Premessa
Nelle elezioni regionali che hanno riguardato Puglia, Campania e Veneto il risultato della Puglia va considerato tenendo presente che la dimensione quantitativa del distacco dal candidato di centro-destra è dipesa essenzialmente da una lettura della società diversa da quelle fatte sia della maggioranza, sia dal cosiddetto campo largo.
La lettura troppo ristretta della società
Mentre la lettura governativa è basata sulla illusione finanziaria, quella del campo largo è troppo ristretta perché legata solo all’elettorato tradizionalmente di sinistra ed ha sempre ritenuto sufficiente il richiamo ai principi generali, trascurando il “che fare “ e il “come fare “.
La conseguente incapacità a proporre soluzioni realistiche, praticabili e fattibili ha determinato l’allontanamento dal centro-sinistra di una parte non trascurabile dell’elettorato. Pertanto, venuta meno la possibilità di regolare e rendere possibile la coesistenza degli apprezzamenti utilitari antagonistici di maggioranza e minoranza, il campo largo è stato condannato al ruolo di una minoranza recalcitrante che non riesce a diventare maggioranza.
Il “fare politica insieme alle persone”
Con il “fare politica insieme alle persone “ Antonio De Caro, essendo un ingegnere “ prestato” alla politica, ha ritenuto dover provare a fare la differenza per risolvere il problema di legittimazione e di consensi del campo largo e consentirgli di diventare maggioranza. In effetti, è proprio la sua cultura da ingegnere che gli ha consentito di tradurre con il modello “fare politica insieme alle persone“ la caratteristica dei bisogni della collettività che sorgono per il fatto della convivenza sociale e, non essendo omogenei, sono rappresentati non da una somma aritmetica ma algebrica. Cioè del bisogno positivo che sentono alcuni che un certo servizio sia prodotto e del bisogno negativo che sentono altri che quel servizio non sia prodotto o lo sia in misura minore.
Tuttavia, la necessita di restare vicino alle persone esige la conciliazione dei contrasti d’interessi, fisiologici perché determinati dalla convivenza sociale. Antonio De Caro vi provvede attraverso la mediazione compositiva della riforma costituzionale del 2012 che ha sostituito la vecchia Pubblica amministrazione “per procedure” con la nuova “per risultati”.
Se la diversità di apprezzamenti antagonistici, per origine politica e territoriale, tra gli 8000 sindaci è la maggiore esistente, va rilevato che la mediazione compositiva scelta dal Presidente Nazionale Anci del tempo, appunto Antonio De Caro, ha consentito la conciliazione dei diversi apprezzamenti per provvedere alla determinazione del bisogno collettivo che si intendeva soddisfare a seguito dell’evoluzione normativa.
Trattasi dell’approvazione unanime dalle Assemblee ANCI di Parma (2021) e di Bergamo (2022), della proiezione sul territorio della “Qualità delle istituzioni locali “ non ricorrendo alla spesa storica (più spendi più ottieni ) ma alla capacità dei comuni di realizzare il nuovo buon andamento della Pubblica amministrazione locale: osservanza della legge, equilibrio di bilancio e concorso alla stabilità del Debito pubblico. Peraltro riconosciuta anche dalla Corte dei Conti (cfr. Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica Corte dei conti 2021 Sezioni riunite).
Se questa decisione unanime seppellisce per sempre lo storico apprezzamento antagonistico tra i Comuni del Nord “Virtuosi” e quelli del Sud “Spreconi”, il ricorso a detta mediazione compositiva consente di conciliare anche un altro storico apprezzamento antagonistico: quello trai comuni ricchi e quelli poveri. Mi riferisco al Fondo di solidarietà comunale ANCI, alimentato con una quota del gettito IMU di spettanza dei comuni stessi e basato su criteri di riparto perequativo a vantaggio dei Comuni meno dotati. Detti criteri verranno applicati al 68% delle risorse disponibili nel 2026 e al 100%nel 203
Il vantaggio competitivo del “fare politica insieme alle persone “
Detto vantaggio competitivo consente di formulare risposte realistiche, praticabili e fattibili ai tre interrogativi che contraddistinguono la nostra società. In particolare
1) Sanita Pubblica: la coraggiosa innovazione del Patto della Salute: 2013/2015, impostata, dal Ministro della Salute protempore Renato Balduzzi, rende necessario ripensare l’intero sistema della governance della Sanità, a seguito della ridefinizione di regole e competenze istituzionali di Stato e Regioni, determinato dalla riforma costituzionale del 2012.
2) Citta metropolitane : viene individuato il criterio di oggettiva virtuosità finanziaria necessario per elaborare correttamente il piano strategico che abilita le Città metropolitane ad assumere ,con 10 anni di ritardo, il ruolo di motore dello sviluppo sostenibile.
3 ) Sette regioni private di Citta metropolitana da un’ asimmetria del PNRR
A queste regioni (Marche, Umbria, Abruzzi, Molise ,Basilicata, Regione Trentino Alto Adige ) viene risolto il problema dell’interrelazione in base ad un oggettivo criterio di virtuosità finanziaria tra il capoluogo regionale e gli altri livelli di governo locale presenti sul territorio (Amministrazioni Provinciali ed Unioni di comuni.
Chi paga?
Il costo di questa riqualificazione del sistema delle autonomie locali non graverà sul bilancio della regione o degli altri livelli di governo locale, o su quelli dello Stato e della UE, peraltro privi di risorse disponibili, ma sui fondi PNRR a debito UE contratti con un costo particolarmente basso, rispetto a quello che l’Italia avrebbe ottenuto da sola.
Per quanto riguarda chi controlla, poiché l’evoluzione normativa non consente più i soliti discorsi “omnicomprensivi” e pertanto velleitari, di quanto proposto e stata effettuata la verifica empirica che ha dato risultato positivo
Conclusioni
In conclusione, la clamorosa vittoria elettorale di Antonio De Caro si giustifica con il vantaggio competitivo del suo modello “fare politica insieme alle persone “ che concilia gli inevitabili contrasti d’interesse dei bisogni collettivi ricorrendo alla mediazione compositiva della nuova P.A. “per risultati”, voluta da tutti i partiti in adempimento della riforma costituzionale del 2012. Questo vantaggio competitivo consente di formulare la risposta realistica, praticabile e fattibile ai tre interrogativi della nostra società.
Di qui il merito di essere riuscito ,evitando i tempi incontrollabili di nuovi provvedimenti di legge, ad eliminare il disallineamento tra le “politiche necessarie” per il Paese “. Cosa che non sempre coincide con i “tempi della politica“.
Antonio Troisi