Sono trascorsi quasi quindici giorni dal convegno di Palermo organizzato dal Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo – CISS, dall’emblematico titolo  “ Un ambiente di Valori e Competenze per Proposte Popolari” che ha trattato e discusso della necessità di stare uniti, insieme, tutti coloro che avendo la stessa identità, la medesima coscienza, fondata sul sistema di valori derivanti dall’insegnamento sociale della chiesa e dalla costituzione, intendano svolgere un’azione politica disinteressata, senza il male del tornacontismo, con una costante tensione morale verso il Bene Comune, che coesi potrà essere raggiunto con il contributo del talento  che ciascuno saprà e vorrà esprimere.

La fase del discernimento dedicata alla verifica, alla valutazione, mi porta a esternare le considerazioni che seguono.

La numerosa e attenta partecipazione al convegno, e gli  echi  positivi su di esso, forniscono la risposta che si voleva avere sull’esserci una sincera voglia della nuova forza politica d’ispirazione cristiana, aconfessionale, sganciata organizzativamente dalla gerarchia ecclesiastica, il cui alto magistero in quanto confluisce nell’insegnamento sociale della Chiesa concorre a caratterizzarla insieme alla costituzione, aperta ai non credenti stante l’universalità del sistema dei valori oggetto della condivisione.

Palermo e la Sicilia hanno ben accolto, con fresco e ragionevole entusiasmo, il Manifesto della nuova forza politica che si vuole costituire. Manifesto allora ancora non ufficialmente pubblicato , con le adesioni in corso che avevano già raggiunto il numero di cinquecento, tra cui quelle numerose degli amici del CISS della Sicilia, e che  nella settimana successiva ha avuto il suo lancio ufficiale.

Sono lieto che il convegno di Palermo abbia dato una buona spinta al suo lancio. Infatti, di fronte all’avvertita condivisione del trasmesso sincero auspicio di svolgere un’azione politica, uniti insieme,da parte di chi vive gli stessi valori e vuole conformemente utilizzarli, secondo i propri talenti, nel sevizio della politica per il Bene Comune, non c’era ragione di ritardarne il lancio del manifesto, già sottoscritto dai numerosi aderenti.

A questo punto è sicuramente doveroso che l’aria di freschezza che sta accompagnando il manifestarsi della nuova forza politica d’ispirazione cristiana, nel senso anzidetto, non si disperda e che anzi si propaghi. Quest’aria c’è e oltre a dipendere dall’avvertita indispensabilità per la rilevanza dell’impegno dei cristiani in politica, della coesione e della stringente conseguenzialità identità-programma vivente, trova certamente ragione nel fatto che viene colto che questa bella e buona conseguenzialità, venga affermata come indispensabile per affrontare e risolvere i problemi sociali e quotidiani che si presentano,da persone libere, che in quanto non compromesse, non hanno altro interesse che quello del servizio per gli altri(la carità nella vita pubblica). La logica del servizio, della gratuità, è quella che si avverte essere apprezzata nelle persone”inedite” che hanno preso a cuore la formazione della nuova forza politica.

Per contagiare entusiasmo occorre che quanto avvertito non solo si mantenga ma cresca. Occorre far si che le persone libere e capaci di contribuire all’organizzazione costitutiva della nuova forza politica, vengano sempre di più riconosciute, e che si eviti, invece, che persone, compromesse da esperienze passate negative(non ovviamente a causa d’insuccesso di buone iniziative )perchè caratterizzate dal proprio tornaconto,s’intestino la partita, vedendola come ottima occasione per riciclarsi. Pericolo che se non evitato farà certamente perdere l’aria fresca che si avverte e incoraggia a procedere con fermezza e coraggio. Sarebbe una grande delusione e non dobbiamo darla.

Il detto pericolo si scongiurerà andando avanti nella costituzione organizzativa del partito, che in modo trasparente evidenzi l’articolazione nazionale e territoriale, formata da persone libere. E’ necessario che nell’organizzazione unitaria con forti ramificazioni territoriali,  si tenga conto della voglia di partecipazione degli aderenti al manifesto senza trascurarne alcuno. Dovranno essere loro a  individuare  i gruppi centrali e territoriali dei responsabili, uomini e donne liberi,  che costituiscano organizzativamente il partito con la condivisione di tutti gli aderenti, assicurandone la partecipazione anche al momento formativo. La trasparenza nel momento organizzativo che renda palesi le responsabilità degli inediti, assicurerà la continuazione del sentire positivo attorno a quello che si sta facendo, e ci  farà andare avanti liberi e forti. Prima cosa da fare quindi: convocare tutti gli aderenti al manifesto per formare il gruppo centrale e i gruppi territoriali dei responsabili, formati da uomini e donne liberi.

                                                                                                                              Francesco Punzo