INSIEME ha accettato e risposto a quella sfida dei fatti indicata ieri da Domenico Galbiati in attesa dello svolgimento della Conferenza nazionale tematica di INSIEME (CLICCA QUI). Domenico ritorna sul tema sottolineando che ciò che più caratterizza questo partito “nuovo” è la decisione di rispondere alla sfida passando, come ha del resto ricordato a Roma Stefano Zamagni, dal metodo della dichiarazione programmatica a quello della elaborazione della proposta progettuale, che è cosa più sostanziale e politicamente qualificante (CLICCA QUI). Di sicuro, costituisce l’unica concreta e reale possibilità di sintonizzarsi con la gente ed essere partecipi delle loro attese attraverso un impegno politico e legislativo.

E’ solo in questo modo, ha detto Maurizio Cotta, che si conferma di essere “nuovi”. Perché in grado di portare cose nuove e uno spirito nuovo. Per fare questo non si può partire da schemi preconcetti, ma guardare concretamente alle persone e ai loro bisogni, alle loro aspettative e alle loro speranze.

La presentazione della petizioni parlamentari ( INSIEME è partita con quella sul Lavoro CLICCA QUI e con quella sulla Legge 194 CLICCA QUI) riguardanti taluni aspetti che considerano questioni antropologiche contemporaneamente a quelle sociali , contribuisce a meglio definire come INSIEME intenda contribuire al superamento della divisione tra i “cattolici della morale” rispetto a “quelli del sociale”, Oltre che ad indicare la sostanza attorno cui deve svolgersi ogni confronto con tutte quelle forze politiche, o del mondo dell’associazionismo, interessate alla nascita di una nuova presenza politica sulla base di un’ispirazione cristiana, ma in grado di andare oltre le dichiarazioni generali e di principio. Perché in grado di sostanziare in un intervento politico organizzato concreto.

Zamagni ha sostenuto che gli amici di INSIEME concepiscono il loro impegno pubblico come scelta di partecipazione a quella “politica migliore” di cui parla papà Francesco nella sua “Fratelli tutti” e sulla base della consapevolezza che al pensiero non possono pensare solo gli intellettuali.

Secondo Zamagni, esistono delle questioni preminenti da mettere alla base di una nuova ed originale iniziativa politica. Partendo dal riconoscimento che sono maturati i tempi per il superamento dalla visione esclusivamente dualistica Stato – Mercato: le priorità non possono più essere quelle definite in solitudine dall’ente pubblico, bensì devono essere individuate sulla base della partecipazione paritaria di tutti i soggetti da coinvolgere, a partire dalle comunità.

Vi è più che mai il tema Mezzogiorno. Anche in relazione al ritorno della centralità del Mediterraneo, così come confermato in occasione del recente incontro di Firenze dove si sono riuniti Vescovi e Sindaci mediterranei e dell’iniziativa assunta dal Presidente Draghi con l’incontro con Spagna, Grecia e Portogallo.

Per quanto riguarda l’immigrazione è necessario avviare una forte iniziativa per superare il Trattato di Dublino che ha penalizzato gli italiani facilitando la diffusione in loro di un sentimento di odio verso i migranti. Questo superamento è possibile anche in riferimento alla recente decisione della Commissione europea che, per la prima volta, ha applicato la Direttiva 51 del 2001 a favore dei profughi provenienti dall’Ucraina.

Siamo poi immersi nella stagione della Transizione, affrontando la quale bisogna essere consapevoli che, come avviene in occasione dell’imporsi di ogni processo di risistemazione strutturale, essa divide quelli che ci guadagnano da coloro che, invece, ci perdono. Quest’ultimi, inevitabilmente, tendono a coalizzarsi per ostacolare e impedire ciò che, invece, può essere accettato e condiviso se ci si preoccupa della sostenibilità di interventi che non riguardano solamente le tecniche economiche, bensì assunti tenendo conto dei costi sociali della transizione e, in questo modo, puntare allo sviluppo umano integrale

Questa stagione coincide con la Guerra. A proposito della quale esiste la necessità di uno sforzo culturale per superare il dualismo bellicismo-pacifismo. Perché il vero impegno per la Pace richiede la preparazioni di “istituzioni della Pace”. Il che vuole dire ridisegnare quelle “regole del gioco” che intervengono nei vari ambiti economico, finanziario, della sicurezza e del diritto internazionale. Si deve dunque ricercare pacificazione e pacificatori andando oltre un pacifismo generico e di maniera

 

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