Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha approfittato dell’incontro con i  Cavalieri al merito del lavoro, per parlare di due temi cruciali per il Paese e il suo futuro ( CLICCA QUI ).

Mattarella ho auspicato il realizzarsi di un’alleanza “tra le generazioni” quale condizione per uscire dallo stallo che il Paese ha vissuto.

“Sono proprio i cambiamenti profondi intervenuti nella società – demografici, culturali, persino antropologici, ha detto – a imporci di sanare bene e in tempi rapidi quelle fratture che rischiano di farci arretrare, di disperdere le forze, di impoverire il capitale più prezioso che abbiamo, quello umano”.

Per il Presidente della Repubblica si deve reagire alla “marginalità di parte del mondo giovanile” che ha sempre costituito “ragione di indebolimento delle società e delle economie: in una stagione di innovazione così accelerata, come è quella attuale, sarebbe una menomazione ancor più insopportabile”.

“La ripartenza è una strada nuova, ha aggiunto il Capo delle Stato. Dobbiamo percorrerla con determinazione e con speranza. Come è accaduto in altri momenti della nostra storia, quando nel dopoguerra la ricostruzione è cominciata dalle macerie, quando un nuovo modello sociale, più capace di benessere, di opportunità e diritti, è scaturito dal concorso di forze e di persone che quel benessere non l’avevano mai conosciuto. Possiamo avere fiducia in noi stessi. Perché abbiamo affrontato, insieme, una prova durissima. E siamo stati capaci di solidarietà, di senso civico, di responsabilità, di dedizione al lavoro”.

Deciso il passaggio relativo alle recenti polemiche e violenze di strada innescate dalla protesta anti vaccino: “Non possono prevalere i pochi che vogliono rumorosamente imporre le loro teorie antiscientifiche, che danno sfogo, talvolta, a una violenza insensata. Persino – come è avvenuto più volte – con la devastazione dei centri in cui i nostri concittadini si recano per essere vaccinati e sfuggire al pericolo del virus. Gli italiani hanno dimostrato serietà e senso di appartenenza alla comunità. E’ grazie a loro che oggi registriamo una ripresa incoraggiante, tanto per la nostra economia quanto per la nostra vita sociale. La ricerca, i vaccini, i comportamenti responsabili ci hanno consentito di ritrovare spazi di libertà, di riprendere in mano le nostre vite. Le istituzioni hanno dimostrato di saper fare la propria parte. Le imprese, i servizi, il quotidiano impegno di donne e uomini, han fatto funzionare gli organi nevralgici della comunità e oggi siamo pronti ad aprirci alle sfide dell’innovazione”.

Mattarella indica nella “congiuntura favorevole” che sta vivendo il Paese, grazie alla crescita dell’economia e il parallelo andamento positivo della campagna vaccinale, gli elementi attorno cui mettere le basi “di un miglioramento strutturale delle nostre reti, dei nostri fattori produttivi, dei nostri servizi”.

Questo lo si ottiene superando i ritardi antichi sugli investimenti pubblici e privati e dei processi di modernizzazione sia delle infrastrutture, di molte imprese, che della pubblica amministrazione. “È necessario quindi – sottolinea il Presidente della Repubblica- che il processo di ammodernamento avanzi su più fronti e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è la grande occasione che non possiamo perdere”.

Forte da parte di Sergio Mattarella l’affermazione del “valore costituzionale” rappresentato dal lavoro e della necessità di puntare ad un progresso, possibile e duraturo, “soltanto se coinvolge l’intera società”. E’ necessario, però, ricollocare il valore del lavoro al centro delle nostre politiche superando gli ” anni di difficoltà nella crescita, nei quali i livelli occupazionali e salariali sono entrati in pesante sofferenza: occorre avere, in questa fase nuova, il coraggio di adeguare agli obiettivi di coesione sociale indicati dalla Carta costituzionale, le condizioni non facili di una società in cui sono aumentate disuguaglianze e povertà”.

Per quanto riguarda i giovani, il Presidente della Repubblica ha sottolineato che portare attenzione alla ricerca “è essenziale per migliorare e aggiornare le competenze, oltre che per ridurre lo scarto tra istruzione e lavoro, tra ricerca e imprese” e che gli ” investimenti in formazione sono indispensabili per favorire l’occupazione di qualità”.

Ricordando il paradosso di un’occupazione ancora sotto il livello pre-crisi mentre molte aziende segnalano difficoltà nel reperire lavoratori con alcune qualifiche, Mattarella ha poi ribadito che l’intelligenza e la dedizione al lavoro  sono elemento centrale nel successo delle imprese e che “una società ad alta intensità di conoscenza è più resiliente e più capace di affrontare i mutamenti.

Infine, Mattarella riferendosi alla piaga delle morti che si ripetono sui luoghi di lavoro ha sostenuto che “lavori stabili e di qualità sono anche in grado di contribuire a una maggiore sicurezza” e che la ripresa non passa “da indifferenza o addirittura da indulgenze rispetto alle misure che proteggono i lavoratori da incidenti sui posti di lavoro”.