Mancano poco più di due mesi alla riapertura delle scuole di ogni ordine e grado in tutto il territorio nazionale.

Il problema in cifre: “I giovani non occupati e non in istruzione e formazione nella fascia di età 15\29 anni sono balzati in Italia al 23,3%  di quel segmento generazionale”, con dati pesantemente sbilanciati in negativo per Donne e Mezzogiorno; dati Eurostat 2021; Italia maglia nera dell’Europa a 27 dove la media è, invece, del 13, 7%.; a seguire lo sfacelo dei dati Invalsi relativi all’anno scolastico, prevalentemente in Didattica a distanza, 2020\2021, con maturati con conoscenze da terza media; con i messaggi inviati dai decisori in tema di Reddito di cittadinanza a spiegare ai più fragili che si può sopravvivere anche senza lavoro e senza progetti. (“I risultati di quest’ultimo anno scolastico testimoniano un incremento della povertà educativa del quale la Scuola non può farsi carico da sola”, Anna Maria Ajello, Presidentessa Invalsi; “nell’indifferenza generale, si stanno mandando al macero generazioni di studenti, preparando un pessimo futuro per l’Italia”, Chiara Saraceno, La Stampa).

Tanto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quanto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, quanto il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, hanno dichiarato fino a pochi giorni fa che importante priorità dello Stato è aprire il nuovo anno scolastico con gli alunni presenti in aula, promuovendo contestualmente sapere e salute.

Il ritorno in classe degli allievi, la frequenza delle lezioni, dei laboratori, delle biblioteche insieme ai compagni è incredibilmente importante nell’ottica dell’apprendimento, dello sviluppo della socialità, per la formazione delle coscienze, per la possibilità di imparare a risolvere contrasti ed incomprensioni interpersonali.

Il primo punto di missione di questo Governo è la campagna vaccinale, tramite la quale tornare alla vita normale attraverso un percorso: di vaccinazioni, riaperture, Green Pass, comportamenti individualmente improntati al senso di responsabilità.

La Scuola ha il ruolo insostituibile, insieme alla Famiglia, nel formare le persone che un giorno faranno la differenza, sceglieranno se essere o meno, visionari e responsabili; ogni insegnante ha due tesori disponibili, giovani curiosi e discipline da far apprendere; a lui centrare il risultato di “lasciare un segno” avendo consapevolezza del fatto che la Scuola è felice quando i suoi ragazzi vivono nella pienezza educativa.

Eppure, ciò nonostante, negli ultimi dieci anni, nessuno in Parlamento, ha ritenuto necessario discutere proposte sulla Scuola che non riguardassero i docenti, ma i suoi contenuti formativi, le sue modalità, i suoi risultati; forse che la causa possa identificarsi in un deficit di Classe Dirigente? A questo, INSIEME vorrebbe contribuire a porre rimedio.

Per intervenire, oggi, in ottica di risultati, bisognerà ripartire dai contenuti degli insegnamenti, dall’accertamento del Merito, dall’accettazione della Selezione dei più meritevoli. Un breve accenno serve fare al potenziale sviluppo delle capacità cognitive possibile oggi grazie all’uso degli strumenti informatici: con la infosfera (copyrigth Luciano Floridi), sta nascendo un nuovo meraviglioso ed ancora esplorabile Mondo; formare i cittadini di domani, rendendoli consci di potenzialità e trappole dell’infosfera, è oggi, uno dei compiti della Scuola; ogni salto tecnologico postula la crescita di consapevolezza umana e sociale: questa è missione della Scuola (Da un ragionamento di Mauro Magatti).

Chi scrive ritiene di dover essere concorde con qualunque misura che concorra ad ottenere il ritorno della Didattica in presenza per tutti, poiché la Scuola non deve essere priorità del Governo, ma dell’intero Paese. Tutto tranquillo allora?

Serve verificare, studiando e rendendo testimonianza, l’esistenza e la fondatezza di eventuali voci critiche, come pure di positivo che si sta realizzando. Per ottenere che tutti possano entrare in aula  in sicurezza  c’è una sola via: quella di promuovere ed ottenere la vaccinazione tanto di insegnanti e personale di supporto, che andrebbero inseriti dalle Regioni negli elenchi dei prioritari,  quanto degli studenti dai 12 anni in su; solo poi distanziamento, ove possibile e mascherine.

