Per la prima volta nella sua vita la nostra generazione ha la netta sensazione, anzi la certezza, di vivere in un momento storico, in un momento cioè che anche tra centinaia di anni verrà ricordato con le sue specificità.

L’emergenza sanitaria causata dal corona virus (che si aggiunge ad altre malattie quali la malaria,l’AIDS,la tubercolosi ecc. presenti in forma endemica in molte regioni del mondo)si sovrappone all’emergenza ambientale causata da un modello di sviluppo”inquinato” e incontrollato a fronte di risorse finite e non rinnovabili.

La conseguenza di queste due emergenze  sta conducendo  ad una crisi economica, in particolar modo nel mondo democratico occidentale, di dimensioni inimmaginabili fino a pochi mesi fa e di certo superiore a quelle delle  più recenti crisi economiche e finanziarie , ad esempio quella del 2008.

Questa è la tragica realtà che ci sta davanti, sia per la misura della crisi stessa, sia per l’incertezza dei rimedi da mettere in atto: quanto succede travalica le nostre abituali esperienze.

Le problematiche ambientale da sole fino ad oggi hanno portato a conseguenze importanti ma non catastrofiche ; si trattava solo di sopportare qualche estate più calda o qualche tornado in più .

Oggi i problemi ambientali congiunti con i problemi sanitari hanno portato ad innalzare di almeno un ordine di grandezza le possibili conseguenze  e possono provocare milioni di morti.

La pandemia del corona virus ha messo in luce molte debolezze  del servizio sanitario italiano  che lavora eroicamente ma nei fatti subisce il diffondersi della malattia  Ma  ha ancor di più ha evidenziato l’impreparazione di un sistema istituzionale che non avendo codificato per tempo piani di contrasto a possibili  pandemie , ha faticato a riconoscerla e si muove a tentoni nel trovare rimedi efficaci a debellarla .

Sul piano strategico mancano i piani e di conseguenza  le risposte sono improvvisate , stupisce inoltre il fatto che, pur essendo la pandemia mondiale, le risposte nei singoli paesi siano divergenti ed a volte in evidente contraddizione tra di loro.

Per stabilire una strategia per il dopo corona virus occorre partire dalle cause che hanno scatenato la pandemia e dalle modalità di diffusione del virus sul territorio.

Gli scienziati ci dicono che l’origine del virus è da ricercarsi anche nelle scarse condizioni igieniche e ambientali delle zone dalle quali si è diffuso il virus. Il virus inoltre colpisce le zone fortemente urbanizzate.

Il corona virus è una sindrome respiratoria acuta grave e fa parte delle malattie “emergenti” (ebola, SARS,influenza aviaria e suina) e sembra ci sia uno stretto rapporto tra ambiente degradato/inquinato e la diffusione della malattia.

La Società Italiana di medicina ambientale (SIMA) ci dice che le polveri sottili sono vettori di trasporto per i virus .In pianura padana esistono correlazioni tra picchi di diffusione del corona virus e giornate con alte concentrazioni di polveri sottili e persone già debilitate con patologie innescate da inquinamento ambientale senza un sistema immunitario efficiente sono morte con il corona virus.

Il problema sanitario è aggravato da problemi  ambientali non ancora risolti.

Occorre intervenire quindi anche sull’ambiente; affrontare la pandemia come semplice problema sanitario non sarebbe risolutivo.

Occorre inoltre intervenire sul modello di sviluppo incontrollato che sacrifica al guadagno ed al successo di pochi la cura dell’ambiente portando devastazioni ambientali forse già irreversibili , portando al mutamento genetico della flora e della fauna : Un mondo  esasperato dalla necessità di sfamare miliardi di persone in più,  arricchendo  i pochi che ne controllano la pianificazione e lo sviluppo , dando origine  ad un ambiente sempre più degradato capace di accogliere e sviluppare  pandemie che devastano la terra.

Il libero mercato e la globalizzazione , nella completa assenza di Istituzioni internazionali  che ne pianificano i movimenti e lo regolamentino , porta a crisi inimmaginabili fino ad ora con nazioni che si ritrovano improvvisamente più povere .

Un globalizzazione che fa acqua anche  come si evince da piccoli esempi, uno per tutti la scoperta di dovere dipendere da paesi terzi anche nella costruzione di oggetti da pochi centesimi, come le mascherine protettive.

Per non parlare delle eccessive interconnessioni delle economie . Aree del mondo col tempo sono diventate le sole ad avere la capacità esclusiva di produrre componenti senza i quali prodotti complessi di altre parti del mondo non possono essere completate ; e questo solo per favorire una competizione economica che porta come evidente conseguenza l’arricchirsi di pochi contro la perdita di potere d’acquisto dei tanti.

La debolezza di questo sistema , in mancanza di una vera concorrenza politica di altri modelli dopo la caduta del modello socialista , non è stata percepita quando devastava paesi in via di sviluppo , quando impoveriva masse sempre più ampie di popolazione anche nei cosiddetti sistemi sviluppati, quando accresceva negli stessi paesi una rabbia diffusa tra le popolazioni .

La debolezza di questo sistema viene ora percepita e resa evidente da un minuscolo virus che blocca tutto , impedisce alle persone di muoversi , impedisce alle fabbriche di funzionare, indebita gli stati che dovranno indebitare e quindi sempre più impoverire le generazioni future.

