Numerosi bar del centro di Roma hanno già aumentato il costo della tazzina del caffé.  Il vecchio euro non basta più. Anche chi faceva pagare fino a qualche giorno fa qualcosa in questo costo  l’ha raggiunto. Quasi tutti  hanno aggiunto dieci centesimi e, in alcuni casi, sono andati oltre con aumenti che toccano persino il 20%. Purtroppo non si tratta del solo aumento dei prezzi. Ci fa parlare di inflazione galoppante pure ogni visita al supermercato, che dovrebbe essere introdotta obbligatoriamente nel giro mattutino di ogni ministro, . La stessa di decenni fa, quando quel termine faceva paura e rischiava di far saltare governi e parlamenti. Eppure, non vediamo muovere molte sopracciglia.

A lungo, l’inflazione è stato lo spauracchio delle democrazie occidentali, visto che avevano ben presente cosa essa avesse significato nei decenni ’20 e ’30 e le conseguenze economiche, sociali e politiche che quel fenomeno d’impoverimento collettivo, soprattutto di quelli che erano già poveri, significò.

Non appena sono emerse le conseguenze economiche della pandemia e i governi, i governi di tutto il mondo, hanno dovuto distribuire una cifra mai vista per rispondere ai costi degli interventi sanitari più immediati, a quelli della distribuzione gratuita dei vaccini, ma anche per aiutare le imprese chiuse e i lavoratori costretti a rimanere a casa, si parlò del rischio inflazione. Una cosa prima fermamente smentita e, poi, derubricata dalla considerazione che si trattava, comunque, di esplosione “transitoria”.

Adesso è persino la Fed americana, invece, a dirci di no e a ritenere che si sia imboccato un ciclo inflattivo importante. Il guaio è che siamo ancora in una contemporanea fase di stagnazione, mentre ulteriori guai si preannunciano con il protrarsi dell’impennata dei prezzi del gas, a inverno giù cominciato. Così, rispetto agli Stati Uniti che da tempo ha raggiunto l’autosufficienza energetica, chi rischia di soffrirne di più è l’Europa. E la cosa chiama in causa la Bce perché la vera decisione da non sbagliare sarà quella sul prevedibile aumento dei tassi d’interesse.

Dalla Fed viene già l’indicazione al rialzo proprio mentre permangono gli elementi che indicano un rallentamento dell’economia reale rimessa in ginocchio, ma proprio mentre sembrava stesse riprendendosi dalla pandemia a causa della mancanza di semiconduttori, dal balzo dei prodotti naturali energetici e dalle disfunzioni e ritardi che ancora denuncia il sistema mondiale dei trasporti e dei rifornimenti. E dunque si dovrà vedere se la Banca Centrale europea deciderà, invece, di seguire un’altra strada che è quella di lasciar correre l’inflazione.

Intanto, le conseguenze dell’attuale situazione vanno oltre quella dell’aumento del costo della tazzina del caffè. Perché ne vengono colpiti anche i mutui per le case e per il peso che questa tassa iniqua non dichiarata riversa soprattutto sui dipendenti a reddito fisso, sui pensionati e su di un larghissimo numero di famiglie.  Basta dirci che l’Italia è in piena fase di ripresa? E più degli altri?  In effetti, non si può non cominciare a preoccuparsi ed è necessario intervenire. A partire già dalla Legge di Bilancio, appena portata al Senato, perché si tratta di mettere davvero al riparo ceto medio, nuclei sociali più deboli e piccole e medio imprese.

Qualcuno sta “interpretando” il provvedimento legislativo più importante dell’anno sotto questa ottica o si pensa ad altro? Preoccupano certamente le “baruffe chiozzotte” che continuano ad esplodere all’interno del Governo e tra i partiti di cui raccontano le nostre cronache. Ieri è saltato il contributo di solidarietà perché i ministri di Lega, Forza Italia e l’Italia Viva si sono opposti al prelievo pensato da Mario Draghi da introdurre a carico dei redditi più alti per far fronte al rincaro delle bollette. Evidentemente, le tante “prove” in corso verso il voto per il Quirinale contano più dei problemi di milioni di famiglie italiane e delle dichiarazioni sperticate fatte continuamente a favore del Presidente del Consiglio.

Ancora una volta appare evidente che quando si tratta di solidarietà i tanti bei discorsi si rivelano davvero delle inutili chiacchiere a danno di chi ha un solo stipendio da portare a casa, magari capofamiglia di un nucleo familiare consistente. Alla luce dell’impennata dei prezzi, dell’aumento delle bollette servirebbe un segnale forte che indichi davvero una svolta che per ora non sembra proprio arrivare.