“Il Programma Next Generation EU promette di concederci finalmente il respiro finanziario per costruire il Paese che abbiamo sempre affermato di desiderare, se solo avessimo potuto permettercelo” (Marco Mazxzucchelli, Corriere della Sera, 28 9 2020).

Sapendo, quindi, che una grande quantità di risorse finanziarie, il più importante Piano di ripresa e crescita dal secondo dopoguerra, affluirà, se non commetteremo errori gravi,  verso il nostro Paese, la più stringente delle necessità è elaborare a livello governativo con il supporto della Classe Dirigente un grande Progetto di Visione e di Scopo per il futuro che non si rassegni a somigliare al presente o peggio al passato; chi scrive ritiene che questo Progetto dovrebbe prevedere che le risorse vengano usate contestualmente sia per contribuire davvero a risolvere i problemi dell’emergenza sia per affrontare i costi delle iniziative\prospettive che si devono individuare con riguardo alle prossime generazioni; Obiettivo strategico di questa Visione: ottenere che chiunque, in Italia, abbia voglia e capacità di lavorare possa incontrare una offerta di lavoro compatibile con il proprio percorso di istruzione\formazione, possibilmente senza dovere emigrare rispetto alla propria regione di appartenenza; strumento strategico: l’esigenza prioritaria ed ineludibile di tendere ad eliminare la disparità tra Nord e Sud del Paese.

La condizione che i Paesi Europei si sarebbero esplicitamente scambiata, convinti che negli anni a venire la possibilità di creare prosperità dipenderà dalla qualità degli investimenti (Mauro Magatti), è che questi fondi vengano destinati in modo puntuale ad investimenti, vengano utilizzati sintonicamente con i progetti presentati nel rispetto delle indicazioni ricevute dalla Commissione Europea e  dei tempi previsti, producano in via di fatto i risultati previsti in sede progettuale. Entro il 15 Ottobre 2020 bisognerà presentare una sintetica progettazione, modelli di opere da realizzare, conformi a criteri che la Commissione Europea ha specificato.

Le domande per l’Italia sono sempre le stesse: capiremo, politicamente, l’importanza di questa nuova frontiera? Capiremo che oltre agli indispensabili soldi, servono idee, volontà coese della Società? Troveremo l’accordo nel Governo per fare ciò che si deve? Lo sapremo fare nei tempi e nei modi necessari? Sapendo che le difficoltà non provengono dalle idee, ma dalla traduzione delle idee in azioni concrete, che questa dipende dalla qualità delle Istituzioni; che “chi si prepara ad essere oggi forza di Governo e di durare, deve interrogarsi non solo sulle cose da fare, ma anche su chi siano i soggetti che si devono mobilitare per farle e su come ispirarli,  …….In una società matura, che cresce meno, ciò che ha un peso più rilevante è come le risorse si distribuiscono, la sensazione che chi governa lo faccia per l’interesse collettivo e per la qualità del progresso economico” (Lucrezia Reichlin, Crescere è una questione di Regole, in Corriere della Sera, 15 Agosto 2020). Se nelle scelte non avranno grande rilievo le esigenze delle giovani generazioni, (Scuola, Università, Accesso al mondo del lavoro), il Paese dimostrerà di rinunciare a determinare il proprio Futuro. Infatti, più le competenze sono diffuse, più la Società diviene equilibrata e giusta.

Nelle pieghe degli interventi nel dibattito sul tema si possono cogliere, da parte di chi ha l’autorevolezza per suscitare dubbi, alcuni ammonimenti: dobbiamo tentare di evitare i soliti errori, dobbiamo dimostrare che la nostra capacità esecutiva è migliorata, dobbiamo cercare di non perdere questa importante possibilità; dobbiamo ricordare di dover fare, non provare.

