Nel suo World Energy Outlook annuale ( CLICCA QUI ), l’Agenzia internazionale per l’energia ( AIE ), in vista del Cop26, il vertice di Glasgow dei leader mondiali sul clima,  si prevede che le emissioni di carbonio diminuiranno solo del 40% entro la metà di questo secolo se i paesi manterranno all’attuale deficitario livello i loro per ridurre i cambiamenti climatici.

La AIE sostiene che è molto ampia la differenza tra i piani attuali adottati e quelli necessari a farci raggiungere  l’obiettivo zero netto e che è necessario, invece, prevedere investimenti fino a quattro trilioni di dollari  nel solo prossimo decennio per colmare il divario.

Il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, ha dichiarato che le principali economie, in ripresa dalla Covid-19, non stanno adeguatamente stimolando gli investimenti in energia pulita e che si sta segnalando, invece,  un forte aumento dell’uso del carbone.

L’AIE stima che almeno il 70% degli investimenti da quattro trilioni di dollari segnalati dovrebbero essere indirizzati soprattutto verso i mercati emergenti e le economie dei paesi in via di sviluppo.

Nel frattempo, l’intera Europa è alle prese con il balzo dei costi del gas, cosa che minaccia di vedere aumentata la spesa per il riscaldamento e le attività produttive con le relative conseguenze sulle catene di approvvigionamento, in particolare per ciò che riguarda gli alimenti e tutte le filiere della vendita al dettaglio. Questo, perché gran parte dell’economia dipende ancora troppo dall’utilizzazione dei combustibili fossili per la produzione di energia.

L’AIE sostiene che si deve fare tesoro dell’attuale situazione per aumentare la produzione di energia utilizzando le fonti rinnovabili che potrebbero essere sviluppate sostenendo il mercato delle turbine eoliche, dei pannelli solari, delle batterie al litio con investimenti di oltre un trilione di dollari l’anno, cioè dell’equivalente del giro d’affari dell’ attuale mercato petrolifero.