E’ stato impressionante leggere la testimonianza di Save the Children sui bambini di Gaza che preferirebbero morire piuttosto che continuare a soffrire e, in moli casi, ritrovarsi senza i genitori e il resto della famiglia (CLICCA QUI). Vorrebbero fare la fine di quegli oltre 12 mila uccisi a Gaza da dopo il 7 ottobre 2023 dagli israeliani. Quelli i cui nomi sono stati ieri scanditi, incluse le decine di bambini ebrei uccisi nello stesso periodo, dal cardinale Matteo Zuppi e da altri animatori di pace costretti ad alternarsi al microfono per ricordare tutti quei corpi – straziati da una violenza cieca che ha certamente padre anche in Hamas – che segnano la presenza di quella ferocia che pensavamo di vederla sparire dopo il Processo di Norimberga.
La commovente cerimonia si è svolta a Marzabotto. Luogo dai tanti significati. Lì si è consumata la strage più terribile dei nazisti in Italia. 770 morti tra cui moltissimi bambini. “Siamo qui a pregare per la pace perché non perdano la vita altri innocenti. Qui a Monte Sole non si è di parte, ma si cerca, si trova e si sceglie l’unica parte che è quella di Dio, che ricostruisce la fraternità. Ogni nome di bambini uccisi è una richiesta a Dio, ma anche agli uomini, perché li ascoltiamo, ci lasciamo toccare dall’ingiustizia che ha travolto la loro fragilità. La loro morte, di tutti loro e di ognuno, susciti le lacrime di commozione e le scelte finalmente lungimiranti di pace e non tragicamente opportunistiche. Non c’è classifica nel dolore. Siamo qui per chiedere che nella Terra Santa ogni persona, a cominciare dai più piccoli, non perda la sua vita per colpa di suo fratello” – ha detto il cardinale Presidente della Conferenza episcopale italiana.
E invece, la crudeltà della vendetta e dello spirito di sopraffazione non si ferma. Il Ministro delle Finanze israeliano di estrema destra, Bezalel Smotrich, ha infatti presentato i piani per costruire oltre 3.000 nuove case per i coloni ebrei della Cisgiordania promettendo: “seppelliranno l’idea di uno stato palestinese”. Una decisione grave perché si tratta di dare il via al più che contestato insediamento di Maale Adumim, progetto per decenni congelato per la forte opposizione internazionale visto che si separerebbe di fatto la Cisgiordania dalla Gerusalemme Est occupata. E il dato più preoccupante è costituto dalla deliberata volontà di aggiungere un altro grave impedimento alla nascita di uno stato palestinese “perché – come ha detto il fanatico Smotric – non c’è nulla da riconoscere e nessuno da riconoscere”.
La ciliegina sulla torta, insomma, che conferma la volontà di una buona parte degli israeliani di non voler costruire alcun progetto di pace. Né più né meno come ha fatto finora Hamas. E di mezzo ci vanno gli innocenti … come accadde a Marzabotto e in tante altre parti d’Europa dove la legge la dettavano i fanatici aguzzini delle SS.