I paesi che rappresentano oltre il 90% dell’economia mondiale si trovino per concludere gli accordi sulla cosiddetta aliquota minima globale e altre misure dirette ad impedire alle multinazionali di utilizzare i propri profitti nei cosiddetti paradisi fiscali.

E’ il famoso almeno minimo15% alla cui introduzione dovrebbe venire una forte spinta anche dall’ incontro previsto tra i ministri delle finanze del G20 che si terrà a Washington la prossima settimana sotto la presidenza italiana. In quella occasione dovrebbe firmare anche l’Irlanda che finora aveva resistito all’idea

Le recenti rivelazioni sul cosiddetto Pandora papers ( CLICCA QUI ) hanno ancora una volta portato all’attenzione della pubblica opinione mondiale la questione dei paradisi fiscali a proposito dei quali tutti i governi sono sotto pressione e costretti ad intervenire per contrastare il comune problema dell’evasione e dell’elusione fiscale.

La pressione sta aumentando sui governi di tutto il mondo affinché intraprendano azioni più severe in materia di tasse, a seguito delle rivelazioni nei giornali Pandora che espongono grandi quantità di ricchezza offshore nascosta.

Persistono comunque alcune resistenze che vengono, oltre che da Cina, India, Argentina, anche da un gruppo di oltre venti paesi cosiddetti emergenti. La preoccupazione è che l’accordo possa limitare loro la possibilità di ricevere più entrate dalle società multinazionali che operano nei loro confini.