Le recenti esperienze suggeriscono che sul tema l’attenzione debba essere focalizzata ed i precedenti evidenziati dalla Ragioneria Generale dello Stato, riportati il 22 Settembre dal Sole 24 Ore e citati da Roberto Pertile su Politica Insieme del 28 Settembre lo confermano: non sono ancora spesi 54 miliardi di € dei Fondi Strutturali 2014\2020. Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell’Economia andrebbe attribuito il ruolo di coordinamento dell’intero progetto finalizzato a “rendere strutturalmente più competitivo il sistema produttivo” del Paese: la sola disponibilità delle risorse finanziarie, ancorché ingenti, non sarà elemento sufficiente; servono 5 E: Etica, Efficacia, Efficienza, Economicità, Eccellenza..

Si deve partire dal presupposto che il Futuro stia per arrivare con il suo portato di nuove modalità di sviluppo, ma anche con la possibile esasperazione delle iniquità nel mondo del lavoro; si potrebbe partire anche dalla considerazione che sia la Speranza, non sciasciana, la motivazione più alta dell’interesse;

Si deve agire nell’ottica di trasformare il dramma europeo ed italiano determinato dall’emergenza sanitaria, in una opportunità irripetibile di operare il cambiamento in meglio (da una riflessione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella).

L’ambizione più alta della Buona Politica dovrebbe, infatti, consistere nell’orientare il corso degli eventi ad un canone di Valori e Principi e Scopi assunti e condivisi consapevolmente, in funzione del conseguimento del Bene Comune, attraverso Visione, Progetti, Indirizzi programmatici, Criteri operativi, Execution.

Cercasi Buona politica che sia capace ed abbia voglia di coniugare l’attenzione al sociale con i Valori (da chi scrive sempre richiamati), Libertà, Pace, Giustizia, Persona, Democrazia liberale\sociale rappresentativa sostanziale, Famiglia, Solidarietà, Sussidiarietà, valorizzazione dell’Ambiente (come suggerito dalla Laudato sii), contrasto alla povertà ed alle ingiustizie, ripristino dell’ascensore sociale (spunto da una riflessione di Giancarlo Infante,  di Politica insieme). Il Bene Comune è la dimensione etica delle Comunità ed è previsto che rappresenti la finalità dell’azione pubblica.

Dovrebbesi  rifuggire da tatticismi, retorica, tendenza all’occupazione di spazi sulla base di sondaggi, da mera collocazione astratta e dedicarsi ad adempiere ai compiti di scelta ed indirizzo.

Chi scrive ritiene condivisibile il parere di Yuval N.Harari.  il quale nell’ultima edizione del suo libro “21 Lezioni per il XXI°” Secolo scrive: “La sfida posta dal Covid 19 deve spingere l’umanità a chiudere i confini tra i virus e l’uomo, non tra le Nazioni, a scegliere la solidarietà globale, non il nazionalismo isolazionista, ad ascoltare leader che vogliono unire i propri popoli, non dividerli. In breve, deve aprirci e non chiuderci in noi stessi, emancipare i cittadini anziché rafforzare il controllo totalitario”. Terribile la notizia che due sole grandi Company digitali fatturino, a fine Luglio 2020, 44 miliardi di dollari in ragione di ora.

Cercasi”Modello di Sviluppo”, in relazione al quale sembra regnare grande incertezza: i decisori potranno ancora ispirarsi al precedente modello basato su Keynes e Finanza? Dovrebbero rifarsi alla cifra distintiva del dopoguerra basata su crescita economica generata da una diffusa imprenditorialità e distribuzione sociale della ricchezza, ispirata dalla rinnovata Dottrina Sociale della Chiesa teorizzata da Pio XI, (Osservare, Giudicare, Intervenire) Giovanni XXIII e Paolo VI°, pensiero organico sulla vita sociale degli uomini  Tornare ad una vera Economia Sociale di Mercato? (da una riflessione di Antonio Piraino su Politica Insieme.it)  Solo dopo una scelta al riguardo, ci si potrà avventurare a riflettere su Visione, Progetti, Azioni.

Cercansi, successivamente, idee sulle quali dibattere e confrontarsi pubblicamente, sapendo che fin’ora IDEE ne sono state esplicitate, pubblicamente, forse anche troppe

Secondo Antonio Polito (citato), purtroppo però, “non si vede ancora neanche un abbozzo di quel grande dibattito nazionale che dovrebbe portarci a scegliere come utilizzare somme paragonabili solo al piano Marshall per la ricostruzione post bellica”. ”Il Paese ha bisogno di avvertire fermezza di intenti, unità nella direzione di marcia, l’autorevolezza di una guida che non è (e mai dovrebbe essere, nota di chi scrive) un uomo solo al comando.

