Già i cosiddetti “talk show” da un pezzo mettono in mostra il peggio del nostro Paese e di taluni personaggi che lo popolano. Si tratta di quella “compagnia di giro” che spopola negli innumerevoli “salotti” televisivi della politica che spesso si rivelano più dei sottoscala per il livello cui è portato il cosiddetto confronto politico. Una “compagnia di giro” fatta molto spesso dai soliti, dai soliti “commentatori” e dai soliti personaggi politici indicati dai partiti.

Insomma un deja vu cui non basta il generale moto di repulsione che mostra il costante abbassamento della “audience” per portare ad una seria valutazione sulla sua utilità. L’importante è produrre trasmissioni a basso costo e più rissa c’è meglio è. A chi interessa qualcos’altro di più serio? E pensare che per decenni ci si è riferito al modello Bbc … .

Ultimamente, si nota persino un qualcosa di peggio, segno che, come dice il vecchio adagio, “al peggio non c’è mai fine”, ed è quello cui ci fanno assistere alcuni “pappagalli ammaestrati” cui un ventriloquo invisibile invia loro dei messaggi tramite cellulare o Ipad nel pieno della trasmissione. Si vede che sono alla ricerca di un suggerimento, o di una pacca d’incoraggiamento. E, purtroppo, lo vediamo fare pure a nomi famosi della politica, magari dagli stessi che c’ammorbano pure loro da trent’anni:: evidentemente, hanno ancora bisogno di qualcuno che tira le loro le fila da fuori lo studio. Si tratterà sicuramente di grandi esperti comunicazione e d’immagine…. Ma che pena. E soprattutto che pena che anche la Tv che fa servizio pubblico permetta queste cose così come trasmissioni che si piccano di presentarsi come il meglio della nostra informazione.

Non sarebbe più semplice togliere ai partecipanti i telefonini o obbligarli ad ascoltare gli altri e, così facendo, mostrare anche più rispetto per il pubblico che ancora , nonostante tutto, segue queste trasmissioni?