La legge di bilancio contemplata dall’art. 81 della Costituzione italiana prevede al primo comma “l’equilibrio tra le entrate e spese del proprio bilancio” a seguito “dell’introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale”. Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere, al verificarsi di eventi eccezionali.

La legge di bilancio 2026-2028 precisa le linee guida relative a previsioni, stanziamenti e misure di finanza pubblica per l’anno 2026 e contiene il bilancio pluriennale relativo al triennio 2026-2028.
La legge di bilancio testé indicata prevede interventi per 22 miliardi di euro. Tale legge contiene provvedimenti tesi al miglioramento e alla sostenibilità dei conti pubblici, in aderenza e secondo le direttive europee, anche per rientrare dalla procedura di infrazione dell’UE, già iniziata nelle precedenti leggi di bilancio.
Le misure prese tendono ad aiutare e supportare i portatori di redditi bassi e pone al centro la riduzione delle tasse per le famiglie e per il lavoro dipendente e inserisce miglioramenti per coloro che sono destinatari e possessori di reddito medio; queste misure sono abbinate a quelle di sostegno alle imprese. Misure eque e che vanno nella giusta direzione ma che tuttavia sono e risultano essere insufficienti ai fini di una crescita economica equilibrata, con alta produttività (di ricchezza reale) e tesa alla equidistribuzione della ricchezza.
Le misure prese dal Governo nella parte della spesa, sono le seguenti (i titoli sono quelli dati dall’OCPI (Osservatorio Conti Pubblici Italiani):
1) Misure fiscali e sostegno al reddito;
2) Famiglie, lavoro e politiche sociali
3) Sanità;
4) Imprese;
5) Banche e assicurazioni;
6) Pace fiscale.
I documenti che portano alla stesura della legge di bilancio sono: il DEF, il PSB e il DPFP (Documento Programmatico di Finanza Pubblica).

CONFRONTO DEF – PSB

APRILE 2025 QUADRO TENDENZIALE
Rapporto DEFICIT (di bilancio)/PIL
Il quadro tendenziale di cui al DEF (Documento di Economia e Finanza) di aprile 2025 riportava questi valori presentati dal governo del nostro Paese: deficit tendenziale 2024, 3,7%%; tendenziale (Deficit/PIL) previsione 2025, 3,3%; nel 2026 e nel 2027 in riduzione; 2,6%, 2028.
Rapporto CRESCITA/PIL
E’ prevista una crescita di +0,6% nell’anno 2025 e +0,8 nell’anno 2026;
Rapporto DEBITO/PIL
Circa 137 % nel 2026.
b ) QUADRO PROGRAMMATICO
Deficit/PIL 3% nel 2025;
CRESCITA/pil (2026-2028): 2026, + 0,7%; 2027, + 0.8%; 2028, + 0,9%;
DEBITO PUBBLICO/pil: circa 137,4 nel 2026.
SETTEMBRE/OTTOBRE 2025
QUADRO PSB (Piano Strutturale di Bilancio). Questo quadro ha sostituito la NADEF.
DPFP (Documento Programmatico di Finanza Pubblica). Tale documento sostituisce come detto Nadef e rappresenta “un atto centrale della programmazione di bilancio italiana” e contiene il Piano strutturale di Bilancio (PSB). Inoltre collega il DEF alla legge di Bilancio.
A seguito della riforma della governance economica europea nascono il DPFP (Documento Programmatico di Finanza Pubblica) e Il PSB (Piano Strutturale di Bilancio). Il DPFP contiene:
il Quadro macroeconomico aggiornato;
il Quadro programmatico;
il Quadro tendenziale;
Vigila sulla coerenza del PSB. In tale fase verifica che ci sia coerenza tra la legge di bilancio e il PSB e che nella costruzione di tale legge siano stati rispettati i vincoli europei sulla spesa netta e sulla sostenibilità del debito.
Riporto quanto ho scritto in altro articolo riguardante la legge di Bilancio 2025-2027:
Ai fini conoscitivi chiarisco il significato di “quadro tendenziale” e “quadro programmatico”.
Il “quadro tendenziale” stima l’orientamento o l’indirizzo dell’economia a legislazione vigente e cioè calcola “l’andamento dei vari indicatori economici” senza alcun nuovo intervento da parte del governo in sede di politica economica.
Il “quadro programmatico” stima di quanto la politica economica del governo influisce o ha influito sull’andamento dei conti pubblici e cioè la tendenza di tali conti conseguente “al programma economico del governo”.
A settembre il governo tenendo fede a quanto stabiliva il nuovo Patto di Stabilità e Crescita (vedi art. di Antonio Mascolo del 24 settembre 2024 – Deficit di Bilancio – Patto di Stabilità e Crescita PSC – Procedura di infrazione), ha presentato il PSB (Piano Strutturale di Bilancio) che di fatto ha sostituito la NADEF (Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza). Tale piano indica “le stime macroeconomiche e di finanza pubblica su cui si basa la legge di bilancio”. (OCPI del 14 ottobre 2024).
Il P.S.B, figlio del Patto di Stabilità e Crescita, ha come obiettivo sia la riduzione del deficit del bilancio, sia il controllo e riduzione dei livelli di spesa. (Antonio Mascolo – La legge di Bilancio: I tanti dubbi a cui bisogna rispondere – 15 dicembre 2024).
A settembre il DFPF (Documento Programmatico di Finanza Pubblica) presentava per l’orizzonte di manovra 2026-2028 questi valori relativi ai seguenti rapporti:
DEFICIT/PIL: 3,0% nel 2025; 2,8% nel 2026; 2,6% nel 2027 e 2,3% nel 2028. Tali valori percentuali sono tutti programmatici;
DEBITO PUBBLICO/PIL:
Tendenziale: Debito come da PSB 137,8% del PIL nel 2026;
Programmatico: Debito: circa 136,4% del PIL nel 2028.
CRESCITA/PIL:
Tendenziale: +0.7% circa nel 2026 e 2027; + 0,8% nel 2028.
Programmatica: +0,7% nel 2026, +0,8% nel 2027 3 +0.9% nel 2028.