Qualunque esercizio di ricerca di “Modello di Sviluppo”, di Idee, di Visione, di Scopi, di Progetti, di Piani non può prescindere dalla conoscenza dei Punti di forza del Paese, che si possono così descrivere:  Un settore privato molto forte (a fine 2019 la ricchezza immobiliare, monetaria e finanziaria delle famiglie italiane ammontava a circa 9.500 miliardi di euro, cioè più di otto volte il loro reddito imponibile), con un indebitamento delle famiglie basso che si contrappone ad un debito pubblico elevato; una manifattura competitiva a livello internazionale e fortissima a livello europeo (alla fine dell’anno 2019, il debito delle imprese era pari al 68% del Prodotto Interno Lordo contro un 108% delle aziende dell’area dell’Euro); un saldo positivo della bilancia dei pagamenti, una posizione patrimoniale estera in pareggio; per ultimo, da una ripresa dell’incremento del Prodotto Interno Lordo italiano negli ultimi 3 mesi, secondo ISTAT.  Da qui bisogna partire!

“NOI”, uomini e donne di buona volontà e di retto sentire, orientati al ben essere, dobbiamo essere non rassegnati ma creativi, prendendo a base le nostre convinzioni profonde ed i nostri Valori ed ideali, cristianamente orientati; dobbiamo immaginare, pensare, contribuire a realizzare; dobbiamo concentrarci sul mondo che vorremmo; poichè chi scrive non pensa che manchino le idee, pensa invece che chi può debba proporre, ovunque possibile, discussioni sulle idee, fondate sul disinteresse personale (per non chiamarlo Bene Comune); debba contribuire ed esporre le eventuali belle idee che ha elaborato, facendole circolare; queste Idee dovrebbero incontrarsi\scontrarsi con le idee e le abilità degli altri e diventare Azione; ove non si tentasse in ogni modalità possibile, non si avrebbe, poi, alcuna ragione per rampognare e lamentarsi della piega che prenderanno gli avvenimenti.

La prima proposta che è stata presentata la ha esposta Papa Francesco, che sembra essere uno dei pochissimi statisti ed economisti con una visione globale e con delle idee concrete per le sfide future relative all’economia e agli assetti socioeconomici;  Circa la povertà, le ingiustizie e l’emarginazione ha affermato: «Si tratta di problemi risolvibili e non di mancanza di risorse. Non esiste un determinismo che ci condanni all’iniquità universale. Se esiste la povertà estrema in mezzo alla ricchezza – a sua volta estrema – è perché abbiamo permesso che il divario si ampliasse fino a diventare il più grande della storia». I dati gli danno ragione: le cinquanta persone più ricche del mondo hanno un patrimonio equivalente a 1.872 miliardi di euro! “il dominio assoluto della finanza non ha futuro, potrà solo generare nuove crisi. L’idea di fondo è quella di una economia “rigenerativa” e “distributiva”; piccole azioni che possano contribuire a generare grandi cambiamenti”; nel dettaglio “macro” e non piccolo, sostituire le spese destinate alla costruzione di armi ed armamenti in spese per la solidarietà.

Per Romano Prodi (Le riforme per la crescita, La Repubblica, 24 Luglio 2020) “l’unico rimedio si chiama crescita; con un impulso immediato nella costruzione o ricostruzione delle reti infrastrutturali: dalle strade alle ferrovie, dall’internet alle reti sanitarie e scolastiche per terminare impostando una politica ambientale a livello nazionale;

Per Giampero Cardillo, “Ambiente, Energia, Intelligenza Artificiale, Difesa, Reti, Spazio potrebbero essere i Grandissimi Progetti nei quali evolverà l’Unione Europea, Progetti di lunghissimo periodo ai quali magari non aderiranno tutti i consociati dell’Unione” (Servire l’Italia).

