Il primo ministro iracheno Adel Abdel Mahdi ha condannato gli attacchi aerei statunitensi di fine anno che hanno provocato la morte di almeno 25 membri di una milizia irachena appoggiata dall’Iran. Mahdi ha affermato che l’azione americana di domenica ha violato la sovranità dell’Iraq.

Le forze statunitensi hanno preso di mira la milizia sciita Kataib Hezbollah  come rappresaglia per operazioni militari condotte contro le basi utilizzate dalle forze armate Usa in Iraq. Nelle ultime settimane diversi attacchi hanno preso di mira le basi irachene dove sono presenti americani. Gli Stati Uniti hanno incolpato le fazioni filo-iraniane.

“Le forze americane hanno agito in base alle loro priorità politiche, non di quelle degli iracheni”, ha affermato in una nota il governo di Baghdad il quale sostiene che gli attacchi “costringono l’Iraq a rivedere le relazioni e il suo quadro di sicurezza, politico e giuridico per proteggere la propria sovranità”.

“Sottolineiamo inoltre , prosegue il comunicato iracheno, che l’Iraq è un paese indipendente, che la sua sicurezza interna è una priorità e che non sarà permesso la sua trasformazione in un campo di battaglia, un passaggio per effettuare attacchi o base per danneggiare i vicini paesi”.

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Iraq sarebbe stato convocato per discutere della questione.

Washington esprime le proprie rimostranze nei confronti delle autorità irachene rimproverate di non aver “protetto” gli interessi degli Stati Uniti. Un funzionario del Dipartimento di stato degli Stati Uniti ha dichiarato: “Abbiamo avvertito molte volte il governo iracheno e abbiamo condiviso informazioni con loro per cercare di lavorare assieme per far loro adempiere alla loro responsabilità di proteggerci come ospiti invitati”.