La Corte Suprema degli Stati Uniti sarebbe pronta a pronunciarsi a favore di una legge introdotta dallo stato del Mississippi che vieterebbe l’aborto dopo le 15 settimane di gravidanza, anche in caso di stupro o incesto, dopo che per un lungo tempo la massima autorità giudiziaria statunitense non è mai intervenuta  per modificare il termine delle 24 settimane.

Se, come sembra, i supremi giudici si esprimeranno a favore della decisione dei legislatori del Mississippi, ci si troverà dinanzi al ribaltamento della decisione raggiunta in due altre udienze sulla materia che divide fortemente l’intera America, oltre che i due partiti più importanti e il Parlamento.

Nel caso in cui fosse riconosciuta la legittimità di porre il limite delle due settimane, come fa ritenere il dibattito sviluppato in seno alla Corte nel corso dell’udienza che ha consentito alle parti contrapposte di portare le loro argomentazioni, è dato per certo che già almeno altri 21 stati della Federazione Usa sarebbero pronti ad introdurre norme più restrittive.

Secondo il Usa Centers for Disease Control ( CLICCA QUI ) nel 2019 ci sono stati 610 mila aborti in tutto il paese; di questi il 57% sono stati praticati a giovane donne di età tra i 20 e i 30 anni.