Per Carlo Cottarelli, “in questo clima di incertezza, è necessario rilanciare gli investimenti, con classiche politiche Keynesiane; sarebbe intanto importantissimo sbloccare i 70 miliardi di euro di opere pubbliche già finanziate ((Corriere della Sera, 3 Giugno 2020).

Le proposte di Pietro Massimo Busetta: il completamento del Corridoio 8 Trapani\Berlino, arrivando fino al Porto di Augusta, realizzando le due infrastrutture mancanti, il Ponte sullo Stretto di Messina e la perimetrale siciliana dell’Alta Velocità e capacità; l’altro versante è l’immediato pagamento di tutti i debiti delle Pubbliche Amministrazioni ai creditori privati per realizzare, con questo provvedimento, una immediata iniezioni di liquidità verso un contesto che di liquidatà ha, oggi più che mai, estremo bisogno.

Per Mario Draghi, il concetto nodale del suo discorso tenuto il 18 Agosto 2020 al Meeting di Rimini, organizzato da Comunione e Liberazione è di non addossare ai Giovani under 30 il costo della Pandemia dell’anno 2020; il primo suggerimento che deriva da questa premessa consiste nel privilegiare il debito per investimenti in formazione ed infrastrutture (debito buono) per conseguire una crescita che non umili l’Uomo e rispetti l’Ambiente, che non trascuri un sistema sanitario preparato, rispetto alla spesa corrente senza Visione per gestire consenso (debito cattivo); adesso, “è urgente un massiccio investimento di intelligenza e risorse finanziarie sull’istruzione e sui Giovani”; “il debito creato è senza precedenti  e dovrà essere ripagato da loro; bisogna dare loro gli strumenti per farlo e per vivere in una Società migliore della nostra; privare i Giovani del Futuro è una delle più grandi forme di diseguaglianza che si possano creare.” “Voglio darVi un messaggio di natura etica per affrontare le sfide che ci pone la ricostruzione del Paese ed insieme affermare i Valori e gli Obiettivi su cui vogliamo ricostruire la nostra Società, le nostre Economie in Italia ed in Europa.” “Il riconoscimento di un ruolo che un bilancio europeo può avere per stabilizzare le nostre economie, l’inizio di emessioni di debito comune, possono diventare il principio di un disegno che porterà al Ministero del Tesoro comunitario”. I grandi Leader del passato (De Gasperi,uno per tutti) sono stati quelli capaci di iniziare una riflessione sul Futuro ben prima che la guerra finisse: il Futuro si progetta in corsa.

Poi, indispensabile dar conto delle oltre 150 proposte della Commissione Colao, pur constatando che hanno avuto, fino alla data della redazione delle presenti note, ben poco risalto in termini fattuali.

Il Segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, accompagnato dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha presentato il 5 Settembre, a Roma, i sette grandi Cantieri strategici per rilanciare la rinascita per l’Italia sfruttando le risorse del “Next Generation EU”: Un Paese che produce, un Paese che sa; un Paese che si unisce, un Paese che è il suo ambiente, un Paese per i Giovani, un Paese che si prende cura, un Paese che amministra.”

L’idea di chi scrive: la chiave per lo sviluppo del futuro che sarà dovrà consistere nel creare nuove tecnologie (la piattaforma europea per il 5G proposta dall’Italia e realizzata con la collaborazione dei Paesi europei che ritengano conveniente partecipare), nell’inventare soluzioni inedite (un Centro sanitario di eccellenza per ogni Regione, utilizzando a modello il meglio dell’esistente in tema di attrezzature, protocolli, Dirigenti, trattamento economico e premialità in base a risultati misurabili da Organi Indipendenti), il Consorzio dei Porti, sviluppare un approccio creativo in tutti i campi della conoscenza, coniugare bellezza e conoscenza, coniugare Visione, consapevolezza, ambizione, tornare a guardare il mondo quale palcoscenico nel quale collocare le nostre azioni.

