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Per merito di Angela Merkel, Emanuel Macron ed Ursula Von der Leyen, l’Unione Europea ha saputo imprimere una forte accelerazione al processo di integrazione tra gli Stati rendendo realistica la candidatura a diventare lo strumento di una nuova sovranità a livello continentale (Pietro Ichino).

La visione strategica del Presidente Draghi è nota: considera prioritaria, per la ripresa del Paese, in analogia allo spesso citato piano Marshall, gli investimenti nelle grandi infrastrutture. Lo strumento: un Consiglio dei Ministri in cui le scelte strategiche competeranno al Presidente coadiuvato dai Tecnici; i Partiti interverranno nella gestione delle emergenze..

In questa logica si inquadra la firma del documento congiunto da parte dei Presidenti delle Regioni Calabria e Sicilia da consegnare al Presidente Draghi, in cui si chiede di riavviare nel più breve tempo possibile l’iter di realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia ed il Continente Europa e le perimetrali siciliane ferroviarie ed autostradali in modo da rendere la Sicilia Porta Sud dell’Europa ed Augusta, dirimpettaia di Suez, l’attrezzato porto di accesso Sud dell’intero sistema Europa.

Precedentemente,  la Conferenza delle Regioni aveva recapitato al Governo la richiesta che l’80% delle risorse europee a Fondo Perduto ed il 34% di quelle a prestito fossero destinate al Mezzogiorno: definire le incompiute, Nord Sud Santo Stefano\Gela, il completamento Autostradale Catania\Ragusa e Siracusa\Gela e la Gela\Massara del Vallo, la razionalizzazione in elettrico e doppio binario delle rete ferroviaria che ne sia carente (circa 500 Kilometri); la perimetrale ferroviaria siciliana in Alta Velocita\Capacità era la sostanza della richiesta.

Da almeno quattro anni, la Svimez e gli Istituti Economici più attenti, ricordano ai distratti l’opportunità offerta all’Italia Meridionale quale naturale piattaforma logistica dell’Europa nel Mediterraneo dove, anche grazie al raddoppio del Canale di Suez, prospiciente al Porto di Augusta, avverrà un gigantesco incrementale scambio tra le materie prime e semi lavorati provenienti da Oriente con i prodotti finiti provenienti dalle industrie europee, scambio ormai diseconomico mantenere  nei porti del Nord Europa; la particolare occasione da cogliere origina dalla scelta compiuta nell’anno 2020 dell’Unione Europea di realizzare grandi infrastrutture a debito comunitario, scommettendo su un conseguente grande rilancio economico, capace di ammortizzare il debito. (Da un ragionamento di Salvatore Grillo).

A quanto sopra si riferisce il Documento  “Un Progetto di Sistema per il Sud” firmato da Ariano Giannola, Pierpaolo Maggiora, Aurelio Misiti, stilato per aprire un dibattito di alto livello sul Mezzogiorno, dibattito già iniziato e producente serie interessanti proposte.

Questo scritto si propone di partecipare, con assoluta e realistica modestia, insieme alla prima parte già qui il 16 Febbraio pubblicata, a questo dibattito tendente a presentare appunti di lavoro al Governo a beneficio dell’intero Paese.

Ragionamento questo che presume condivisione delle Istituzioni, Governo in primis, dell’intero Paese; la struttura burocratico\amministrativa è, invece considerata impreparata a condividere e gestire questo processo, ancorchè, per la prima volta dopo tanto tempo, non mancheranno i mezzi finanziari per attuarlo; questa circostanza, aggravante, toglierà gli alibi alla Dirigenza Politica, che dovrebbe avere invece, l’orgoglio di partecipare al successo internazionale del grande progetto in fieri dell’Unione Europea.

Ciò presuppone che il nuovo Governo dovrà realizzare una versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito del Next Generation EU, Recovery Fund nei quattro momenti determinanti,  Progetti, Riforme Strutturali, Cronoprogramma, Governance dell’Execution.

Se si manifestasse ora il Progetto che preveda che persone e merci, grazie a Porti, Ferrovie veloci ed Autostrade collegate tramite il Ponte con l’Europa si muovessero velocemente, l’economia e la Fiducia ripartirebbero fin da adesso anche Keynesianamente, consentendo di contribuire in misura importante non tanto alla soluzione della Questione Meridionale ma anche la quella della Questione Italiana.