Questo è il momento di cambiare o per lo meno iniziare a farlo o per lo meno immaginare come farlo.

Cosa fare? Occorre elaborare idee che facciano intravvedere modelli diversi di sviluppo ,  l’unicità di questo periodo storico lo rende indispensabile

Delineiamo i capitoli essenziali :

Una agricoltura sostenibile– Previlegiare i processi naturali che consentono di preservare la risorsa ambiente evitando il ricorso a pratiche dannose per il suolo(alterazioni genetiche ) utilizzando fonti energetiche rinnovabili

Una filiera agroalimentare sostenibile– Privilegiare la salute delle persone, migliorare la qualità della vita dei produttori con riduzione dei consumi di acqua ed energia

Proteggere e miglior le risorse naturali- Favorire la conservazione dell’ambiente riducendo l’inquinamento delle fonti idriche e il deterioramento dei suoli.

Valorizzare l’agricoltura contadina – Produzione di prodotti biologici combattendo i grossi produttori di sementi che detengono il monopolio del settore e una politica fiscale che renda questa agricoltura  conveniente per il consumatore. Privilegiare quindi attraverso un adeguato sistema di esenzioni e tassazioni i consumi locali, non rendendo conveniente ad esempio  importare mele dall’Argentina

Una economia sociale e green-Una economia sociale che si propone di garantire sia la libertà di mercato che la giustizia sociale. Un mix attività profit e non profit che favorisca la piena occupazione.Favorire la cooperazione e una economia sociale che porti allo sviluppo dei paesi poveri. Vanno utilizzate  energie rinnovabili,ricicli i rifiuti, depurazione delle acque e l’ambiente,Una economia che riduca le emissioni di Co-2. Sistemi di trasporto “ecologici” che riducano l’emissione di polveri sottili

Una economia circolare – Va garantita  la sostenibilità, ridotta  la pressione sull’ambiente e aumentare l’occupazione (ripara,riusa,ricicla)

Una urbanizzazione diffusa-Le pandemie hanno origine in grossi agglomerati urbani dove le condizioni igieniche sono precarie e i livelli di inquinamento atmosferico sono alti.Se vogliamo difenderci da questi fenomeni occorre puntare ad un assetti del  territorio basato piccoli e medi centri (possibilmente autosufficienti) collegati tra loro e con alcuni grossi centri da sistemi telematici In questo modo si conterrebbero gli spostamenti e i trasporti che producono inquinamento e problemi sanitari.Occorre favorire e potenziare una rete informatica capillare e limitare gli spostamenti a livello internazionale  Il telelavoro deve diventare una modalità di lavoro consueta.

Un nuovo welfare-L’attuale sistema di welfare sta scoppiando.

Gli stati non hanno più le risorse economiche che riescano a garantire servizi sociali e sanitari di qualità a causa anche di burocrazie auto referenti che creano regole solo per giustificare la propria esistenza.

La pandemia del corona virus ha dimostrato la debolezza  dei sistemi sanitari che non hanno potuto  prevenire e contrastare il diffondersi della malattia. Occorre quindi aumentare le risorse pubbliche per potenziare  i sistemi sanitari.

Ma ancor più importante è modificare la forma di produzione del welfare ora  costosa e inefficace per quanto riguarda i servizi sociali.

Vanno completamente riformati e riscritte le regole  basandosi esclusivamente sulla sussidiarietà Il pubblico dovrà avere  il solo compito di programmazione e distribuzione delle risorse raccolte con la tassazione  dando principalmente  alle parti sociali ruoli di controllo e garanzie di performance  e responsabilizzando con ampie deleghe le Istituzioni locali, Sindaci in primis..

Una nuova scuola-L’educazione dei giovani è fondamentale.Non è sufficiente l’istruzione.Non è sufficiente l’acquisizione di conoscenze,informazioni e nozioni. Occorre educare i giovani ai principi di solidarietà e cooperazione internazionale. Occorre una educazione e formazione morale evitando comunque ogni imposizione dottrinale acritica. Oltre alle nozioni base del sapere occorre trasmettere ai giovani nozioni base di ecologia e  principi di educazione civica per formare una società più civile, sicura e in grado di combattere emergenze sanitarie e ambientali

Il grande obiettivo  è quello di arrivare a un sistema politico-economico basato nel rispetto dell’ambiente sulle reali esigenze materiali e spirituali dell’uomo ponendo regole stringenti alla finanza internazionale.

Non occorre abbattere i sistemi liberali che generano sviluppo ma occorre che questi ultimi siano sottoposti ad una Politica libera non più condizionabile e manovrabile come ora.

Dopo il corona virus niente sarà come prima e probabilmente dovremo convivere con altre emergenze.

Ma ogni difficoltà deve divenire una opportunità !

Approfittiamo di questo periodo di quaresima-quarantena e di questa forzata inattività per pensare a come organizzarci dopo il corona virus Le misure di emergenza non sono sufficienti e fino a che non ci sarà un vaccino dovremo convivere con il virus.

Il manifesto di Ventotene sull’unità europea fu scritto nel 1941 in piena guerra.Anche oggi in piena guerra contro il corona virus esiste l’esigenza di un manifesto sul modello di sviluppo dopo il virus.

Bisogna mettere al lavoro intellettuali, scienziati e politici di buona volontà!

Maurizio Angellini e Stefano Aldrovandi