Per quanto riguarda la legge di bilancio mi limiterò a commentare alcuni soltanto dei provvedimenti presi, lasciando agli interessati la lettura piena della legge di bilancio.
IMPOSTE E TASSE:
TAGLIO IRPEF
L’impegno preso ai fini della riduzione dell’imposta IRPEF ai portatori di medio reddito (per i redditi superiori a 200.000 euro la riduzione sarà “sterilizzata”) si è concretizzata con la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33%, con un taglio di due punti percentuali e con una platea di partecipanti che raggiunge circa i 13,9 milioni di contribuenti. Dopo tale misura gli scaglioni IRPEF saranno i seguenti:
Aliquota del 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
Aliquota del 33% per i redditi da 28.001 a 50.000 euro;
Aliquota del 43% per i redditi da 50.001 in poi.
Per questo intervento ci sarà una riduzione del gettito IRPEF per lo Stato di circa 3 miliardi di euro all’anno, nonché una riduzione consistente dell’addizionali regionale e comunale e così pure per il gettito del TFR.
ROTTAMAZIONE QUINQUES delle cartelle di pagamento:
Con la rottamazione delle cartelle i contribuenti destinatari di cartelle di pagamento ancora da regolarizzare, ci sarà la possibilità di chiudere un contenzioso possibile o già in atto attraverso la definizione dei debiti verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione relativi agli anni dal 2000 al 2023. Sarà possibile pagare il debito fino ad un massimo di 54 rate bimestrali da chiudere in 9 anni. Il tasso di interesse sarà del 3% e si accederà alla “definizione agevolata” a mezzo di una istanza da inviare in via telematica all’ADER (Agenzia delle Entrate Riscossione) entro il 30 aprile 2026, con pagamento della prima rata entro il 31 luglio 2026;
BONUS MAMME, CARTA DEDICATA A TE, ECC..
Ci sarà un incremento del bonus da 40 a 60 euro mensili per le lavoratrici che hanno almeno due figli e un reddito fino a 40.000 euro. Viene rafforzato il congedo parentale e quello per i figli minori, inoltre ci sono vari aiuti dai 500 euro (per i redditi con ISEE fino a 15.000 euro) per gli anni 2026-2027 con il rifinanziamento de “la carta dedicata a te”, al fondo per l’aiuto e “sostegno abitativo” dei “genitori separati e divorziati” ecc…;
IMPRESE, INVESTIMENTI E COMPETITIVITA’
Per le imprese c’è “Ritorno alla maggiorazione degli ammortamenti e incentivi per investimenti, inclusa l’estensione del credito d’imposta per le ZES (Osservatorio CPI). Tra le varie misure che nella legge di bilancio sono state prese per le imprese, le più importanti sono le seguenti:
NUOVA TRANSIZIONE 5 FINO A SETTEMBRE 2028
“Dal 2026 finisce l’era dei crediti di imposta per gli investimenti delle imprese in beni strumentali e torna l’iperammortamento (maggiorazione del costo deducibile del 180% per spese fino a 2,5 milioni, del 100% oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni e del 50% oltre 10 e fino a 50 milioni). E’ previsto inoltre il prolungamento della transizione 5.0 fino a settembre 2028. (Carlo Fotima – Piano 5.0 ecc… – il Sole 24 Ore del 31/12/2025).
