Papa Francesco, come chi lo ha preceduto, non perde occasione per sottolineare che la vita umana è sacra dal concepimento alla morte naturale[1].

Domenico Galbiati, il 12 gennaio scorso, ha spiegato perché questo principio deve essere posto a fondamento della democrazia ( CLICCA QUI ).

Nicola Zingaretti annuncia che il Paese ha bisogno di un nuovo Pd. Per delineare quale linea riformatrice assumere, i dirigenti di questo partito si ritrovano in una abbazia conventuale.[2]  Dalle tesi finora fatte circolare da questi dirigenti, la questione più importante di tutte non sarà affrontata. Se il Pd non matura che la vita umana è un bene indisponibile e da salvaguardare, non potrà risolvere i problemi del Paese e non sarà titolato ad intercettare chi ha idee chiare circa i limiti che nessuno può mai valicare.

Se Zingaretti pensa di aggirare questo scoglio favorendo o lasciando transitare il bipolarismo, non sarà premiato dal voto cattolico.

I cattolici odierni attivi nel Pd non amano che in politica si ponga la questione dei principi non negoziabili, perché la casa in cui hanno trovato posto è relativista.  Chiedere di riconoscere questi principi è chiedere troppo. L’invito che rivolgiamo loro è di unirsi allo sforzo di chi non si rassegna ad uno schema bipolare e si adopera per edificare un soggetto in linea con i principi della Dottrina Sociale Cristiana, accettabili anche da chi non è cattolico, almeno come filosofia civile delle nazioni.

Da cattolici chiediamo anche al Pd, come ad ogni altro partito, di considerare che l’uomo non può essere trattato come un oggetto o un elemento passivo della vita sociale.  Si rifletta anche in merito a quanto scrisse Severino Boezio:  “Gli elementi costitutivi della persona umana sono tre: esistenza  sostanziale, individualità, spiritualità”.[3]

Boezio è considerato l’antesignano laico della Scolastica.[4] La Chiesa riconosce pienamente il pensiero di questo romano illuminato, i cui scritti e operato impressionarono molto anche San Tommaso.

L’Aquinate insegnò che il termine “persona” etimologicamente significa “per sé una”, che l’equivalente di questo termine nell’antichità classica era “ypostasis”, il cui significato è “una sostanza individuale della natura ragionevole”. Essere persona richiede perciò tre elementi: l’esistenza sostanziale (cioè “in sé”), l’individualità (“per sé”) e la razionalità. L’uomo è persona in quanto uomo, cioè composto di anima razionale e di corpo.

Rileggere Boezio porta a ricordare anche la storia antica dei Romani. Fino al I secolo a, C. questo popolo credette fermamente che la Terra fosse una realtà sacra. Poi una grave crisi lese questa certezza. Fu grazie al cristianesimo se i Romani riuscirono a credere finalmente in Dio, creatore del mondo.

Gerardo Bianco, studioso e politico assai noto, descrive in un suo scritto, pubblicato in questi giorni,[5] il rapporto sacro che il popolo romano aveva già con la propria terra, rapporto che costituiva il principio fondante dell’organizzazione civile, politica e religiosa dell’urbe. Bianco sottolinea che fu Polibio a giudicare i romani il popolo più religioso del mondo e precisa:

“E’ dunque errato derubricare il sentimento religioso romano a pura esteriorità. Esso è frutto di sincera convinzione (…). L’antico romano si attiene a ciò che vede e può constatare. Sta, come si dice, con i piedi per terra, ma è convinto che ovunque v’è il segnale del divino (…) dalle formule cultuali, scrupolosamente osservate, si andò formando quel corpus iuris che è il lascito più prezioso trasmessoci dalla romanità.”[6]

La metafisica greca e tomista partono dalla riflessione sulla realtà che indubbiamente esiste e da questa certezza per retta ragione, di causa in causa, giungono all’esistenza di una causa prima incausata, che trascende evidentemente ogni cosa reale. [7]

Noi non vogliamo imporre a nessuno di credere. Quel che si vuole è che sia garantito a chi crede e sa dare una spiegazione ragionevole all’esistenza umana, la possibilità di esprimersi e di realizzare opere efficaci per il bene comune.

Mario Rossi

[1] Papa Francesco, Udienza Generale, 12 giugno 2019.

[2] L’Abbazia di San Pastore Contigliano, situato in provincia di Rieti nella campagna tra Contigliano e Greccio, un tempo era un monastero cistercense oggi parzialmente diroccato.

[3] Severino Boezio, “De Duabus, Nat”., II, 4. (Anicio Manlio Torquato Severino Boezio  (Roma, 475/477 – Pavia, 524/526) è stato un filosofo e senatore romano. Noto come Severino Boezio, o anche solo come Boezio, con le sue opere ha avuto una profonda influenza sulla filosofia cristiana del Medioevo. Fu principale collaboratore del re Teodorico, ricoprendo la carica di magister officiorum. Boezio, nel clima di rilancio della cultura che la pace rese possibile durante il regno del re goto, concepì l’ambizioso progetto di tradurre in latino le opere di Platone e di Aristotele).

[4] Battista Mondin, “La prima Scolastica: Boezio, Cassiodoro, Scoto Eriugena”, Euntes Docete, 44 (1991), pp. 5-30.  Sulla filosofia scolastica, cfr. l’enciclica “Humani Generi” di Pio XII, 22 agosto 1950, pp. 6 e 7.

[5] BIANCO G. “Tellus.La sacralità della terra nell’antica Roma”, Salerno Editrice, Roma 2019.

 [6] cfr. “Avvenire”, 9 gennaio 2020, p. 21

[7] “Summa theologiae”, I, q. 2, a. 3