Evidenziare i problemi aperti al riguardo è un atteggiamento responsabile, agitare le difficoltà che ostano al rientro totale degli studenti in aula non lo è, come non lo sono la richiesta del rischio zero ed il ritorno alla DAD che tanti problemi pone e tanto poco è apprezzata dagli studenti e dai test INVALSI; (basti pensare alla impossibilità di ottenere confronto ed amalgama e miscellanea vissuti da studenti che provengono da contesti ed esperienze, talenti diversi, tanto positivi per la formazione, causa invece non positiva di un distanziamento culturale); per una certa parte meno attenta dei docenti la DAD è alquanto comoda;; fare richieste eccessive per rendere ancora più problematico il rientro di tutti in aula, strategia possibile ma non apprezzabile, non deve essere consentito.

La precedente Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina è una voce fuori dal coro. Secondo lei il Ministero avrebbe dovuto riconsiderare le azioni positive intraprese un anno fa e partire da quelle: gli accordi fatti in tema di spazi utilizzabili per le lezioni all’esterno delle scuole, presso cinema, biblioteche, teatri; e le 40.000 aule in più costruite nell’estate 2020; tutto cancellato: come mai? Ma è davvero così?

Ovviamente, appianati i problemi di cosa fare, con quali risorse, resta in piedi il problema del quando in ottica di Execution. Il Governo troverà il modo di rassicurare gli addetti ai lavori e la comunità educante, in tutte le sue componenti.

In tema di personale perché si sono tagliati i 70.000 tra docenti e personale ATA che si erano reperiti, rinunciando al Personale che rendeva possibile ridurre il numero di studenti per classe? Perché, dice la ex Ministra, il Ministero attuale, nei suoi 5 mesi di vita, non ha lavorato su Trasporti e Tracciamenti? Ma è davvero così?

Sul tema dei Trasporti il momento delle decisioni si è differito alla prima settimana di Agosto, perché finora difficile trovare un accordo condiviso; attendere, prego. Il Presidente della Conferenza Stato Regioni, Massimiliano Fedriga, ritiene che “per riprendere la scuola in presenza per tutti, la percentuale di riempimento dei mezzi pubblici dovrà salire all’80%”. Sul tema del tracciamento, nella circolare che il Ministero ha mandato alle scuole, si scrive che esso non andrà fatto; si può dire che questa posizione potrebbe essere causa di gravi conseguenze? È ancora possibile un ripensamento?

Ora il problema della vaccinazione della popolazione della Scuola. Chi scrive vorrebbe orientare la riflessione basandola sul Paradosso di Karl Popper: in tema di intolleranza: “L’intolleranza nei confronti dell’intolleranza, a volte, è condizione necessaria per la preservazione della natura tollerante di una società aperta”. Poi, chi scrive vorrebbe fare tesoro di quanto scritto da Roni Caryn Rabin sul New York Times che riporta che, insieme con l’aumento dei contagiati, in America si sta diffondendo un altro contagio da non trascurare: la rabbia dei vaccinati.

Verrà il momento in cui la collettività  si renderà conto che per arginare e vincere la pandemia dei non vaccinati sarà necessario usare la leva dei doveri oltre che i benefici dei diritti. L’obiettivo del piano per il nuovo anno, contenente, tra l’altro il via libera all’assunzione di 112.473 nuovi docenti, è “trovare un bilanciamento tra sicurezza, benessere socio emotivo di studenti e personale della Scuola, qualità dei contesti educativi e dei processi di apprendimento, rispetto dei diritti costituzionali alla salute ed all’istruzione”.

