Cercando di superare i sentimenti di forte disapprovazione vissuti durante il triste
spettacolo della sfilata dei partiti al Quirinale, in alcuni casi, espressione del peggior
trasformismo della politica italiana, tento di approfondire i dieci punti del programma
indicato dal Luigi Di Maio per il M5S.Essi riguardano: Taglio dei parlamentari, Manovra equa,
Ambiente, Conflitto di interessi e Rai, Giustizia, Autonomia, Legalità e lotta evasione, Sud,
Banche, Beni comuni.
Esaminando le brevi sintesi che accompagnano questi titoli di programma, ritengo che, come
ha evidenziato il segretario del PD Zingaretti, quale positivo viatico per il confronto, trattasi di
dieci punti su cui si possa facilmente trovare l’accordo. Il punto del taglio dei parlamentari,
richiesto come dirimenti dai grillini, può essere condiviso, se accompagnato dalle inevitabili
modifiche cha tale cambio di assetto istituzionale comporta: legge elettorale a quel punto
inevitabilmente proporzionale, modifica delle competenze delle due Camere e un ritrovato
check and balance tra i poteri. Insomma, un impegno politico parlamentare proprio di un
governo almeno di legislatura.
Su tutti gli altri titoli anche noi “ DC non pentiti” non potremmo che condividerli, apprezzando
la disponibilità espressa in materia di autonomia, così decritta: “ Va completato il processo di
autonomia differenziata, richiesto dalle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Il tutto
avviando una riforma degli enti locali e un piano di cancellazione degli enti inutili.”
E’, tuttavia, nel punto 9, dove si enuncia: “Una riforma del sistema bancario che separi le
banche di investimenti dalle banche commerciali.” che colgo l’autentica forte novità del
progetto grillino. Alla dura prova della realtà, finalmente leggo in un documento politico
pubblico, quanto da tempo vado denunciando nella completa….. “disattenzione” degli organi
di stampa.
Dopo il Monte dei Paschi di Siena è toccato alla CARIGE (Cassa di Risparmio di Genova), prime
vittime di una crisi bancaria italiana nella quale sono coinvolte diverse altre realtà che stanno
scivolando verso il default. Trattasi di una crisi di sistema, più volte denunciata dall’amico
Alessandro Govoni anche in sede giudiziaria, dopo che Banca d’Italia è stata sottoposta al
potere degli hedge funds anglo caucasici-kazari detentori delle quote di maggioranza dei tre
istituti controllati-controllori della Banca centrale (vedasi la risposta del Ministero del Tesoro
all’interrogazione dell’On Villarosa del Febbraio 2017, allora capogruppo del M5S in
commissione finanze della Camera, attualmente sottosegretario dello stesso Ministero *) per
risolvere la quale non sono assolutamente sufficienti, ancorché necessarie, le politiche di
intervento d’urgenza come quelle sin qui adottate tanto dal centro-sinistra che dal governo
giallo-verde.
Fa, quindi, piacere che il M5S proponga questa che, a mio parere, non al nono, ma al primo
posto andrebbe inserita, poiché, come ho avuto modi di esporre agli amici della direzione
della Democrazia Cristiana guidata da Renato Grassi, l’unico programma politico che
TECNICAMENTE consentirebbe ancora, dopo 25 anni, lo sviluppo dello STATO ITALIANO e
della Sua CLASSE MEDIA (94% della popolazione italiana) e che
renderebbe tecnicamente possibile ogni altro obiettivo in qualsiasi altro settore sarebbe il
seguente:
1. Obbligo di cessione al Tesoro dello Stato italiano da parte di Telecom Italia Sparkle
della proprietà dei cavi sottomarini, necessari alla comunicazione intranet dei movimenti
elettronici del denaro nel sistema bancario italiano (=abolizione della L.58 del 28 Gennaio
1992 e della Legge n. 35 del 29 gennaio 1992)
2. Controllo Statale sulla raccolta del risparmio tra il pubblico mediante compagnie
assicurative statali = abolizione del DPR n. 350/1985 firmato da Sandro Pertini
3. Obbligo di cessione da parte di Banca Intesa, Unicredit, Cassa Risparmio Bologna,
Carige e BNL del 51% delle loro azioni al Tesoro dello Stato Italiano al fine che lo Stato
italiano abbia, con 265 voti su 529, il controllo del 51% di Banca d’Italia (=abolizione della
L.82 del 7 Febbraio 1992), al fine che Banca d’Italia possa di nuovo dopo 25 anni tornare a
vigilare per impedire truffe sui derivati e su azioni/bond carta straccia, e per impedire
anatocismo e usura bancaria.