La conseguente proposta: Definire un grande Piano di intervento economico\sociale che costituisca una concreta e tempestiva risposta a sostegno delle imprese e della classe lavorativa; prevedere un Grande Progetto infrastrutturale, pesante o pensante (il 5G Europeo) per ciascuna delle Regioni, con prioritaria attenzione alle Regioni in deficit di stock infrastrutturale;  fra le soluzioni che si ritiene essere adeguate per contrastare gli effetti della presente pandemia globale, la realizzazione delle infrastrutture è quella che, in forma anticiclica, è la più efficace (e diffusiva) anche per i settori verso cui può essere facilitativa e/o risolutiva (da una riflessione di Saro Terranova dell’8 Luglio 2020); per Europa, Italia, Sicilia e Calabria potrebbe essere opportuno identificare questo progetto con la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, “madre di tutte le battaglie” (Pasquale Hamel) ed il prolungamento dell’Alta Velocità ed Alta Capacità ferroviaria fino a raggiungere Palermo ed il Porto di Augusta, come sembrava, alla data 8 Luglio 2020, voler fare il Governo, salvo poi trascinarsi tra tentennamenti, Commissioni, esplicazione di alternative; opera utile alla Calabria, alla Sicilia, all’Italia e fondamentale per l’Europa in quanto completamento del corridoio europeo 8 Trapani\Berlino (per dimostrare l’assunto basti ricordare che Messina è il primo sistema portuale per passeggeri italiano con 11 milioni di paganti all’anno a fronte di un servizio che registra ed impone per parecchi mesi all’anno attese che superano anche le quattro ore, realizzato tramite molto inquinanti traghetti), creare un sistema di hub portuali utilizzando molto dell’esistente e mettendolo a sistema; cercare di far superare al Mezzogiorno d’Italia la propria arretratezza attraverso una rivoluzione culturale, nell’interesse dell’intero Paese,  promuovere la legalità a tutti i livelli; rispettare i Cinque pilastri della competitività: sviluppo del capitale umano, ricerca ed innovazione applicata, soprattutto digitale, internazionalizzazione, liberalizzazione e semplificazione burocratica, ridimensionamento del costo di funzionamento della Pubblica Amministrazione, realizzazione delle infrastrutture; far partire immediatamente, tramite procedure accelerate e snellite, tutte le opere già finanziate, prevedendo severi ed efficaci controlli ex post. poi, guardare alle scelte intelligenti e positive realizzate dai Governi dei Paesi Europei.

In tema di Ponte sullo Stretto di Messina, importanti le affermazioni di Giovanni Mollica, in due interviste rilasciate a Giovanni Pepi per il Blog “Se è così”. “L’Europa ha sempre giudicato utilissimo l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina; al riguardo esiste una chiarissima delibera, la 1-636\83, secondo la quale “sarebbe utile all’economia ed allo sviluppo delle Regioni interessate”. Secondo il Trattato sul funzionamento dell’Unione, la decisione sui progetti specifici resta di competenza degli Stati membri: la conclusione di questo Tecnico\Studioso è che è l’Italia non volere la realizzazione del Ponte.

Nella sua ultima, in ordine di tempo, intervista, Giovanni Mollica ribadisce il suo assunto, analizza i punti fondamentali della questione ed afferma che ”la realizzazione del Ponte sullo Stretto e la conseguente prevedibile maggiore competitività degli scali del Sud d’Italia avrebbero potuto accentuare le difficoltà del colossale sistema logistico nordeuropeo; c’è da aggiungere la tumultuosa crescita demografica ed economica dell’Africa che dista solo 140 Kilometri dalla Sicilia; tutto questo ha fatto capire a Berlino e Parigi prima che a Roma, che il nostro Mezzogiorno è strategico e che la Sicilia è la potenziale arma in più nella competizione tra i tre Continenti che si affacciano nel Mediterraneo”. La Cancelliera Angela Merkel guarda al Sud dell’Italia con l’interesse che le deriva dal cercare di intelligere per interesse il futuro euro mediterraneo nell’arco dei prossimi trent’anni..

