La crisi si abbatte anche sui farmaci, in particolare sui loro piani di distribuzione e di stoccaggio. Il grido di allarme è rilanciato dal Presidente Assoram, l’associazione che riunisce tutti gli operatori coinvolti nella catena di fornitura del settore,  Pierluigi Petrone, che rappresenta anche la voce di tutte le Pmi di Farmindustria. “Fate presto”. Questo l’appello rivolto a tutte le forze politiche affinché affrontino quella che si sta rivelando una vera e propria emergenza.

L’intervento  del Presidente di Assoram riprende quanto già sottolineato nel mese di marzo con la sollecitazione a prendere atto di quanto si sia determinata una” situazione sia eccezionale e senza precedenti” che rischia di fermare l’Italia in un settore cruciale per la salute degli italiani. Assoram anche in quella occasione ribadì la necessità di realizzare inteventi contingenti e a medio -lungo periodo anche in considerazione del fatto che le filiere che riguardano le aziende della distribuzione dei medicinali “non possono decidere liberamente riduzioni o sospensioni di servizi per contenere i costi crescenti”.

Nel documento diffuso cinque mesi fa venne reso noto anche che l’Assoram  “ha avviato un proficuo confronto con Agiet, l’associazione italiana di grossisti di energia e trader, da cui sono emersi dati allarmanti, come dichiarato del Presidente Agiet Massimo Bello: “i prezzi di elettricità e gas all’ingrosso sono aumentati di circa 10 volte rispetto a un anno fa e la crescente pressione sui fornitori di energia in termini di liquidità e garanzie rischia di ridurre drasticamente la concorrenza e di mettere a rischio persino i contratti a prezzo fisso già stipulati. Calmierare i prezzi dell’elettricità e del gas e preservare la concorrenza e il pluralismo degli operatori sono valori primari per tutti i settori dell’economia, occorre agire subito”.

Il documento della Assomar così proseguiva: “I distributori sono un anello chiave della “health supply chain”, essenziali per il rifornimento a valle. In un settore fortemente regolamentato come quello della movimentazione di prodotti della salute dove vigono obblighi contrattuali con i produttori basati su disposizioni di legge che prevedono target di qualità e tempistiche non modulabili, i margini di controllo del prezzo per far fronte al drammatico caro bollette sono minimi.

“Siamo molto preoccupati – continua Petrone – Abbiamo appreso della protesta indetta da Trasportounito per raccordare le diverse manifestazioni già in programma in diversi luoghi della penisola. Gli effetti della pandemia prima e degli aumenti delle commodity ora, stanno colpendo duramente anche i nostri operatori, che tuttavia non possono tirarsi indietro dovendo garantire servizi essenziali e di pubblica utilità a tutela del cittadino. Il delicato contesto geopolitico sicuramente non rende facile trovare una soluzione a breve termine, ma ci sono filiere su cui bisogna intervenire con urgenza. Distribuiamo farmaci, e ne sentiamo la responsabilità etica oltre che professionale”.

Assoram lamenta l’assenza di misure incisive per la propria filiera, tra le norme varate finora. Con questo andamento del gas e dell’elettricità, necessari per mantenere i target di qualità e sicurezza prescritti per legge, nello stoccaggio e nel trasporto dei prodotti farmaceutici, l’health supply chain italiana è in pericolo, proprio nel delicato momento della ripresa dallo shock pandemico.

“È urgente una coordinazione degli sforzi delle Istituzioni nazionali e comunitarie oltre che tra tutte le sigle di rappresentanza degli operatori impattati dalla crescente crisi. In questi giorni l’Unione Europea ha introdotto un principio molto importante con il “RE-POWER EU”, attraverso il quale gli stati membri possono offrire uno sgravio temporaneo per le imprese che devono far fronte a esigenze di liquidità dovute agli attuali prezzi elevati dell’energia, indipendentemente dalle loro dimensioni e sulla base degli orientamenti in materia di salvataggio e ristrutturazione”.