L’affermazione: “Sostenere questo Governo significa l’irreversibilità della scelta dell’euro e la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata; dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita ed allo sviluppo dell’Unione europea; senza l’Italia non c’è l’Europa, ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine” (Mario Draghi, Senato della Repubblica, 17 Febbraio 2021).

Le reazioni.

L’indice della paura nel Paese torna sotto i venti punti; non accadeva dal Febbraio dell’anno 2020.

Nonostante la crisi pandemica, economica, sociale, i Mercati sono euforici: o sbagliano, o vedono più lungo degli altri.

Il Commissario Europeo Paolo Gentiloni si è sbilanciato dichiarando: “Finalmente si vede la luce in fondo al tunnel.”

“Mario Draghi è un’assicurazione non solo per il Recovery Plan italiano ma per il Recovery Plan europeo, perche se avrà successo in Italia avrà automaticamente successo in tutta Europa e darà un taglio definitivo a tante spinte centrifughe”; Irene Tinagli, Presidente della Commissione per gli Affari Economici e Monetari dell’Europarlamento.

Nella direzione della necessità del Paese di essere governato, in questo frangente da una Istituzione nella pienezza dei suoi Poteri e sorretto da una maggioranza forte e solida si è espressa l’ex Ministro Elsa Fornero (Perché ci serve un Governo forte, La Stampa, 1 Febbraio 2021); secondo l’opinionista serve fare Politica, non giocare cinicamente alla politica (ma no!); bisogna dimostrare alla Commissione Europea ed anche alla collettività di cittadini “la direzione di marcia che, con i nuovi Fondi, si intende imprimere al Paese; serve passare dal generale allo specifico, dai titoli e principi ad una agenda scandita da scelte condivise, azioni dettagliate, tempi definiti e compatibili con le Raccomandazioni ricevute dall’Unione Europea, compresi i contenuti delle determinanti Riforme Strutturali; infatti i Fondi saranno erogati solo a fronte di realizzazioni di investimenti ed a stati di avanzamento e di Riforme di dimostrabile efficacia ed efficienza.

Gli Investimenti dovranno driblare infiltrazioni criminali (lo Stato dispone di un armamentario capace di combatterle e vincerle, quando vuole), incurie, inefficienze e dissipazioni in settori ed attività decotti e concentrarsi in attività capaci di far aumentare realmente il potenziale di crescita.

Le Riforme, investimenti sociali, devono “squizare” il rischio di inefficacia e correggere ciò che non ancora bene funziona nei comportamenti di Istituzioni, Cittadini, Imprese, Mercati, obiettivo finora quasi sempre mancato, come ad esempio Scuola ed Università e Lavoro si sono incaricate di dimostrare. Serve una Visione che si sostanzi in scelte condivisibili e condivise nelle quali sia agevole per la collettività identificarsi. Affermazioni queste, condivisibili prescindendo dall’opinione sulla attività da Ministro.

Secondo l’ex Ministro Giovanni Tria, poiché l’Italia è importante per l’economia complessiva europea, ha ricevuto una importante porzione dell’intero pacchetto di aiuti del Next Generation EU; ma l’aiuto va cercato nelle Riforme che ci vengono richieste più che nelle importanti risorse finanziarie offerte; l’importante è avere chiaro che le Riforme richieste dal Next Generation EU toccheranno forti e consolidati interessi corporativi ed è facile che il progetto surrettizio, da sconfiggere assolutamente, sia di stampo gattopardiano; poiché il problema sta nel surplus commerciale molto ampio, un risparmio che non trova la voglia, la serenità e la strada per diventare investimento a causa degli irrisolti lacci in tema di Giustizia, Fisco, Pubblica Amministrazione; la realizzazione di queste Riforme dovrà essere precipuo compito del nuovo Governo all’interno della presentazione della nuova versione del Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa.

Il Presidente di Intesa San Paolo ha individuato quale ruolo delle Banche per il Futuro prossimo quello di saper convogliare l’enorme quantità di risparmio accumulatasi negli ultimi mesi verso investimenti produttivi a vantaggio di quelle imprese con progetti validi che hanno assoluta necessità di risorse.