Aurelio Misiti, Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti nell’anno 2011 e Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dall’anno 1994 all’anno 2003, ritiene che “il collegamento stabile tra la Sicilia ed il Continente Europa è divenuto indispensabile per la realizzazione dell’Alta Velocità\Capacità ferroviaria nel Sud Italia, lungo il Corridoio Berlino Malta. Questo collegamento sembra interessare più la Germania e l’Europa che non l’Italia, dove troviamo oppositori ideologici ed economici al Ponte. La Sicilia, che ha le dimensioni di una nazione media europea, diventerebbe, insieme al Mezzogiorno, il centro economico e politico del Mediterraneo, perché da lì passerebbe la merce orientale che si dirige nelle zone ricche del mondo. Ilraddoppio del Canale di Suez e la crisi sanitaria hanno fatto comprendere all’Europa l’importanza del ruolo dell’Italia nel Mediterraneo”.

Incoraggianti al riguardo il pensiero e le parole dell’attuale Ministro per le Politiche, Giuseppe Provenzano, il quale in una intervista rilasciata il 11 Agosto 2020 dichiara: “Con la fiscalità di vantaggio recentemente approvata, con gli investimenti in Scuola, Salute, Infrastrutture, Digitalizzazione, Ricerca e sostenibilità già previsti nel Piano Sud 2030 (che il Governo ha varato all’inizio dell’anno 2020: Sviluppo e coesione per l’Italia per far fronte ai tradizionali deficit che il Mezzogiorno evidenzia, la produttività, la conoscenza, la disoccupazione con i suoi cinque obiettivi strategici e forte della dotazione di ben 123 miliardi di euro e con la scuola come priorità, seguita da economia circolare, approntamenti infrastrutturali e grandi manutenzioni, occupazione femminile,  riqualificazione delle aree interne)  ed ancor più con le opportunità che ci offre il Piano Next Generatio EU , con l’Europa che invita a rafforzare la coesione territoriale, c’è un Governo che vuole invertire la rotta e risolvere il nodo del Sud nella ripartenza dell’Italia intera” .

Molto dei fondi che saranno disponibili dovranno essere utilizzati, a parere di chi scrive,  per ambiziosi innovativi investimenti di ristrutturazione dei vari comparti produttivi nei settori trainanti: educazione\istruzione\ricerca (recuperare il senso della missione educatrice, rafforzare la figura del docente, suggerire il ruolo sociale del sistema scolastico come motore dell’ascensore sociale), welfare, infrastrutture pesanti, digitalizzazione, infrastrutture digitali, agricoltura sostenibile ed energie rinnovabili, il tutto realizzato prendendo ad esempio virtuoso il Metodo Genova; perché questo accada realmente servirebbe la costituzione di una Cabina di Regia che segua la realizzazione delle Opere con il requisito della rendicontazione mensile al Governo e vigili affinché il cosiddetto reshorting favorisca le Regioni con minore percentuali di occupati rispetto agli abitanti; il resto dei contesti economici da queste ripartenze trarrebbe successivamente effetti positivi indotti.

Ove, invece, malauguratamente, si decidesse di utilizzare anche questi fondi in una distribuzione di sussidi a pioggia, per il Paese e la sua macchina produttiva non ci sarebbe per molto del prossimo periodo,  “futuro”.

La parola chiave caratterizzante questo Progetto e le sue idee progettuali dovrebbe essere “Innovazione”.  Il circolo virtuoso dovrebbe essere composto da cinque anelli: più concorrenza, maggiore produttività, prezzi più bassi, rilancio dei consumi (moderno indicatore del miglioramento della Qualità della Vita), ancorché in ambito di sobrietà, nuovi posti di lavoro.

Per la realizzazione di questi Progetti, non servono, però, in considerazione della gravità del momento presente, gradualità, piccoli passi, sperimentazione continua: serve una terapia d’urto, costituita da una norma snella, dotata di autonoma provvista finanziaria, che abroghi esplicitamente le norme incompatibili con le sue disposizioni, che non rimandi ad altri provvedimenti di successiva emanazione, che contenga al suo interno tutti i provvedimenti che si vogliono contestualmente adottare per arrivare all’execution.

Il poco tempo disponibile per le decisioni relative all’execution, prima che il contesto economico\sociale si deteriori irreversibilmente, impone “decisioni vere e realizzabili” che riguardano il “con chi”, il “come”, “con quali quattrini”, “in che tempi”, (Riccardo Ruggeri).

