Poco fa ho ricevuto in copia una lettera che un mio amico fiorentino ha scritto all’Ufficio Stampa di Invitalia, dove è Amministratore delegato il Dr. Arcuri, nominato recentemente dal governo  Commissario Straordinario all’Emergenza Coronavirus.

Può sembrare un po’ dura, ma è nella cifra comunicativa dei fiorentini (tutti abbiamo conosciuto lo stile di Renzi). Poi, si sa, sono anche ironici e questa forse è la spiegazione dell’utilizzo del termine ‘predica’ in chiave negativa e poi della successiva valorizzazione della bella figura di un Venerabile della Chiesa Cattolica, in chiave peraltro antitetica al destinatario della lettera. Sono poi anche tifosi  del calcio, ma capaci perfino di citare ove serva alla loro cattiveria un allenatore della Juventus e questo gli deve costare.

Mi sembra comunque che nel testo vi siano spunti meritevoli di approfondimento e questioni ad oggi irrisolte. Così mi permetto, con l’autorizzazione dell’autore che risponde al nome di battesimo di Graziano Maria, di trascriverla. Questo perché essa mi pare emblematica di una crescente intolleranza ad una situazione che sembra avvitarsi su se stessa. Nelle scuole di management si insegna a saper cogliere i segnali deboli e questo è una dote che i leader devono coltivare. Qui peraltro credo si sia in presenza, come dicevo, di un segnale forte. Il mio amico mi ha peraltro spiegato che è la vera ragione per cui sta scrivendo lettere a destra e a manca per avvisare persone che in fondo stima per l’ingrato compito che devono affrontare. E onestamente aggiunge che egli stesso non saprebbe far di meglio, ma la critica è un incentivo a migliorare. Una lettera che può quindi anche essere letta come una “correzione fraterna” che come si sa è  una pratica di vita cristiana secondo la quale non è segno di carità e di vero amore lasciare che un fratello nella fede viva senza rendersi conto del proprio operato non perfetto. Un richiamo che va fatto inizialmente in privato, ma poi anche di fronte ad altri se non ascolta.

Ecco il testo:

“Scusate se vi scrivo, ma non ho la mail del vostro AD, dr Arcuri.

Sarebbe possibile dirgli cortesemente se potesse risparmiarci le sue quotidiane televisive prediche cantate di controversa utilità per la sua immagine (oggi 28 aprile nel tg 3 delle 14,25 si è superato sui: liberisti, attaccati non si è capito perché, visto che in questo momento è all’evidenza più l’incapacità del settore pubblico, che di quello privato- sul costo delle mascherine e i babbi che ne beneficeranno per i loro 2 figli- sulle 52 macchine ancora  in costruzione per produrre mascherine [che tempestività!]) e forse poco entusiasmanti per i cittadini?

Poi l’ennesimo “non so” sulla App Immuni in tema di archiviazione dei dati e la sconcertante immotivata  informazione che Immuni servirà solo se si sta accanto ad un positivo al Covid 19 per almeno 15 minuti entro 2 metri , come se uno che si becca uno starnuto o una serie di starnuti o colpi tosse in faccia entro 1 minuto non fosse a rischio.

Naturalmente sono mie opinioni – che volete farci, ma per questo governo uno vale uno- e possono essere fallaci.

Sarà poi che vedere tutti i giorni la televisione in cui governanti e loro incaricati continuare a dire che stanno valutando, studiando, interloquendo, preparando provvedimenti (che quando escono creano peraltro più problemi interpretativi e fanno impazzire tutti nell’applicazione, visto che l’interpretazione certa è spesso impossibile esempio: i congiunti) e che presto si farà, si provvederà, ecc, ecc,  rende nervosi tutti coloro che rispettano gli “arresti domiciliari”, stabiliti peraltro per atto amministrativo.

Le persone vogliono comunque fatti e non parole (non lo diceva solo l’allenatore calcistico  Allegri, ma era anche un tema ricorrente del venerabile don Giulio Facibeni).

Le persone si aspettano che i chiamati a gestire il Covid19  si concentrino sul lavorare alacremente con risultati misurabili, talché su questi saranno giudicati politicamente e non solo.

Cordialmente e buon lavoro,  Graziano Maria”

Carlo Parenti