Appena il giorno 2 Febbraio, l’ex Ministro Enrico La Loggia ha dichiarato che servirebbe ribaltare l’attuale rapporto 66%\34% per gli investimenti in Opere Pubbliche tra Centro Nord e Centro Sud ed inserire nel PNRR la realizzazione del Ponte del Mediterraneo per contribuire a realizzare una ttenuazione degli intollerabili ed ingiusti squilibri territoriali.

Il Governatore della Banca d’Italia, Vincenzo Visco, invia al Paese un messaggio di fiducia: “Se si riuscirà a tornare su uno stabile sentiero di crescita, l’incidenza del debito sul Prodotto Interno Lordo potrebbe scendere rapidamente dal picco raggiunto a causa della crisi”

Per riuscire ad esorcizzare il ritorno in Europa dei sostenitori di una austerità basata su rigidi criteri numerici e pesanti condizionalità, il nuovo Governo, europeista (Europa, spazio ragionevole per la civiltà e casa comune per coloro che vogliano abitarla dopo aver accettato i principi dello Stato di Diritto, Fernando Aramburu), atlantista, antidepressivo (Mario Draghi), dovrà dimostrare di aver fatto proprio il proposito fondativo del Next Generation EU: fare investimenti e riforme serie, con proposte chiare e dettagliate, con tempi certi, a favore delle prossime generazioni di cittadini europei.

“Il nuovo Governo dovrà puntare sulla sostanza, sulle discussioni politiche che devono essere intraprese”, Carlo Cottarelli, la Repubblica, 5 Febbraio 2021.

Per il Presidente Mario Draghi, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza va riscritto “per convertire la depressione di quest’anno e mezzo delle persone, in vitalità”. “I finanziamenti europei del Next Generation EU sono frutto della prima mutualizzazione di debito a livello europeo e dunque vanno spesi bene non solo per responsabilità verso i nostri cittadini ma anche verso i nostri partners europei”; per quanto attiene alle competenze della futura squadra di Governo, Mario Draghi ritiene che “non è solo una questione di nomi, ma soprattutto di quello che le persone sanno fare”

Il Governo Draghi, con il suo portato di consenso popolare stimato in misura superiore al 60% dai sondaggi,  dovrà affrontare presto, su questo tema, alcune irrisolte questioni:

come e con quale Visione, individuando una direzione e traducendola in un articolato Piano Strategico a medio termine, realizzare le indispensabili ed improcrastinabili Riforme Strutturali richieste dalla Commissione Europea evitando di restarvi impigliato? Come dividere e con quali compromessi tra Centro Nord e Mezzogiorno le risorse destinate dal Next Generation EU alle riduzioni dei divari territoriali, rispettando le Linee Guida indicate dalla Commissione Europea, (benessere, autodeterminazione, legalità e sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione nel Mezzogiorno, Mario Draghi, citato,) e rispondendo alla richiesta del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, come pure del Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che la coesione sia la priorità del PNRR; come pure della Svimez che chiede, come infra scritto, che il PNRR serva a costruire un “sistema del Mezzogiorno” che metta in rete Porti meridionali, ZES, e li colleghi con l’Alta Velocità ferroviaria nazionale tramite l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina?

Come ottenere, individuando tutte le azioni necessarie per ottenerlo in via di fatto, che i Fondi europei vengano considerati davvero quali addizionali rispetto a quelli nazionali, evitando in tal modo in modo ineludibile che si sostituiscano alla spesa pubblica nazionale per investimenti?Come gestire il complicato rapporto tra Governo ed Amministrazioni Regionali e Comunali? Come fare per ripristinare l’operatività dell’ascensore sociale? Come far corrispondere attività di Governo e necessità sociali dei cittadini?

Dovrebbe inoltre rispondere ad alcune sentite esigenze. Dovrebbe avere, come pare che abbia una squadra di Ministri esperti ed indipendenti, all’altezza dell’importante compito che li attende; dovrebbe sapere come fare a far funzionare correttamente la Democrazia Liberale Popolare Rappresentativa dopo il taglio del numero dei Parlamentari; dovrebbe rendere comprensibile e condivisa la Visione, le Scelte, la Governance e l’Execution, Crono programma compreso, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in tempi quanto più è possibile brevi, dando alla collettività conto del convincimento che senza una strategia definita per il Mezzogiorno d’Italia la ripresa auspicata dall’Europa non potrà mai verificarsi.