Gli investimenti dovranno comunque essere effettuati acquistando prodotti nella UE o nell’ambito dello spazio e dell’influenza economica europea.
Gli esodati del vecchio credito di imposta 5,0 relativi ad investimenti effettuati nel 2025, e che erano rimasti senza poter accedere al credito di imposta per mancanza di fondi, in quanto era stata superata la soglia disponibile dei 2,5 miliardi di euro, potranno accedere al credito 5,0 in quanto è stata messa a disposizione una ulteriore somma di 1,3 miliardi a valere dalla riprogrammazione del PNRR. Tuttavia queste imprese in lista di attesa saranno retrocesse dai più vantaggiosi crediti di imposta 5,0 (agevolazione fino al 45% dell’investimento ammissibile) a quelli 4.0 che prevedono un “bonus” più basso (massimo 20%). Con tutta probabilità queste imprese potranno, in alternativa optare per l’iperammortamento (Carlo Fotima – Piano 5.0 ecc… – il Sole 24 Ore del 31/12/2025).
Zes prorogata.
Il credito di imposta ZES (Investimento nella zona economica speciale del mezzogiorno) avente una disponibilità di spesa di 2,3 miliardi nel 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028, è stato elevato dal 60,38% al 75% e sono escluse dallo stesso le aziende che hanno richiesto il credito di imposta della transizione 5,0.
CREDITO DI IMPOSTA PER LE AZIENDE AGRICOLE
Le imprese agricole escluse dall’ iperammortamento 5,0, possono accedere ad un credito di imposta del 40% fino a settembre 2028.
Queste ed altre misure sono state prese per venire incontro alle esigenze di investimento delle imprese in beni strumentali innovativi. Tuttavia l’esiguo importo delle somme disponibili di fronte alla massa delle richieste che ci saranno, rappresenta un grande limite alle necessita di incremento della loro produttività e di conseguenza un limite al contributo per crescita economica del Paese.
ALTRE MISURE RIGURDANO INOLTRE GLI IMMOBILI, LE LOCAZIONI TURISTICHE, MISURE DI CONTRASTO ALL’EVASIONE FISCALE, LAVORO E OCCUPAZIONE ECC…
IMMOBILI
Per quanto riguarda gli immobili si applicherà la detrazione fiscale del 50% o 36% nel caso si tratti di prima o seconda casa e che gli stessi rientrino nel bonus ristrutturazioni ordinario, nell’ecobonus, o il sismabonus. E’stato tolto il bonus “barriere architettoniche” del 75% e i lavori relativi a tali interventi rientreranno nel bonus del 50% o del 36% rispettivamente per le prime e seconde case. Rientra tra gli sconti fiscali anche il bonus mobili fino ad un massimo di 5 mila euro su cui si applicherà lo sconto del 50% o del 36%. Dal 2027 gli sconti fiscali si ridurranno al 36% per le prime case e al 30% per le seconde.. (Da Il Sole 24 Ore del 24/12/2025).

