Pubblichiamo il contributo che gli amici di INSIEME della Toscana hanno elaborato in vista delle prossime elezioni regionali

Insieme, fin dal 2019, ha avviato un percorso che lo ha portato a costituirsi come Partito:
un soggetto politico di ispirazione cristiana, autonomo e non confessionale che trova
nella Costituzione e nella Dottrina Sociale della Chiesa gli elementi fondamentali della
sua missione e del suo programma.
Insieme fa parte di quello che si può definire il campo più fecondo e ed inquieto della
riflessione politica libera dagli schemi del bipolarismo forzato: è il terreno che hanno
coltivato tanti protagonisti della storia politica, sociale e culturale del nostro Paese ovvero
quello del cattolicesimo politico, nelle sue varie sfaccettature e declinazioni. Non
necessariamente unito ma neppure obbligatoriamente diviso.
Il tema cardine della Settimana Sociale di Trieste del 2024 ben rappresenta le ansie ma
anche le prospettive possibili per incanalare questa fecondità di azioni e riflessioni: “Al
cuore della Democrazia: partecipare tra Storia e Futuro” cui fa da dorsale la visione di Papa
Francesco declinata soprattutto nelle encicliche Fratelli Tutti e Laudato si che hanno
offerto scenari sui quali dispiegare programmi di azione politica.
Papa Leone, a maggio scorso, definiva la Dottrina Sociale della Chiesa “strumento di pace e
di dialogo per costruire ponti di fraternità universale ……” che “ ci educa a riconoscere che più
importante dei problemi, o delle risposte a essi, è il modo in cui li affrontiamo, con criteri di valutazione
e principi etici e con l’apertura alla grazia di Dio.” e che “ in tali questioni è più importante saper
avvicinarsi, che dare una risposta affrettata sul perché una cosa è successa o su come superarla.
Con questo approccio Il Centro di Presenza Territoriale toscano di Insieme si pone di
fronte alla prossima scadenza del rinnovo degli Organi Istituzionali della Regione
Toscana ed intende sollecitare i candidati alla presidenza – ma anche coloro che saranno
candidati nelle varie liste di Partito – ad una presa di posizione quanto più motivata, chiara
e convincente su alcune problematiche specifiche della nostra Regione.
Sarà cura di Insieme veicolare, tramite i propri canali di relazioni, queste risposte e così
contribuire ad un approfondimento e a scelte consapevoli da parte di elettori attenti e
partecipi.
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A poche settimane dall’appuntamento elettorale nessuno dei candidati ha presentato un
suo programma di obiettivi di mandato: ci sono però questioni per le quali non solo ci
pare doveroso che siano chiariti indirizzi, opzioni preferibili ed azioni concrete che
possano orientare gli elettori:
1 Viste le difficoltà dell’economia toscana messe in luce anche nel documento
“Reindustrializzare la Toscana – Un Manifesto” (curato da Marco Buti, Stefano Casini
Benvenuti ed Alessandro Petretto) e, in particolare, la perdita di peso dei settori a
maggiore intensità di capitale e con salari più alti rispetto ai settori con minore intensità
di capitale e salari più bassi (e minore valore aggiunto) quali le azioni che la Regione dovrebbe
intraprendere?
2 Anche in relazione al punto 1, quali sono gli strumenti di politica fiscale e
(direttamente) sociale che nel suo programma la Regione potrebbe mettere in campo per
contrastare processi di impoverimento di settori importanti della popolazione?
3. La Regione Toscana ha, oggettivamente, un buon sistema sanitario e anche se sconta
problemi trasversali di limitatezza delle risorse, economiche ma, soprattutto, umane.
Eppure è ricorrente il riferimento alla necessità di una rivisitazione dell’attuale modello
di gestione basato su (sole) tre grandi Aziende. La minore scala è una soluzione ? Quali
potrebbero esserne gli effetti pratici e positivi – ad esempio – per l’implementazione delle
risorse per la non autosufficienza o per le cure palliative, soprattutto pensando ai costi
che potrebbero ricadere sul sistema sanitario nel trattamento residenziale delle forme di
demenza senile?
