La Vigilia di Natale porta all’improvviso, quando tutto faceva invece disperare, l’accordo tra l’Unione europea e il Regno Unito su una Brexit negoziata. Si tratta di circa due mila pagine, inclusi gli allegati che dovranno essere studiati attentamente per capire la portata di un’intesa giunta in extremis. The Guardian ha provato a sintetizzare i punti principali dell’accordo ( CLICCA QUI ). Quella che segue è una libera traduzione dell’articolo pubblicato al riguardo dal giornale londinese.

 

“Ecco in sintesi i principali punti presenti nell’accordo.

Tariffe
L’accesso senza fissazione di tariffe e di quote a uno dei più grandi mercati del mondo per i prodotti britannici è la spina dorsale dell’accordo sulla Brexit e va oltre gli accordi raggiunti dall’UE con il Canada o il Giappone.

Commercio
Ci sarà il riconoscimento reciproco dei criteri di qualità e norme previste per i prodotti scambiati. Ciò significa che i produttori britannici dovranno conformarsi agli standard sia del Regno Unito, sia della UE.

Qualifiche professionali
Non ci sarà più riconoscimento automatico per medici, infermieri, architetti, dentisti, farmacisti, veterinari, ingegneri. Ora dovranno ottenere il riconoscimento da parte dello Stato membro in cui desiderano esercitare.

Mobilità – libertà di movimento
I cittadini britannici non avranno più la libertà di lavorare, studiare, avviare un’impresa o vivere nella UE. Visti dovranno essere richiesti per periodi di soggiorno superiori ai 90 giorni. Il coordinamento di alcune prestazioni di sicurezza sociale, come le pensioni di vecchiaia e l’assistenza sanitaria, renderà più facile lavorare all’estero e non porterà alla perdita dell’accumulo preesistente di contributi sociali.

Pesca
Il Regno Unito lascerà la politica comune della pesca. Il fatturato annuo dei pescherecci dei paesi della UE frutto dell’attività nelle acque britanniche è fissato in circa 650 milioni di euro a fronte degli 850 milioni di euro previsti per la flotta battente bandiera del Regno Unito. Nuove quote, che prevedono la riduzione del 25% della quota assegnata ai pescherecci battenti bandiere dei paesi UE, saranno introdotte gradualmente nell’arco di cinque anni e mezzo. Un quarto del valore delle catture da parte di pescherecci UE – 162,5 milioni di euro all’anno – sarà “rimpatriato” su navi battenti bandiera del Regno Unito entro la fine di tale periodo. Successivamente, le due parti terranno negoziati annuali.

Le navi dell’UE che pescano da sei a 12 miglia nautiche dalla costa britannica potranno proseguire la loro attività nel corso del periodo di transizione, ma successivamente le autorizzazioni loro concesse saranno rinegoziate su base annuale. E’ previsto un preavviso di tre mesi per la chiusura delle zone di pesca. In caso di accesso negato a una delle parti, l’altra può chiedere un risarcimento o applicare tariffe in modo proporzionato.

Aiuti di Stato

La UE aveva insistito affinché il Regno Unito si allineasse alle norme europee sugli aiuti di Stato. Bruxelles temeva che il governo britannico cercasse di trovare un vantaggio competitivo attraverso le sovvenzioni. Il Regno Unito ha accantonato questa idea. Il Regno Unito istituirà un proprio regime di sussidi. Il nuovo organismo di controllo nazionale britannico potrà valutare se gli aiuti di Stato dovessero distorcere gli scambi dopo che la concessione delle sovvenzioni. Questa è la più importante concessione da parte della UE.

Tuttavia, il Regno Unito dovrà garantire che il nuovo proprio regime di sussidi rispetti i principi chiave stabiliti nel trattato. L’accordo consente inoltre a entrambe le parti di adottare misure correttive se dovessero emergere prove che l’organismo di controllo nazionale non rispetti i principi condivisi.

Standard o condizioni di parità
Entrambe le parti hanno concordato un livello minimo di standard ambientali, sociali e lavorativi al di sotto del quale nessuna delle due parti deve scendere.

Ursula von der Leyen ha affermato che ci sarà una revisione dopo quattro anni per garantire che le condizioni di parità funzionino.

Uno dei maggiori punti critici nei colloqui è stato quello dell’insistenza della UE sulla cosiddetta “clausola di evoluzione”, o “meccanismo di equivalenza”, come l’ha definita Downing Street. Ciò avrebbe consentito alla UE di applicare unilateralmente tariffe sulle merci provenienti dal Regno Unito in caso del determinarsi nel corso del tempo di divergenze tra gli standard adottati. Se una parte avesse aggiornato i propri regolamenti, l’altra avrebbe dovuto seguirla o affrontarne le conseguenze. Alla fine, è stato raggiunto un compromesso. Assomiglia più a quello che era l’obiettivo del Regno Unito piuttosto che a quello di Bruxelles. Il governo britannico aveva semplicemente chiesto la possibilità di prevedere un punto di riflessione in futuro per consentire una discussione tra le parti sui miglioramenti minimi degli standard al di sotto dei quali nessuna delle due parti poteva scendere.

L’accordo prevede una clausola di revisione e “ribilanciamento” che consente a entrambe le parti di avviare una revisione formale delle aree economiche dell’accordo, compreso il livello minimo degli standard.

Se una delle parti tira alle lunghe in materia di adeguamento di un nuovo limite per gli standard, l’altra può applicare nuove tariffe, ma la decisione dev’essere approvata da un collegio arbitrale indipendente.

Regole di origine
Questo determina quali beni possano essere definiti come “made in Britain”. Il Regno Unito ha convinto Bruxelles sul fatto che i materiali e la lavorazione dei prodotti dovranno essere considerati come britannici quando l’intero procedimento che li riguarda sarà completato in Uk prima di essere esportati nel mercato europeo.

