Gli slogan dementi dei sovranisti si insinuano subdoli ed impoveriscono il nostro cervello: opponiamoci alla cultura del meno leggo più parlo.

“Oscena spartizione delle poltrone”

Lega e FDI speravano di andare alle elezioni nell’estate del 2019 per spartirsi le poltrone è andata male, cosa ci sia di “osceno” non si capisce, la propria spartizione delle poltrone è benedetta quella degli altri è maledetta.

“Il governo ha una regia straniera, di Bruxelles”

Perché le influenze europee sarebbero maledette mentre quelle russe e cinesi benedette?

Siamo in Europa, siamo influenzati e influenziamo (anche se di questo si parla poco) lo scandalo è quando forze politiche italiane intessono rapporti con paesi extraeuropei interessati a minare l’unità politica, economica e militare di cui facciamo parte.

“Ennesimo governo non eletto dal popolo”

Osservazione che denota ignoranza totale in diritto costituzionale, nessun governo della Repubblica italiana, del Regno d’Italia o dei regni preunitari della penisola è mai stato eletto dal popolo.

Nemmeno Mussolini è stato eletto dal popolo.

Se e quando la destra andrà al governo sappiamo tutti che esprimerà un governo non eletto dal popolo.

A dire il vero il popolo si è sempre battuto per avere una costituzione ed esercitare la sua sovranità all’interno di essa (magari potremmo imporre l’insegnamento del diritto costituzionale fin dalle elementari).

“Non ci fanno votare”

Il voto per il parlamento è previsto ogni cinque anni e se in Parlamento non esiste una maggioranza tale da esprimere la fiducia al Governo, le camere vengono sciolte e si vota.

Se esiste una maggioranza che non mi piace mica posso invocare il voto.

“La maggioranza parlamentare non è espressione della maggioranza nel paese”

E chi lo dice?

Non esistono consultazioni a vasi comunicanti, ogni elezione (peraltro con sistemi elettorali diversi) è una storia a parte.

L’idea che ogni consultazione condizioni quella successiva è destituita da ogni fondamento logico.

“Difendiamo i sacri confini”

Si difendono i confini da un attacco esterno destinato a modificarli.

Il clandestino che viola il confine mica lo mette in discussione lo attraversa senza permesso.

La messa in discussione dei confini non è un fatto che riguarda singoli anche organizzati ma azioni tra entità statali.

Quali confini?

È sorprendente come proprio la destra nel difendere i confini da mamme con bambini in braccio e poveracci alla ricerca di lavoro dimentichi e provi a farci dimenticare che la sconfitta della seconda guerra mondiale (in cui la destra ha guidato il paese) abbia mutilato il nostro paese sia sul versante orientale che occidentale oltre a farci perdere i territori coloniali Quei confini già dimenticati?

Vale la pena di ricordarci e ricordare che i territori coloniali che abbiamo abbandonato per colpa di una guerra persa guidata dalla destra sono stati sotto il nostro protettorato finché una insensata mancanza di politica guidata dai populismi anche di destra non li ha lasciati nelle mani di quelle potenze illiberali che tanto i populisti e sovranisti adorano.

“Abbiamo ceduto sovranità all’Europa”

Questo è uno slogan a rischio demenza senile.

Essere in Europa significa influenzare politicamente ed economicamente un continente di centinaia di milioni di cittadini ed operatori economici.
Attraverso questa influenza possiamo competere e difenderci dalle strategie di colossi come gli USA, la Russia, la Cina.

Altro che cessione di sovranità, abbiamo allargato le nostre opportunità di azione e di intervento come mai nella nostra storia e come mai si potrà realizzare se fossimo da soli.

Anzi da soli saremmo prede dei governi illiberali che ben stringono i rapporti con i cosiddetti sovranisti.

Incontriamo il nuovo anno con un cervello più vigoroso.

A cura del Movimento contro l’ignoranza. Movimento di liberazione dei neuroni.

Luigi Milanesi

Immagine utilizzata: Pixabay