“Il numero di firme richieste per presentare nuove formazioni politiche è spropositato e non ha paragone con gli altri paesi europei ed è grave il colpo di mano notte tempo con cui a fine dicembre è stato bocciato l’emendamento sulla firma digitale per la presentazione delle liste elettorali. Noi non escludiamo di procedere ad una raccolta di firme digitali, ammessa dalla Cassazione per il referendum, anche se potrebbero non venirci riconosciute. In tal caso stiamo studiando la possibilità di arrivare alla Corte europea ed invalidare le elezioni”.

Così all’Adnkronos Giancarlo Infante, della segreteria nazionale del Partito di centro Insieme, che aggiunge: “Anche la Corte costituzionale ha più volte riconosciuto l’iniquità delle leggi elettorali, ma si continua ad andare avanti perché nessuno si ribella ad un sistema che, continuando a perpetuare se stesso, fa crescere l’astensionismo. Dove sta scritto che i partiti già presenti in Parlamento – domanda provocatoriamente – non debbano guadagnarsi una riconferma del loro diritto a correre alle elezioni raccogliendo firme come fanno i new entry?”.