Un prodotto subirebbe quindi l’applicazione di tariffe ai sensi dell’accordo solo se più del 40% del suo valore prefinito non fosse di origine britannica o proveniente da un paese non UE come è nel caso del Giappone.

Il Regno Unito non è riuscito a garantire l’accumulo “diagonale”, che riguarderebbe parte della produzione effettuata in paesi come Giappone e Turchia, con i quali sia il Regno Unito, sia la UE intrattengono accordi  commerciali, e che dunque non potranno essere riconosciuti come prodotti britannici.

Soluzione delle dispute
Questa è stata una delle aree di negoziazione più difficili poiché prevede rimedi per il sorgere di controversie commerciali nei decenni a venire. Angela Merkel ha detto che il disaccordo sul punto relativo al meccanismo di arbitrato è stato il più grande ostacolo a un accordo.

L’UE temeva che il Regno Unito potesse, nel tempo e a seconda del governo al potere, autorizzare l’introduzione di  standard tanto lontani da quelli UE in modo da potersi ritagliare un vantaggio competitivo significativo e diventare un “Singapore sul Tamigi”.

Se una delle parti ritiene che il commercio sia distorto, può adottare misure previa consultazione. Un collegio arbitrale si riunirà entro 30 giorni e si pronuncerà. Se le misure in seguito fossero state ritenute errate o eccessive, la parte lesa avrebbe diritto a misure compensative.

Sembra anche che ci sarà una sorta di comitato di gestione generale Regno Unito-UE con la costituzione di sottocomitati per attuare e far rispettare il trattato.

Scienza
Il Regno Unito continuerà a partecipare  per sette anni al programma Horizon Europe dal valore di 80 miliardi di euro come membro contribuente. Lo stesso varrà per i programmi Copernicus ed Euratom.

Erasmus
Il Regno Unito è fuori dal programma di scambio universitario nonostante le recriminazioni della UE per il fatto che essendo un membro associato avrebbe dovrebbe impegnarsi nel piano di pagamento di sette anni.

Giovedì il governo irlandese ha confermato che gli studenti dell’Irlanda del Nord possono continuare ad accedere a Eramus come parte della sua promessa di assicurare che i cittadini irlandesi nella regione “non saranno mai lasciati indietro” rispetto ai loro concittadini del sud del confine. I cittadini dell’Irlanda del Nord possono inoltre avvalersi di un programma per sostituire la tessera sanitaria europea (TEAM) finanziata dal governo della Repubblica d’Irlanda.

Sicurezza e forze dell’ordine
Le indagini a cavallo dei confini da parte delle polizia possono continuare, con l’intesa che il Regno Unito può partecipare ai principali programmi di scambio tra le polizie dei paesi europei, ma non a tutti.

Il Regno Unito non farà più parte del sistema di mandato d’arresto europeo. Né il Regno Unito sarà membro a pieno titolo dei programmi Europol o Eurojust. Ci sarà “una cooperazione continua tra il Regno Unito, Europol ed Eurojust” con “una forte cooperazione tra la polizia nazionale e le autorità giudiziarie”.

Il Regno Unito manterrà un “meccanismo di accesso” al Sistema d’informazione Schengen (SIS II), la banca dati automatizzata che condivide gli allarmi della polizia su merci rubate e persone scomparse.

C’è stato anche un accordo per l’uso congiunto continuato dei Passenger Name Records, che fornisce dati in tempo reale sul movimento dei passeggeri aerei e dei traghetti, uno strumento chiave nella lotta al terrorismo e del database Prüm per le  impronte digitali, DNA e targhe automobilistiche di persone sospette.

Servizi TV
La Francia ha mantenuto con successo il settore audiovisivo fuori dall’accordo portando un duro colpo al Regno Unito che ospita circa 1.400 emittenti in grado di coprire circa il 30% di tutti i canali nell’UE.

I fornitori britannici di servizi di TV e video on- demand non potranno più  di offrire servizi pan europei ai telespettatori europei a meno che non trasferiscano parte della loro attività in uno stato membro della UE.

Trasferimenti nella UE per lavoro retribuito
Il personale distaccato nei paesi della UE per affari può rimanere fino a tre anni se si tratta di manager o specialisti e fino a un anno per i dipendenti in formazione. Quelli per affari a breve termine avranno bisogno di un permesso di lavoro e potranno rimanere per un periodo che andrà dai 90 giorni ai 12 mesi.

Gli esperti hanno avvertito che i viaggiatori d’affari britannici e i lavoratori distaccati – quelli che rimangono nella UE per lavorare per un periodo di tempo limitato – potrebbero essere soggetti a multe a meno che non ottengano un’autorizzazione anticipata una volta che il Regno Unito lascerà il mercato unico.

Sono stati presi accordi di reciprocità “per facilitare viaggi di lavoro di breve durata e distacchi temporanei di dipendenti altamente qualificati”.

Trasporto
Voli aerei e il trasporto continueranno come prima con aerei passeggeri e cargo in grado di volare e atterrare nella Ue, compresi i voli con scalo a Heathrow e altrove nel Regno Unito originati al di fuori del Regno Unito. Gli autotrasportatori potranno inoltre continuare a guidare senza permessi speciali a differenza di quanto previsto per quelli dei paesi al di fuori della UE, assegnati in numero limitato. Questo è un sollievo per il settore della logistica che temeva che i conducenti venissero bloccati in numero significativo.

L’accordo è legato alla decisione del Regno Unito di rimanere partecipante del  European Common Aviation Area. Tuttavia gli aerei continueranno a volare con un accordo temporaneo, che dovrà essere rinegoziato con urgenza.