Le “ Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi” varate dal Governo, e appena pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, prevedono, tra gli altri, degli interventi intitolati “ Rientro dei cervelli”. Appaiono subito come minori e tutti giocati esclusivamente sulla riduzione dell’imposta per coloro che, lavoratori dipendenti ed autonomi, decidessero di rientrare in Italia. E’ chiaro che il provvedimento deve essere studiato più approfonditamente, ma sorgono spontanee alcune domande. Quanti sono i dipendenti che possono decidere, loro, di tornarsene a lavorare a casa? Oppure, che abbandonano il lavoro all’estero per riprovare l’avventurosa ricerca in un paese che ha tra i più alti indici di disoccupazione? E per quanto riguarda gli autonomi, davvero al governo pensano che con questi pannicelli caldi si risponde alle motivazioni di gente che ha lasciato l’Italia per disperazione? Non è escluso che alcune decine, forse?,ne approfitteranno, ma ci vuole ben altro per recuperare i veri cervelli in fuga. Ricercatori brillantissimi  costretti ad andarsene perché non viene fatta pulizia nei concorsi pubblici dello Stato, nelle selezioni per le cattedre universitarie. Questo nostro patrimonio umano e professionale ci abbandona per alternative più convenienti, più onorate, apprezzate e  soddisfacenti. Non sarebbe il caso di partire dalla lotta alle baronie e alle cordate consolidate? Altrimenti, rientreranno sì i cervelli, ma soprattutto quelli da utilizzare…. in cucina con altre frattaglie, come coratella e trippa.

Approfondimento sulla complessità del fenomeno relativo al Veneto, da Il Sole 24 Ore ( CLICCA QUI)

Sulla questione, è intervenuto su Repubblica del 2 maggio 2019 anche Sergio Rizzo ( per la lettura integrale  CLICCA QUI ) che scrive, tra l’altro: “…. legittimo è il sospetto che possa favorire una platea ben più ampia dei giovani laureati in fuga” e fa l’esempio dell’allenatore del Chelsea, Antonio Conte, e di altri allenatori di calcio, anche non italiani. Pure per loro vi sarebbe l’abbattimento del carico fiscale al 30%…

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