“Respingimento”: si sintetizza in una sola parola una intera filosofia, una visione del mondo. Forse, addirittura, l’auto‑comprensione che andiamo via via maturando; una vera e propria antropologia. Un modo d’intendere le cose dei giorni nostri, le prove cui la storia ci espone e ci chiama, al di là dello stesso fenomeno migratorio.
La parola d’ordine
“Respingimento” – ad un passo da remigrazione – è la parola d’ordine, la consegna cui si attengono, secondo le tante sfumature, nazionalismo, sovranismo, populismo. È la bandiera di una destra che alza la voce perché ha paura e demonizza il “diverso”, che, secondo le sue differenti fattispecie, la destabilizza, cioè la costringe a mettere in discussione l’abito mentale che si è cucita addosso, le sta a pennello e la rassicura.
Un sentimento diffuso
C’è, peraltro, a guardar le cose più da vicino, un “sentimento” diffuso, appunto un istintivo modo di accostare il mondo d’oggi, che precede più ponderate e ragionevoli valutazioni, da cui non sono immuni neppure forze o movimenti che amano dichiararsi di sinistra o effettivamente appartengono, per tradizione storica, a tale ambito.
Una nuova polarizzazione
Forse non dovremmo stupirci se vedessimo, via via nel tempo dei prossimi anni, avanzare una sorta di nuova polarizzazione che si sovrappone e si interseca con quella che conosciamo oggi tra destra e sinistra. Per quanto gli ancoraggi delle antiche memorie ideologiche facciano tuttora da freno, la spinta al cambiamento e alla trasformazione è tale e tanta da scuotere seriamente, forse per la prima volta, l’impianto consolidato di apparentamenti politico‑inattaccabili.
Esempi nel sistema politico
Per dirla in modo più semplice e del tutto parziale, guardando, ad esempio, senza andar lontano, al nostro stesso sistema politico, che cosa corre davvero, se non una opportunità elettorale, tra una realtà nata nel segno di una vocazione liberal‑democratica come Forza Italia e le altre componenti della destra? E così, salvo la necessità di una forzosa co‑abitazione, tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle?
Due cifre che scorrono
Ad ogni modo, questo processo di cui, se non altro, si vedono le prime increspature è ben di più ampio raggio. Come se due “cifre”, due paradigmi scorressero, ancora quasi insensibilmente l’uno sull’altro o almeno si lambissero. La tradizionale polarizzazione tra destra e sinistra ed un’altra, che senza contraddire le rispettive radici culturali e politiche, comincia a distinguere coloro che si ritraggono dal “nuovo” e coloro che, perlomeno incuriositi, cominciano a metterlo seriamente a tema.
Chi vivrà vedrà
Chi vivrà vedrà. Intanto, dovrebbero prestare attenzione a questo nuovo versante le forze che non sono appesantite dai rispettivi “trip” ideologici, ma guardano il mondo con maggiore apertura e sguardo più penetrante e libero: le forze popolari e liberal‑democratiche.
Domenico Galbiati