Le riforme elettorali devono sempre essere viste nell’ottica dello spirito della Costituzione Repubblicana, mai in modo difforme, altrimenti si rischia di formare uno Stato diverso da quello che conosciamo.

Ho avuto modo di contribuire sul tema al dibattito interno di Politica insieme ed in quella sede ho esposto le mie ragioni sulla non condivisione del taglio del numero dei parlamentari.

La Costituzione racchiude insieme le funzioni legislative, ed esecutive, oltre alla funzione giurisdizionale.

Modificare le funzioni anche nel rapporto numerico e di durata  significa in modo palese, che vengono modificati i rapporti con l’elettorato.

Non è possibile prendere a modello altre situazioni parlamentari di altri Stati per trasferirli nel nostro Paese, perché la storia di ogni Paese è differente, l’applicazione della democrazia è differente ed è sempre al di fuori dello spazio e del tempo. In definitiva gli usi e le consuetudini di un paese non sono esportabili in un altro paese, proprio per la diversità della storia e degli usi e consuetudini.

Ciò dimostra in modo inconfutabile, che non è possibile copiare il modello Usa, o il modello francese o di altri Paesi, perché la storia di ogni Paese è diversa. Bisogna che si rendano conto tutti i proponenti di ogni variazione delle leggi nel Paese.

Mi sono soffermato ancora in quel mio contributo sul fatto che lo spirito di solidarietà e di tutela della dignità della persona, deve essere rispettato in tutte le leggi proprio per la universalità delle leggi e del rispetto della costituzione che è fonte del diritto.

La diminuzione dei parlamentari, non facilita affatto il rapporto tra elettori ed eletti, anzi li allontana, poiché rende più ampio il rapporto degli eletti nei confronti degli stessi elettori.

A mio modo sono contrario ad una riforma  di questo tipo, che ha il solo scopo di svuotare di significato il parlamento e rafforzare l’esecutivo.

La legge elettorale, va fatta su base proporzionale, al fine di tutelare e garantire la rappresentanza a tutti le classi sociali, perché il sistema maggioritario ha prodotto solo una confusione ed una superficialità che ha generato solo disfunzione dello Stato.

La  riforma costituzionale del taglio dei parlamentari prevede una diminuzione dei parlamentari così suddivisa:

Camera dei Deputati passerebbe da 600 a 400 parlamentari, il Senato passerebbe da 315 a 200 oltre i 5 nominati, la base elettorale passerebbe da 1/64  mila abitanti a 1/101 mila abitanti. Il risparmio economico  calcolato  dal M5S è stato smentito da Cottarelli, il quale ha calcolato che a fronte del risparmio  previsto dei Grillini di 500 milioni, si risparmierebbe solo 285  milioni per la legislatura, ossia lo 0,007% della spesa pubblica.

E’ di tutta evidenza che la vera motivazione non è il risparmio ma solo rendere inefficaci le Camere in modo da renderle più controllabili e gestibili.

Se poi calcoliamo la rappresentanza politica vigente ad esempio alla Sicilia andrebbe dagli 85 parlamentari a 54, con la perdita di 31 rappresentanti degli elettori, ed inoltre anziché  avere un miglioramento del rapporto con gli elettori, si creerebbe un maggiore distacco tra elettori ed eletti dovuto al maggior numero degli elettori assegnati al candidato. Insomma la riforma costituzionale così  come proposta non è accettabile.

Alcuni amici, contestano il referendum per il semplice fatto che fa spendere soldi, ma il referendum che è previsto dalla costituzione è una garanzia della democrazia, quindi pensare di eliminare anche il referendum è solo fuorviante.

In definitiva per la salvaguardia della Costituzione Repubblicana, la democrazia e lo Stato di diritto, a mio avviso si deve essere fermamente convinti di votare e fare votare NO  al Referendum Costituzionale, perché le riforme così fatte servono solo per altri scopi e non per il bene comune.

Domenico Cutrona