LAVORO
Per il lavoro ci sono i seguenti provvedimenti riguardanti anche la tassazione agevolata e i premi di produttività
Imposta sostitutiva IRPEF del 5% sui rinnovi contrattuali per redditi fino a 28.000 €.
Riduzione tassazione premi di produttività e detassazione turni notturni/festivi.
SANITA’:
Maggior finanziamento per portare il rapporto spesa sanitaria/PIL al 6,5% nel 2026.
PNRR:
Riconoscimento di impegni non rispettati ma rinvio delle risorse per evitare perdite.

CON QUALI FONDI SARANNO COPERTE LE MAGGIORI SPESE O LE MINORI ENTRATE RELATIVE ALLA MANOVRA DI BILANCIO?

Per effettuare le spese necessarie per coprire gli interventi nell’economia e che sono del tipo reperimento delle risorse da investire nella Sanità o da finanziare i vari bonus per le ristrutturazioni immobiliari;
per dare un concreto aiuto alle imprese, vedi nuova transizione 5.0, iperammortamento, proroga degli aiuti come “rifinianziamento del credito di imposta per investimenti nella <Zona Economica Speciale> (ZES) del Mezzogiorno (ora esteso anche a Umbria e Marche), Credito di imposta per le imprese agricole ecc…e la manovra sulle aliquote fiscali dell’IRPEF….;
per effettuare quanto detto alle lettere a) e b) ciò e per reperire quindi le risorse necessarie, il governo della repubblica ha chiesto a banche ed assicurazioni un contributo attraverso anticipazioni di imposta da pagare e anche con l’imposizione di nuove imposte. Inoltre verrà chiesto ai ministeri la riduzione di parte delle spese non effettuate e che si ritengono che non verranno mai impegnate e ancora verranno reperite risorse attraverso la “rimodulazione del PNRR” (attraverso il loro rinvio nel 2028), permettendo così di dirottare, verso altri interventi previsti nella legge di bilancio, le somme reperite di circa 5 miliardi di euro nel 2026 con impatto minore (con quote in progressiva riduzione) nel 2027 e nel 2028.
BANCHE E ASSICURAZIONI
Per poter coprire le spese per le maggiori uscite, il governo ha aumentato per Banche e Assicurazioni l’IRAP di due punti percentuali, per il triennio 2026-2028 passando l’aliquota al 6.65% per le Banche e a 7,90 per le Assicurazioni. Sono escluse dall’aumento IRAP le SIM (Società di Intermediazione Mobiliare), le SGR (Società di Gestione del Risparmio) che si occupano di fondi comuni di investimento e che effettuano la raccolta di risparmio da investire in azioni, obbligazioni, ecc.., le SICAV (Società di investimento a capitale variabile), tali società sono costituite sotto forma di SpA ed effettuano operazioni relative alla gestione collettiva del risparmio. Chi compra azioni SICAV acquista quote della società, ne diventa proprietario e quindi socio della stessa, e le holding finanziarie che hanno lo scopo di controllare altre società attraverso l’acquisto e la gestione delle partecipazioni.
Altra entrata potrà venire dalla “La stretta sull’evasione fiscale” che dovrebbe portare risorse finanziarie nel triennio relativo l bilancio nella misura di 10/11 miliardi (3,5 n3l 2026, 3 nel 2027 e 4 nel 2028). SI capisce bene che in questo caso la stretta riguarda il recupero di somme legato ad una previsione per cui la copertura di bilancio della spesa, che i 10/11 miliardi previsti dovrebbero assicurare, risulta solo probabile e soggetta a rischio della non totale riscossione! Tale previsione se non risulterà realistica e veritiera potrà far saltare l’obiettivo di contenimento del deficit di bilancio che è alla base della legge stessa!
Comunque ai fini della lotta all’evasione fiscale, la suddetta stretta risulta essere di modesta entità e di poca rilevanza!
COSA DIRE DI QUESTA LEGGE DI BILANCIO 2026-2028?
LA CRESCITA ECONOMICA PREVISTA E’ LA SEGUENTE: Nel triennio 2026-2028 è prevista una crescita positiva ma di modesta entità compresa tra lo 0,6% e lo 0,9%. E’ prevista una crescita tendenziale dello 0,6% e lo 0,7% negli anni 2026 e 2027 e dello 0,8% nel 2028. Il debito pubblico dovrebbe passare da circa il 137,8% del PIL negli anni 2026 – 2027 al 136,4% del PIL nel 2028.
Sulla crescita già in aprile 2025 la Banca d’Italia si era espressa prevedendo una crescita che non si distaccava molto dalla previsione suddetta e che prevedeva una crescita contenuta dello 0,6% nel 2025, dello 0,8% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027. Tale situazione andava a rettificare in ribasso le previsioni di dicembre 2024.
Le ragioni di questo lento crescere dell’economia non solo in Italia ed Europa ma anche a livello mondiale, la Banca d’Italia le ha attribuite a “una incertezza particolarmente elevata…delle politiche commerciali”.
