In Italia, l’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle sfide demografiche e sociali più rilevanti. Basti pensare che, secondo i dati Istat, oltre il 23% della popolazione ha più di 65 anni, con una tendenza destinata a crescere nei prossimi decenni. Questo scenario comporta un crescente bisogno di assistenza quotidiana, in particolare per le persone non autosufficienti o affette da patologie croniche.

Il lavoro domestico

A fronte di questa esigenza, il lavoro domestico, in particolare quello svolto da badanti e assistenti familiari, è diventato un pilastro fondamentale del welfare familiare italiano. Attualmente si stima che siano circa un milione le lavoratrici e i lavoratori impiegati nel settore domestico, di cui una parte significativa dedicata alla cura degli anziani. Tuttavia, il numero resta insufficiente rispetto alla domanda reale, spesso coperta da personale non regolare. Interris.it, in merito a questi temi e alla situazione delle famiglie in estate, ha intervistato Giamaica Puntillo, presidente nazionale di Acli Colf.

L’intervista

Presidente Puntillo, come si configura l’attuale situazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore domestico in Italia?

“Il settore domestico rappresenta un pilastro essenziale del welfare familiare in Italia, grazie al prezioso contributo di colf e badanti, che garantiscono assistenza e cura quotidiana a milioni di famiglie. Tuttavia, il numero di lavoratori regolarmente impiegati risulta insufficiente rispetto alla domanda crescente, e il fenomeno del lavoro nero continua a essere una criticità diffusa, con conseguenze sia per le lavoratrici che per le persone assistite. È necessario un rafforzamento delle politiche di regolarizzazione e una maggiore valorizzazione sociale e contrattuale di questa figura professionale”.

Su questo versante, a suo parere, che ruolo riveste la formazione?

“La formazione riveste un ruolo fondamentale, non solo per accrescere le competenze tecniche delle lavoratrici e dei lavoratori domestici, ma anche per valorizzarne la dimensione umana e relazionale. Un percorso formativo adeguato garantisce standard più elevati di assistenza, tutela i soggetti fragili e promuove la dignità professionale. In tal senso, noi di Acli Colf, promuoviamo dei corsi specifici per incentivare una offerta formativa qualificata, attenta ai bisogni del settore e finalizzata all’inclusione lavorativa”.

L’estate, da sempre, vede una carenza ulteriore di badanti e colf per i periodi di ferie. Quali strategie possono essere messe in atto per ovviare a questa problematica?

“Durante l’estate si acuisce la carenza di personale domestico, poiché molte lavoratrici si assentano per ferie, un diritto che va rispettato e garantito. Allo stesso tempo, resta fondamentale assicurare continuità nell’assistenza alle persone fragili, spesso anziane e non autosufficienti. In quest’ottica, è urgente rafforzare reti di sostituzione temporanea tramite agenzie specializzate e servizi territoriali, promuovendo al contempo soluzioni di conciliazione. Inoltre, è indispensabile riconoscere maggiori tutele e supporti a una categoria che svolge un ruolo cruciale e troppo spesso invisibile nel sistema socioassistenziale italiano”.

Intervista di Christian Cabello

Pubblicato su www.interris.it

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