Ho ascoltato ( e riascoltato, perché incredulo ) il recente messaggio di Padre Livio Faganza su Radio Maria.

Per lui, il Covid è un “progetto” elaborato da Satana in persona, che troverebbe la piena collaborazione dei grandi poteri finanziari e tecnologici del Mondo, con lo scopo di eliminare il Cristianesimo attraverso una sorta di dittatura sanitaria. La colpa dei Cristiani – la Madonna lo avrebbe confermato nei suoi recenti messaggi – sarebbe quella di aver smarrito le fede. Le elezioni americane, con la sconfitta di Trump, evidentemente ritenuto un “difensore della vera fede”, sarebbero un tassello di questo diabolico progetto.
Possiamo sorridere o piangere: personalmente sono indeciso. Fatto sta che un numero crescente di persone presta ascolto a queste tesi e si lascia convincere da queste suggestioni. Del resto, tutte le rilevazioni parlano di un aumento delle “sette religiose” anche nel campo cristiano. È un segno drammatico: il messaggio evangelico declinato in termini di “setta” e non di “lievito per il Mondo”. Si riempiono la bocca con l’evocazione della Croce, ma non ne scorgono la cifra del mistero dell’Incarnazione, con tutte le sue conseguenze, ivi compresa quella del pieno riconoscimento della dimensione umana – e dunque della Storia – nella sua peculiarità.
Mi chiedo cosa differenzi – sul piano concettuale – questi messaggi farneticanti di Radio Maria dalle teorie del fondamentalismo islamico. E non so rispondere.
Come cristiano e cattolico penso che dobbiamo ringraziare il Signore per il fatto che, proprio in questo tempo difficile, abbiamo il dono provvidenziale di Papa Francesco. Non a caso, Egli è al centro di un attacco senza precedenti da parte delle sette cattoliche integraliste, che trovano nelle Americhe il loro epicentro, ma che non mancano anche in Europa. Ma un Papa da solo non può reggere questa sfida. Ha bisogno di una più forte e consapevole comunità dei fedeli. Serve un risveglio nella Chiesa di base, che ancora purtroppo si fatica a vedere.
Come cittadino cristiano e cattolico, penso che sia necessario testimoniare con più forza i valori della laicità della politica, della scienza e della conoscenza, della responsabilità delle persone nella Storia. Ciò, anche, a tutela della funzione stessa della Chiesa.
Siamo di fronte ad una nuova fase della secolarizzazione. Le incognite del cambiamento epocale e la crisi dei modelli sociali ed economici ritenuti prima imperituri, riportano in campo il tema del “senso del religioso”. Ma questo rischia di avvenire travolgendo le conquiste della laicità e – in fin dei conti – della democrazia. Ciò esige dai credenti un surplus di maturità e di spirito comunitario. Ed esige dai credenti impegnati nella politica un surplus di “umanesimo democratico” e non di settarismo.
Anche su questo terreno si può rintracciare una missione per Insieme. Trovare la via giusta per “incarnare” i valori dell’umanesimo cristiano senza disconoscere la sfida evangelica della laicità, della responsabilità, della libertà e senza rinunciare a trovare sinergie con quanti, pur testimoni di altre ispirazioni culturali, intendono perseguire l’idea di una società più giusta e più aperta.
Lorenzo Dellai