Si infittiscono le notizie sugli aumenti degli stipendi  per gli amministratori locali. Sindaci, loro vice e assessori hanno la possibilità di veder crescere i loro emolumenti. Questi, stando all’infittirsi del numero di articoli pubblicati al riguardo, sembrerebbero essere anche consistenti. Per i sindaci delle grandi città, è stato letto, si possono toccare gli 11 mila euro al mese. Non è poco. Così come non è di poco conto l’aumento di stipendio previsto per tutti e 48 i consiglieri comunali di Roma. Si sono raddoppiati lo stipendio che adesso sarà di 3.500 euro mensili.

Queste notizie rischiano di essere accolte proprio male in un momento tanto difficile per le famiglie in difficoltà, per giovani senza lavoro, per commercianti che non vendono e artigiani che non producono.

Va riconosciuto, d’altro canto, l’impegno profuso dagli amministratori locali con generosità a favore delle loro comunità. Da sempre essi offrono l’unica reale vicinanza delle istituzioni ai cittadini. Soprattutto in caso di grandi calamità. In occasione di vicende pubbliche piccole e grandi, sono i primi che vediamo intervenire. Spesso sono anche gli unici a farlo, nonostante poteri e strumenti limitati e ristrettezze finanziarie. Anche nel corso di questi due anni flagellati dalla pandemia, assieme ai medici, agli infermieri, agli operatori dei trasporti sanitari, abbiamo visto all’opera, e spesso travolti dalle cose, soprattutto gli amministratori dei nostri comuni costretti ad affrontare la miriade di problemi che la terribile diffusione della Covid -19 ha significato. Con la scia di morti, con le zone rosse e le chiusure, con la miriade d’interventi necessari ad assicurare il distanziamento e il rispetto di altre norme assolutamente necessarie che si sono sovrapposti. Spesso, pure con una mancanza di chiarezza e di certezza frutto del fatto che tutto il Paese si è  trovato impreparato.

Per anni, inoltre, i sindaci e i consigli comunali hanno dovuto barcamenarsi per la forte riduzione dei fondi messi a disposizione delle amministrazioni locali. Ma senza che questo coincidesse con un minor carico di doveri. Non è un caso, dunque, se il problema della autonomie locali costituisce una delle questioni vitali del Paese. A partire da ciò che è connesso con la sostanza di una democrazia vera, oltre che per assicurare la presenza efficace delle istituzioni nella risposta ai problemi piccoli e grandi che interessano i cittadini.

L’Italia però è stata costruita anche grazie alla Politica e all’impegno pubblico fatti di generosità e di gratuità. Per decenni e decenni sindaci e consiglieri comunali hanno svolto il loro compito perché esclusivamente animati dalla passione e, così, partecipare in modo alto e pieno alla cosa pubblica e, in questo modo, portare un significativo apporto alla vita della propria comunità. I guai veri sono cominciati quando l’impegno politico è diventato vera e propria professione ed è stato visto come un’occasione da sfruttare per quanti, altrimenti, non avrebbero raggiunto alcun altro risultato, e … stipendio, con la propria personale attività.