed inaudito, del tutto inaccettabile e francamente da respingere quanto dichiarato, a Strasburgo, davanti al Parlamento Europeo, dal Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, in ordine all’affermata opportunità che l’interruzione volontaria della gravidanza sia contemplata, nella “Carta dei diritti fondamentali”, di
cui si propone un aggiornamento, come uno dei pilastri su cui edificare l’Unione Europea.
Ci sorprende come, per lo più, la stampa abbia sottaciuto questo passaggio del discorso che Macron ha reso non in una qualunque conversazione, bensì in un contesto istituzionalmente e politicamente quanto mai impegnativo, cioè presentando le linee programmatiche del semestre di presidenza francese dell’ Unione.
E ci sorprende dolorosamente come non si siano registrate significative prese di distanza da una proposta talmente insostenibile, anzitutto da parte di esponenti politici che, a destra piuttosto che a sinistra, si dichiarano cattolici, ma pure da parte di laici che, attenti ai valori dell’ umanesimo di cui è intrisa la cultura e la storia d’Europa, non
possono, a loro volta, non avvertire come gli ideali di libertà e di democrazia, di giustizia sociale e di progresso e di pace, che pur vengono vantati dal Presidente francese, non possano in alcun modo, oggettivamente, fondarsi sulla grettezza morale di un deprezzamento della vita pregiudiziale ed ideologico, tributario di un “pensiero unico” di stampo individualista, talmente appiattito  su criteri di valutazione meramente economicistici, da non saper più comprendere il valore ontologico, originario e fondativo della vita.
La posizione assunta da Macron va addirittura oltre i percorsi di depenalizzazione o di legalizzazione dell’aborto che la maggior parte dei Paesi europei hanno già attraversato e rischia di determinare un’incidenza di carattere antropologico sul processo di auto-comprensione dell’umanità, in questa particolarissima fase storica, tale da essere
radicalmente contraddittoria e fuorviante rispetto agli ideali europei, indegna della straordinaria ricchezza umana di cui l’Europa è testimone attraverso l’enorme apporto di cultura e di civiltà che le appartiene ed, altresì, in prospettiva perfino pericolosa anche ai fini della salvaguardia degli ordinamenti democratici dei nostri Paesi.
Per parte nostra, rivolgiamo un appello al Governo italiano perché, nel corso del semestre a presidenza francese, assuma espressamente una posizione di fermo e schietto contrasto alla proposta preannunciata dal Presidente della Repubblica Francese.