In questi giorni di inizio agosto 2021 è stato reso noto un dato, incerto e non  allarmante: risulta che siano circa 220.000 i docenti non vaccinati; questo numero potrebbe essere approssimato per eccesso, in quanto i docenti potrebbero esserci vaccinati rispondendo alla sollecitazione del precedente Governo oppure quando la vaccinazione avveniva per fasce di età, senza qualificarsi docenti, raggiungendo circa l’80%; degli insegnanti; stante quanto sopra, la decisione circa l’obbligo di vaccinazione per docenti e personale slitta al giorno 20 di Agosto, sulla base delle più aggiornate verifiche ed eventualmente tramite misure mirate; una delle ipotesi consiste nella impossibilità, per docenti e personale non vaccinati, di entrare in contatto con gli studenti

Sarebbe giuridicamente possibile introdurre l’obbligo, ove non bastasse la persuasione? Il chiarissimo articolo 32 della Costituzione consente di rispondere di sì, ma la decisione, ove ritenuta opportuna, andrebbe supportata da una convinta e convincente campagna a favore del Green Pass, definito strumento di libertà, anch’esso obbligatorio; il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha in corso una valutazione., per ottenere, prima dl 30 Settembre, che tutti siano vaccinati, docenti, personale, studenti.

La Costituzione, ricorda Sabino Cassese, attribuisce diritti ai cittadini, quasi sempre correlati a doveri e limiti, purché previsti dalla Legge, ispirati al principio della Solidarietà Sociale; la legislazione attualmente vigente prevede la dimostrazione della vaccinazione preventiva contro varie ipotesi di malattie quale requisito per l’iscrizione all’anno scolastico. Condivisibile, in Toto, il richiamo effettuato dal Presidente della Repubblica al senso di responsabilità collettivo in ottica di Bene Comune.

Il Ministro Brunetta, pare orientato a rendere sostanzialmente obbligatoria la vaccinazione ed il Green Pass per i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni che abbiano rapporti con i cittadini, riducendo al massimo l’accesso allo smart working  e successivamente introducendo l’obbligo per potere accedere agli uffici, identificando, tramite il Servizio Sanitario Nazionale, i non ancora vaccinati. Il Segretario della CGIL Scuola, Francesco Sinopoli dice : “E’ una decisione del Governo, se si riterrà che serva per la salute pubblica, ci adegueremo”. Pare, ad oggi, che si vada in questa direzione. Ci sono segnali che indicano che il 4 agosto possano essere convocati la Cabina di regia, un incontro con i presidenti delle Regioni da parte dei ministri competenti  ed un Consiglio dei Ministri che dovrebbero riguardare, oltre all’esame del Piano del Ministero dell’Istruzione, anche l’esame dell’obbligo di esibire il Green Pass per tutto il personale della Scuola ed in occasione dell’uso di mezzi di trasporto a lunga percorrenza.

Ora, il tema della vaccinazione degli studenti. Bisogna partire da un assunto: le strategie e le tattiche messe in campo avranno avuto successo quando tutti gli studenti saranno in aula; questo potrebbe essere ottenuto quando la stragrande maggioranza degli allievi di età dai 12 ai 19 anni saranno vaccinati con due dosi e con Green Pass. E’ ottenibile? Cosa osta? La struttura commissariale ha annunciato che dalla terza settimana di agosto sarà disponibile un milione di di dosi supplementari del vaccino Pfizer.

Un primo problema è rappresentato dalla circostanza che per le prime fasce di età decidono i genitori secondo il loro grado di cultura e di questo bisognerà tenere conto proponendo messaggi mirati; non può ignorarsi il rischio che le conseguenze di scelte inappropriate dei genitori possano ricadere sui figli studenti, tramite Didattica a Distanza se, quando, come, dove fosse possibile; o tramite la tragedia della dispersione scolastica, sempre in agguato nelle fasce più gracili della collettività; si dovrebbero prevedere campagne di sensibilizzazione per genitori, campagne di vaccinazione nelle scuole per gli alunni e le loro famiglie; monitoraggi attentissimi per mappare i renitenti al vaccino.

Ancora una idea potrebbe essere fare ciò che ha annunciato il Governo francese: in caso di contagio in una classe, solo gli alunni non vaccinati dovranno seguire le lezioni a distanza, mentre tutti gli altri potranno restare in classe, adottando le usuali accortezze. Ulteriore tema di meditazione è costituito dagli atteggiamenti delle rappresentanze scolastiche, non sempre in linea nell’identificare metodi, strumenti ed obiettivi compatibili con quelli virtuosi del Governo.

