Giuseppe Ignesti (9 gennaio 2020 CLICCA QUI ) e Giancarlo Infante (11 gennaio 2020(CLICCA QUI), hanno spiegato molto bene perché il Pd non può essere il partito di riferimento su cui contare per edificare una casa comune, quanto il Pd risenta di un retaggio storico relativista, organizzativo, ideologico e programmatico, lontano dall’ispirazione, dalla cultura e dal programma, che il seme di Politica Insieme sta radicando e sviluppando.

Infante, considerati i valori che Politica Insieme vuol difendere, ha ribadito che non ci sentiamo rappresentati da nessuno dei partiti o dei movimenti presenti oggi in Parlamento o sulla scena politica nazionale.

Concordo perfettamente con Politica Insieme che si differenzIa da quei movimenti o partiti, avviati da cattolici, che hanno deciso di rapportarsi con il Pd senza interpellare prima i propri iscritti, sulla base del convincimento che si tratti dell’unica forza politica con la quale sia possibile avviare una qualche forma di collaborazione. Non attuando il metodo democratico al proprio interno, si demotivano e si allontanano gli iscritti e coloro che sono interessati ad aderire al partito.

A mio avviso, inoltre, chi costituisce o conduce un partito, deve:

  • regolamentare come si aderisce al partito, come si prendono le decisioni interne e si votano gli incarichi, secondo il metodo democratico;
  • non decidere le alleanze ed eventuali candidature in lista, senza aver prima ottenuto l’avallo della maggioranza di chi è iscritto al partito stesso.

La fase costituente

La fase costituente di un soggetto di ispirazione cristiana, coerente con quanto sopra esposto, va compiuta con molta attenzione ed altrettanta determinazione. Vedrei utile riprendere l’iter di fondazione del Partito Popolare Italiano (Ppi).

Ricordo che il 22 gennaio 1994 al palazzo dei Congressi di Roma si svolse l’Assemblea Costituente del nuovo Partito Popolare Italiano (con relazioni di Martinazzoli, De Rosa, G. Bianco e Balboni). Dopo il discorso di apertura del presidente Rosa Jervolino, il segretario della Democrazia Cristiana Martinazzoli disse che a maggio si sarebbe tenuto il primo Congresso Nazionale del Ppi.

Dopo l’annuncio, in quasi tutti i paesi della nostra penisola cattolici e laici animati da buona volontà iniziarono a riunirsi in assemblee, per discutere i contenuti del manifesto costituente. Al termine di questi incontri, innanzi a garanti scelti fra persone probe e privi di incarichi pubblici e di partito, fu avviata la sottoscrizione dei contenuti di quel manifesto.

Così facendo chi sottoscrisse quel documento divenne fondatore del nuovo partito, abilitato ad eleggere in assemblee successive, i delegati che parteciparono al primo congresso Ppi.

Dopo questa data furono votate e decise nel rispetto del criterio democratico, ogni altra carica, la linea e il programma del partito.

Le vicende che portarono alla fine del Ppi non sono imputabili al criterio democratico che in quegli anni fu rispettato, ma alle scelte compiute dalla classe dirigente di quel partito.

 Verso la costituzione del nuovo partito

Ora chi ha aderito al Manifesto di Politica Insieme, sottoscritto da centinaia di persone autorevoli, cattoliche e non, auspica si giunga quanto prima a centrare l’obiettivo finale.

Avendo vissuto in prima persona la fase costituente del Ppi, chiedo a chi regge attualmente Politica Insieme (peraltro ottimamente) di accelerare la fase costituente almeno per far questo:

  • definire lo Statuto del partito e depositarlo da un notaio;
  • avviare le adesioni al partito rispetto allo Statuto;
  • eleggere ad ogni livello possibile una classe dirigente, rispettando il criterio democratico.

Nel compiere questo iter non si abbia timore di quanti saranno gli iscritti. Questo è secondario rispetto alla necessità di strutturare il partito almeno a livello regionale e nazionale, perché sta qui la forza del nostro soggetto sociale.

Si consideri peraltro, che tutti i partiti attuali, anche quelli che vanno per la maggiore, hanno poche adesioni. Politica Insieme anche in questo potrebbe essere novità.

Quindi procediamo con fiducia, chiarezza e determinazione.

 Mario Rossi

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