E riguardo alla non autosufficienza, constatato l’impatto – solo relativamente
efficace – delle politiche intese a favorire la domiciliarità, avete qualche idea per
incentivare – o consentire – lo sviluppo di nuove strutture e per indurre i Comuni ad
implementare le risorse per sostenere gli accessi nelle strutture residenziali?
In caso di vittoria chi intende nominare assessore alla sanità? E sulla base di quali
competenze?
4. Gli assetti della gestione del Servizio Idrico Integrato e del Servizio di Smaltimento dei
rifiuti in che modo declineranno o rivedranno gli obiettivi e gli assetti definiti nel corso
dell’ultima legislatura regionale?
In particolare, l’eventuale rinuncia ad una centralizzazione della gestione dei servizi
essenziali tramite una unica S.p.A. Multiutility ma, soprattutto, il possibile abbandono
della stessa formula della S.p.A. civilistica (pure a prevalente capitale pubblico) non potrebbe
riprodurre – ed anzi incentivare – la moltiplicazione di gestioni locali, ben più frazionate
di quelle attualmente presenti nei diversi Ambiti?.
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E se l’opzione fosse quella della S.p.A. in house, replicata all’interno dei vari (attuali
o ridisegnati) ATO, si è valutato quale sia la percorribilità giuridica e l’impatto economico
di tale scelta?
5. Avete in mente già adesso quali dovrebbero essere i primi interventi da realizzare
sicuramente per risolvere le emergenze ambientali sul territorio regionale?
6. Il problema della casa non sembra risolvibile solo con i programmi di edilizia
residenziale pubblica che, per caratteristiche costruttive e criteri di accesso, sembra
escludere una vasta platea di famiglie che si trova oggi ad affrontare affitti insostenibili
anche per chi lavora. Avete una qualche idea o esperienza di riferimento per poter
declinare questo obiettivo?
7. Ogni obiettivo politico, sia pure di “mantenimento” necessita di risorse. Se poi i
problemi sono qualitativamente gli stessi ma quantitativamente più estesi, è logico
ipotizzare che le risorse nei bilanci non possano essere che stabili e non occasionali. Il
che porta a pensare ad una fiscalità più spinta o ad una scelta diversa nell’uso delle risorse
disponibili. Quale l’equilibrio da proporre agli elettori?
8. Nella prospettiva dei candidati alla Presidenza l’Urbanistica che ruolo gioca ? Ci
vogliono più o meno regole? I meccanismi di partecipazione previsti sono adeguati? Le
procedure possono essere semplificate? Che approccio mantenere o sviluppare nei
confronti dell’imprenditoria di progetto e dei programmi di rigenerazione urbana
promossa dai privati? In quali punti la legge regionale potrebbe essere rivista e migliorata?.
9. La Regione Toscana ha a che fare con un ricorso del Governo alla Corte costituzionale
per la legge che ha introdotto un criterio premiale di aggiudicazione degli appalti regionali
che favorisce le imprese che applicano una soglia salariale minima. Non solo: nell’accordo
politico siglato nelle settimane scorse tra il Partito Democratico ed il Movimento 5 stelle,
proprio per la scadenza elettorale regionale – si parla espressamente dell’obiettivo di
“garantire un salario minimo orario legale di almeno 9 € lordi, secondo il dettato normativamente più
adeguato e conforme ai principi di legittimità e costituzionalità …………..”. Quale la sua
valutazione sulla effettiva praticabilità – giuridica e sostanziale – di questi obiettivi su scala
regionale?
11. Pochi giorni fa è stato reso pubblico il documento “Un Codice per una Nuova Europa”
che contiene riflessioni – promosse dalla Associazione Nuova Camaldoli – per la
“costruzione dell’Europa del futuro”. Lo conosce? Pensa sia utile per ricavare qualche concreta
indicazione politica sulla quale la Regione possa esercitare una qualche competenza?

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