Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha incontrato il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, nella Cisgiordania. Si è trattato del primo incontro ad alto livello tra le due parti in dieci anni, dopo che è nato il nuovo governo d’Israele guidato da Naftali Bennett. Gantz si è recato nella città di Ramallah in Cisgiordania per affrontare i temi della sicurezza, dell’economia palestinese, in particolare in Cisgiordania e a Gaza. L’incontro è avvenuto poche ​​ore dopo che il leader israeliano Bennett è tornato da Washington dove ha incontrato il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden alla Casa Bianca.

Oggetto del colloquio sono stati anche un possibile prestito di 500 milioni di NIS israeliani e del modo in cui regolarizzare lo status di migliaia di palestinesi della Cisgiordania privi di documenti, nonché della semplificazione della contabilità IVA digitale per tutte le imprese palestinesi che effettuano acquisti da Israele. Molte delle domande di permesso per i palestinesi saranno digitalizzate per snellire i passaggi burocratici e renderli più semplici e meno costosi.

Prevista la possibilità che altri 16.000 palestinesi siano autorizzati a lavorare in Israele e che vengano approvati dall’Amministrazione Civile d’Israele ulteriori progetti di costruzione da parte dei palestinesi nell’Area C della Cisgiordania, ancora sotto il pieno controllo delle forze militari dello Stato ebraico.

All’incontro hanno partecipato anche il capo del settore militare israeliano responsabile degli affari civili nei territori palestinesi, Ghasan Alyan, l’alto funzionario dell’AP Hussein al-Sheikh e il capo dell’intelligence palestinese Majid Faraj.

Le fazioni della resistenza palestinese hanno condannato l’incontro. Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha affermato che tali incontri “approfondiranno la divisione tra i palestinesi e complicheranno la situazione palestinese”.

Un funzionario palestinese, parlando sotto anonimato, ha affermato che Gantz e Abbas hanno discusso dei possibili passi verso il miglioramento delle relazioni, comprese le richieste palestinesi di fermare le operazioni militari israeliane nella Cisgiordania occupata, consentendo l’unificazione delle famiglie.

 

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