Per Marco Tronchetti Probvera, “l’execution è il primo fattore di credibilità di un Paese, da cui dipende la sua capacità di attrarre investimenti.”

“C’è bisogno che ognuno (dei componenti del ceto politico, N.d.R.) compresi i Popolari di ispirazione cristiana, faccia la sua parte, rinunciando alle tattiche, alla ricerca del consenso immediato, alle polemiche utili solo a motivare le opposte tifoserie.” “Si tratta del futuro dell’Italia, dell’avvenire dei nostri figli” (Silvio Berlusconi). “L’Economia senza Etica è diseconomia” (Don Luigi Sturzo).

Quale il ruolo fattivo e concreto degli “Stati Generali dell’Economia” in questo quadro? Al 15\10\2020 l’ardua sentenza.

Stante tutto quanto sopra, necessita che la Buona Politica si determini, nei ristretti tempi necessari,  a proporre ed ad approvare le riforme ed i Progetti nazionali, coerenti con la strategia europea che le risorse stanziate per l’Italia da ”Next Generation EU” dovrebbero sostenere, senza mai partire dall’idea che “tutto possa tornare come prima”. Concretano Buona Politica le azioni che vadano nella direzione del Bene Comune, inteso come ripristino dell’ascensore sociale, come pieno impiego, come maggiore produttività e conseguenti retribuzioni più alte come welfare più equo, come maggiore sicurezza personale, come restringimento della fascia della povertà, come compressione delle ingiustizie quali fini, come sussidiarietà e solidarietà, quali strumenti. Se cresce la Produttività, cresce il Paese, perché la Produttività è l’indicatore di efficienza che si riferisce al sistema delle regole, all’impatto della burocrazia, all’efficienza del sistema Giustizia, all’approntamento delle infrastrutture ed al relativo impatto dell’azione dei Pubblici Poteri.

Chi scrive si permette, nel frattempo, con umiltà, di ricordare un brocardo al bravo Presiedente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte: “L’essenza del comando: prevedere, scegliere, coordinare, motivare, finalizzare, controllare, ottenere”. Questa si ritiene che sia la sostanza del compito che lo attende. Tra il dire ed il fare c’è soltanto il decidere.

Ora tocca all’Italia crearsi un “centro vitale” nazionale che aiuti il Paese a ricostruirsi in modo efficiente e coerente, superando gli intervalli temporali intercorrenti tra le due legislature alle quali toccherà vivere il tempo indis indispensabile per la realizzazione dei Programmi, contribuendo nello stesso tempo a rafforzare l’Unione Europea; ed ora tocca all’Europa darsi un “centro vitale” europeo per consentire all’Unione per approdare nel suo porto naturale e difendersi dai suoi nemici interni.

Poiché, adesso, come infra scritto, alla fine la montagna ha partorito l’elefante, dovremmo porci l’obiettivo, ognuno nel compimento dei doveri del proprio stato, di contribuire a cambiare in meglio l’Italia, agendo in ottica di Bene Comune ed in spirito di assoluto disinteresse personale, anche per potere lasciare ai posteri il ricordo di ciò che ha fatto la generazione che ha resistito e superato la Pandemia globale dell’anno 2020.

Un movimento, cristianamente ispirato, quale Politica Insieme, che si prepara a costituirsi in Partito, che voglia rifarsi ad Etica, Cultura, Visione, Radici, Valori, Progetti, Innovazione funzionale e Scopi, quale infra più volte auspicato, dovrebbe abbeverarsi a questa fonte cercando di contribuire a colmare l’attuale vuoto in termini propositivi e acquisendo consenso per effetto di intuizioni e contributo a realizzazioni di successo.

La Storia, oltreché leggerla, bisogna contribuire a scriverla.

Ricordare sempre che Cristianesimo è decisione.

La Preghiera del Decisore: “Signore, dammi la capacità di cambiare ciò che é possibile cambiare in meglio, dammi la forza di sopportare ciò che non é possibile cambiare in meglio e dammi l’intelligenza per capire la differenza”.

Massimo Maniscalco

 

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