Come sopra indicato è prevista una crescita al di sotto dell’1% negli anni 2026-2028 e si può dire che la presente legge di bilancio ha in prospettiva una crescita di poco superiore allo stato di stagnazione dell’economia.
La volontà del governo di migliorare la stabilità dei conti pubblici in aderenza a quanto prescritto e indicato dall’UE, ha ridotto di molto le prospettive di crescita, di occupazione, di incremento degli investimenti e della produttività e se da una parte il nostro Paese con tale impostazione rientrerà dalla procedura di infrazione, dall’altra la manovra economica, che non ha seguito una ragionevole linea di politica economica eliminando le spese e i costi improduttivi e non strutturali e investendo le risorse cosi formatisi in settori emergenti, non crea ricchezza reale e relativo sviluppo nei settori in crescita … e cioè “nei settori che si basano su un mercato che richiede maggiore digitalizzazione, sostenibilità ambientale, efficienza produttiva ecc”…quali ad esempio: l’Ai (intelligenza artificiale), la tecnologia digitale, la sanità e benessere, le energie rinnovabili, l’economia circolare, l’industria manifatturiera avanzata (industria 4,0), turismo e-commerce e commercio digitale ecc…
L’Osservatorio dei conti Pubblici Italiani (OCPI) così commenta la manovra alla legge di bilancio: “La manovra per il triennio 2026-28 è ispirata alla prudenza (focalizzata sul contenimento del deficit e sul rientro dalle regole europee) nella gestione dei conti pubblici. In assenza di riforme di ampio raggio, e con la necessità di evitare interventi in deficit, la manovra è però di portata limitata (la più piccola almeno dal 2014) sia sul lato della spesa sia su quello delle entrate. Da segnalare che il rapporto tra spesa sanitaria e Pil torna su valori simili a quelli della metà del decennio scorso e che la pressione fiscale resta sugli alti livelli raggiunti nel 2025. (OCPI – Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani – 17 ottobre 2025). Non mancano pertanto misure per la crescita ma risultano essere insufficienti e risultano essere principalmente finanziate da coperture interne e non da nuovo deficit.
Tale prudenza deriva dal limite imposto dall’UE, teso all’aggiustamento del deficit di bilancio. La limitatezza della manovra non ha portato ad una estesa revisione della spesa verso investimenti ad alta produttività sociale, cioè ad investimenti strutturali e non orientati verso misure una tantum ma stabili nel tempo (cosa che poteva essere fatta) tali da creare una impostazione altamente orientata verso costante crescita economica collegata ed omogenea a quella dell’UE, USA, della Cina, India ecc.
Questa risulta quindi essere quindi una timida legge, una legge delle buone intenzioni ed inoltre la legge del mancato coraggio di eliminare spese improduttive e di effettuare nuovi investimenti, di eliminare le rendite di posizione, di sciogliere gli enti pubblici inutili e di effettuare impegnativi investimenti strutturali in settori ad alta produttività e in quelli emergenti.
Pertanto:
Mancano investimenti che creano un alto tasso di produttività sociale o se esistenti, sono investimenti estremamente esigui e quasi ininfluenti! Mi riferisco pertanto ad una mancanza di investimenti che non si esauriscono in una sterile spesa ma che ripetono la loro utilità in più anni successivi (investimenti strutturali che creano una crescita sostenibile);
mancano inoltre la contrazione e l’utilizzo di un debito pubblico che, attraverso gli investimenti, crea ricchezza reale e che diventa ricchezza per e della collettività. Insomma manca il cosiddetto “reddito buono” cosi come definito dal prof. Mario Draghi.
Pertanto maggiori Investimenti, ad alta produttività, finanziati attraverso la contrazione di un “debito buono” portano ad una crescita del PIL, ad una riduzione o alla neutralità del debito pubblico per il return in termini di maggiori imposte, e hanno come conseguenza l’incremento del tasso di occupazione, dei consumi e della produttività, nonché una lieve e moderata inflazione e tassi di interesse accessibili tali da permettere alle imprese di poter effettuare investimenti produttivi e allo Stato di ridurre il debito pubblico con la riduzione degli interessi su di esso e con il return in termini di maggiori entrate (cosi come prima accennato).

Antonio Mascolo

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