4. Reintroduzione della Legge Bancaria del 1936 (=abolizione del decreto legislativo n.
385/1993):
5. SEPARAZIONE TRA BANCHE DI PRESTITO (loan bank) e BANCHE
SPECULATIVE (investment bank) =abolizione del d.lgs n.481/1992 firmato da Giuliano
Amato, Barucci e Colombo.
Automatica re-introduzione della contabilità bancaria esistente prima del 31 Luglio
1992 (abolizione del Provvedimento di Banca d’ Italia del 31 Luglio 1992 firmato da
Lamberto Dini al fine di fermare l’evasione fiscale verso i fondi speculatori petroliferi kazari
proprietari della City of London)
6. Divieto di prestare denaro creato con un clic elettronico anziché raccolto tra il
pubblico
7. Riduzione del capitale flottante di Banca Intesa, Unicredit, Cassa Risparmio Bologna,
Carige, BNL e di ogni altra società italiana strategica quotata in borsa (ENI,…) dall’attuale
85% del capitale totale, al 15%, al fine di evitare scalate da parte dei fondi speculatori
petroliferi kazari.
8. Divieto di vendite allo scoperto (divieto di short -selling) sia di tipo naked (presa in
prestito di titoli inesistenti per es di MPS per farle crollare, le uniche finora vietate dall’UE) e
di quelle piene. Divieto in sostanza di ogni tipo di vendita allo scoperto contro titoli di societa
italiane quotate alla borsa di Milano.
9. Abolizione del CICR (è l’ufficio di controllo occulto di Banca d’Italia)
10. Conferire il potere ISPETTIVO sia a Banca d’Italia che alla Consob, in aggiunta a quello
di vigilanza
11. Separare la Consob dal controllo di Banca d’Italia al fine di avere un organo ispettivo
indipendente. Possibilità anche per la GDF e per la Polizia di Stato di effettuare ispezioni in
materia finanziaria, in materia di borsa.
12. Divieto per famiglie, imprese ed enti locali italiani di sottoscrivere derivati sulla
valuta(=abolizione del DPR n.556/1987 emesso su proposta del Ministro del Tesoro Giuliano
Amato) e derivati sul tasso (=abolizione del D.M. del Tesoro n. 44 del 18 febbraio 1992
firmato da Mario Draghi)
13. Divieto al Governatore di Banca d’Italia di variare il tasso ufficiale di
sconto (abolizione della L.n. 82 del 7 Febbraio 1992) al fine di evitare le truffe sui derivati sul
tasso
14. Divieto di anatocismo nei conti correnti, leasing, mutui, prestiti con cessione del quinto e in
ogni altra forma di prestito
15. Abolizione del piano di ammortamento alla francese, lecito solo il piano di
ammortamento all’italiana (quote capitali sempre uguali).
16. Divieto di usura oggettiva (supero tasso soglia) e divieto di usura soggettiva (supero
tasso medio). Introduzione della rilevanza immediatamente penale anche del supero del tasso
medio indipendentemente dalla situazione di difficoltà economica-finanziaria del soggetto
cliente
17. Abolizione della disciplina fondiaria ex art 38 e seg. TUB
18. Riforma del Tribunale delle Esecuzioni immobiliari sulla prima casa e sull’immobile
sede dell’attività: divieto di esecuzione immobiliare sulla prima casa e sulla sede dell’attività,
obbligo di prolungamento del mutuo, in caso di difficoltà, ad un tasso massimo pari al tasso
d’inflazione. Divieto di neutralizzazione del Fondo Patrimoniale (è una figura giuridica
prevista dal 1936 a tutela della famiglia italiana).
19. Divieto di concentrazione immobiliare diretta o per interposte persone (massimo 3
immobili) in soggetti posti in qualsiasi ruolo e funzione del Tribunale addetti all’esecuzioni
immobiliari e nella sezione fallimentare.