Strategia della quale Augusta, Porto Hub del Mediterraneo, perimetrale ferroviaria siciliana ad Alta Velocità\Capacità, Ponte del Mediterraneo, Reggio Calabria Salerno ad Alta Velocità\Capacità sono parte integrante ed imprescindibile, in funzione dell’accensione del secondo motore economico d’Italia; senza il Ponte su Mediterraneo non sarà possibile per i porti siciliani (Augusta dirimpettaio del Canale di Suez) avere un ruolo nelle dinamiche della grande portualità internazionale, anche per evitare inquinamento, costi e tempi dell’antieconomico attraversamento navale dello Stretto di Gibilterra per arrivare a Rotterdam, portare ad efficacia ed efficienza e sostenibilità culturale e sociale la Calabria, da alcuni definita l’Amazzonia d’Europa.

Scelte rese complicate dall’apparente assenza di una compagine politica che si proponga come desiderosa di rappresentare contestualmente le ragioni tanto del Centro Nord quanto del Mezzogiorno come pure della apparente assenza di insistenza dell’insieme di forze tese a fare del Mezzogiorno una società “compiutamente libera ed aperta, non più soffocata da statalismi e clientelismi nè aggredita da poteri criminali” (Angelo Panebianco, Il Nord ed il Sud troppo distanti, Corriere della Sera, 14 Febbraio 2021).

Il 13 Febbraio 2021 il Governo Draghi, Governo di unità nazionale, dotato di ampia maggioranza, costituito da 23 Ministri per lo più di alto livello, 8 Tecnici e 13 Politici, 13 Uomini ed 8 Donne ha giurato alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella: auspicabile che tutti, indipendentemente dalle provenienze decidano, da quel giorno ed in quella funzione, in ottica di Bene Comune Nazionale, nel rispetto della Democrazia Liberale, Popolare, Rappresentativa e della Costituzione.

Chi scrive si augura che nell’occasione della nomina dei Vice Ministri e Sottosegretari sia possibile allargare la rappresentanza del consenso al Governo includendo alcuni Partiti che, per le loro posizioni storiche ed efficienze dimostrate,  lo avrebbero meritato e non è stato possibile fin qui rappresentare, come pure qualche esponente, di alto livello, proveniente dalla Sicilia, Regione fin qui non più rappresentata, per la prima volta dall’anno 2011; auspicabile, altresì, un incremento della partecipazione femminile nella compagine di Governo

Il vero compito del Governo sarà contribuire fattivamente ad ottenere di contenere il disagio sociale, a combattere la guerra contro la Pandemia ed a spendere così bene i fondi europei da attivare almeno cifre equivalenti di investimenti privati tali da generare un volano virtuoso, sapendo che le eccezionali riconosciute qualità del Presidente del Consiglio sono necessarissime ma non sufficienti; indispensabile un’assunzione collettiva di responsabilità.

“Il rischio da scongiurare è un Paese tagliato in due, con la sua parte più debole (il Mezzogiorno), destinata alla marginalità” (Carlo Verdelli, Il capitale Fiducia per ricostruire l’Italia, Corriere della Sera, 16 Febbraio 2021).

Alle popolazioni Mezzogiorno serve contribuire con la rinascita di gruppi dirigenti, intellettuali, imprenditoriali, manageriali, capaci di scommettere sul Futuro, dotati di risorse, visione e competenze.

A questa assunzione collettiva di responsabilità ed a questa rinascita vuole, in questo delicato e decisivo momento del Paese, contribuire a dare una risposta positiva il Partito INSIEME, che si definisce un cantiere aperto verso la costruzione di una forza politica con l’uomo al centro, con Valori, Visione, Etica e Cultura, con attenzione incentrata sul Bene Comune, con idee sulle cose da fare e sull’execution, con la partecipazione concreta di molti, con sguardo di Speranza e Fiducia rivolto tanto al presente quanto al Futuro.

Di questo Partito INSIEME con questi Valori, Strumenti e Fini la componente siciliana, in tutte le sue articolazioni, presenti ed in fieri, vuole essere parte integrata, colta, democratica, liberale, popolare, sociale, propositiva, dialogante all’interno e sul territorio, in ottica di crescita verso il Bene Comune Nazionale..

Massimo Maniscalco