Per ultimo, ma non certamente ultimo, attenzione al tema delle Regioni. O la Conferenza delle regioni trova una convergenza totale su una strategia in linea con quella del Governo e del suo risultato “Tutti in aula tutto l’anno”, oppure saggio ed opportuno sarebbe che il Governo facesse uso dei poteri consentiti dalla Costituzione, in tema di Salute pubblica, per ottenere un unico Piano obbligatorio  per tutto il Paese.

Come prevenire nel frattempo la dispersione ed i deficit cognitivi? Pare che una delle soluzioni adombrate, per risolvere il problema, dal Movimento 5 Stelle, sia la soppressione dei Test Invalsi; invece servirebbero dai decisori parole chiare su progetti positivi tendenti ad evitare che impreparazione, incompetenza, improvvisazione contribuiscano ad allevare generazioni di semi analfabeti dotate di titoli che tradiscano la realtà; gli stessi decisori dovrebbero decidere di inviare agli studenti un messaggio dal seguente tenore: “Se non vi preparate, se non pretenderete il massimo dai vostri insegnanti, il vostro futuro sarà nero, non troverete lavoro in ambiti competitivi e vi dovrete accontentare di impieghi residuali e mal retribuiti”; messaggio correlato alle difficoltà che incontreranno in via di fatto “quanti non avranno studiato molto e bene”. Ma il sistema deve fornire un suo contributo verificabile ed il primo segnale da inviare alla categoria degli insegnanti è quello di evitare ed impedire che un bravo insegnate ed uno pigro e scarso ricevano lo stesso trattamento retributivo: si agisca su meccanismi premiali a favore dei professori con i migliori risultati in termini di preparazione dei loro studenti; altro che eliminazione dei test Invalsi.

Un Governo capace di intelligere la situazione, in Italia, oggi c’è; imponga la sua soluzione alla schiera dei seguaci del “Quaeta non movere, mota quietare”.

Indispensabile a questo punto dar conto puntuale delle iniziative assunte dal Governo e dagli altri attori dello scenario per contribuire a centrare l’obiettivo che ci si è dati. Fondamentale e primaria è certamente l’edilizia scolastica: ed è per questo che le risorse fin qui stanziate dall’insediamento del Governo Draghi ammontano a circa 2,6 Miliardi di €, ai quali  saranno aggiunti altri 5,3 miliardi di € tra Fondi Nazionali e Fondi provenienti dal PNRR, per ottenere che tutta la didattica, a partire da nidi ed infanzia, da aree interne  e Comuni del Mezzogiorno con meno di 5.000 abitanti, avvenga in ambienti quanto più possibile nuovi, sanitariamente perfetti, oppure correttamente mantenuti anche ma non solo sotto i profili igienico\sanitari, sicuri, profondamente ripensati, con nuovi spazi educativi, con aule cablate e connesse digitalmente, lavagne informatiche, più mense, più palestre e  biblioteche; attrezzature tutte tendenti ad attenuare il Divario Centro\Nord verso Mezzogiorno in tema di tempo pieno.

Nel settore del Trasporto Scolastico, tramite Scuolabus ed autobus Urbani ed Interurbani, le Regioni hanno assunto l’impegno di incrementare il più possibile la frequenza delle corse e l’acquisto di nuovi Scuolabus\Autobus per evitare assembramenti; in coincidenza con l’apertura della Scuola si valuterà l’obbligo del Green Pass anche sugli Scuolabus\Autobus, nono stante le note difficoltà per effettuare i controlli.

Fin qui il tentativo di comparare gli impegni assunti dal Governo e da alcuni Ministri competenti con i risultati relativi al progetto “Tutti a scuola per tutto l’anno scolastico”; mancano ormai circa 30 giorni al momento della verifica fattuale. La Comunità Educante e le sue variegate componenti contano a ritroso i giorni che ci separano dall’inizio delle lezioni per verificare ciò che sarà stato fatto in termini di Execution a vantaggio del Bene Comune.

INSIEME, in tutte le sue componenti, tematiche e territoriali, interpreta obiettivi e metodi dell’azione di Governo quali rispondenti agli interessi reali della comunità educante, oggi. INSIEME desidera incarnare la classe dirigente attenta al Bene Comune, in ottica di disinteresse personale, di spirito di Verità e di attenzione al Bello, al Bene, al Giusto ed al Vero.

 Massimo Maniscalco