Divieto di concentrazione immobiliare diretta o per interposte persone (massimo 3
immobili) nell’avvocato e dottore commercialista della curatela fallimentare, dei sequestri
immobiliari e quali procuratori per le banche nelle esecuzioni immobiliari e nel custode e
nel notaio delle esecuzioni immobiliari
20. Creazione della Procura Nazionale contro i Reati finanziari commessi da soggetti
speculatori esteri, con distaccamento in ogni DDA, collegata all’INTERPOL e per la
prevenzione diattentati terroristici e jihadisti da parte dei fondi speculatori atti a riottenere il
controllo privato delle banche italiane e dell’Ente dell’Energia italiano
21. Obbligo di almeno cinque Parlamentari di ogni forza politica di partecipare all’
Assemblea Annuale di Approvazione del Bilancio delle banche italiane azioniste di
maggioranza di Banca d’Italia, in quanto vero governo del sistema e termometro della salute
del paese
Credo, come ho scritto agli amici della DC, che la Democrazia Cristiana, che fu già il partito di
Guido Carli che seppe conservare la legge bancaria del 1936 sino al 1992, una delle precondizioni fondamentali della crescita dell’Italia, sarebbe quella di assumere queste
indicazioni come essenziali per la sua proposta di programma, avendo consapevolezza che,
senza questi pre-requisiti, nessun’altra riforma seria sarebbe possibile nel nostro Paese.
Ripropongo queste stesse proposte agli amici interessati alla costruzione del nuovo centro
democratico popolare, alternativo alla deriva sovranista e nazionalista che ha portato il Paese
alla situazione attuale di isolamento e di crisi.

Ettore Bonalberti

* Da documenti desecretati e da rilievi matematici confermati dal Ministero dell’Economia
delle Finanze sull’assetto di controllo delle banche quotate italiane ( risposta del Ministero
all’interrogazione parlamentare dell’On Villarosa (M5S) nel Febbraio 2017) maggiori
azioniste di Banca d’Italia con 265 voti su 529, da parte , attraverso le SUB-DELEGHE conferite
agli avvocati (avv.Cardarelli, ..) dello studio legale Trevisan di viale Maino –Milano, risultano
una decina di fondi petroliferi nonché speculatori finanziari georgiani/ arzebajani di antica
origine tedesca (Vanguard, State Street, Northern Trust , Fidelity , Jp Morgan Trust, Black Rock
, Bnp Paribas Trust, Franklyn Templeton e il loro fondo immobiliare comune Black Stone, già
proprietario di quasi tutti gli outlet village in Italia e di oltre 1 MILIONE di mq di centri
logistici sempre in Italia), cd ariani o KAZARI o askenazita-kazari , indagati dal 15 Gennaio
2018 anche dalla Procura di New York e dallo Stato di New York per PROCURATO DISASTRO
AMBIENTALE e per avere fermato lo sviluppo dell’energia solare, hedge fund e come tali, unici
fondi al mondo autorizzati a compiere amorali , immorali, illegittime VENDITE ALLO
SCOPERTO (presa in prestito di titoli di società terze a loro insaputa per venderli al fine di
farne crollare la quotazione, per acquistarli a prezzi stracciati ad ogni programmato
settennale avvenuto crollo della borsa di Milano, da quando dal 1992/93, abolita purtroppo in
Italia la separazione bancaria tra banche di prestito e banche speculative a causa del decreto
legislativo n. 481 del 14 Dicembre 1992 firmato da Amato e Barucci, essi imperano , crolli
della borsa di Millano infatti avvenuti ogni circa sette anni 1994, 2001, 2008 , 2016, crolli che
hanno impoverito circa 20 milioni di piccoli azionisti italiani che hanno perso tutti i loro
risparmi ) definiti fondi speculatori anche dal D.M. del Tesoro n. 98/1999.
Trattasi di decreti già emessi , non disegni di legge, decreti che comprovano l’avvento in Italia
dal 1992/93 di questi fondi speculatori con sede legale nella City of London , proprietari della
City of London, e sede fiscale nel PARADISO FISCALE del Deleware come dimostrato dalla
Relazione della SEC (organo di vigilanza della borsa degli Stati Uniti , indipendente dal 2001).
Fondi speculatori che il sito governativo britannico beta.companieshouse.gov.uk ha
dimostrato che le società che essi controllano appartengono a TRUSHELFCO, DIKAPPA più un
numero delle sette famiglie kazare , georgiane /arzebajane di antica origine tedesca dei
Rothshild , J.P. Morgan, Warburg , Walker Bush, Rockfeller, Jeferson Clinton, Johnson,
convertiti all’ateismo nel 1820 per poter usufruire senza limiti e remore, con l’invenzione
della trivella, ancora del business del petrolio che era terminato in superficie nel 1400 dopo
Cristo in Georgia/Arzebajan decretando la fine dell’impero KAZARO (600 avanti Cristo -1400
dopo Cristo), un impero inspiegabilmente cancellato dagli inventori kazari delle tipografie, dai
libri storia occidentali, ma ben presente nei libri di storia dell’Armenia, dell’Ucraina.